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Catania perde un suo figlio illustre: si è spento il M° Domenico De Meo, l'esegeta di Vincenzo Bellini

17-10-2022 07:42

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus,

Catania perde un suo figlio illustre: si è spento il M° Domenico De Meo, l'esegeta di Vincenzo Bellini

Un camera ardente sarà  allestita al Teatro Massimo Bellini lunedì 17 ottobre dalle 9.30 alle 20. Le esequie martedì 18 alle ore 10 nel Duomo di Catania

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Ha rappresentato per decenni una bellissima figura di studioso e galantuomo Domenico "Mimmo" De Meo, musicista considerato tra i massimi esegeti al mondo della musica dell'amatissimo Cigno catanese Vincenzo Bellini.

 

Si è spento serenamente dopo una lunga vita dedicata ai suoi studi ed alla famiglia, lasciando  un imponente archivio di documenti, curato insieme alla giornalista Caterina Andò, sua compagna nella vita e nel lavoro.

 

Una camera ardente sarà  allestita al Teatro Massimo Bellini lunedì 17 ottobre dalle 9.30 alle 20. Le esequie si svolgeranno il giorno dopo, martedì 18 alle ore 10  Catania nel  Duomo di Sant’Agata.

 

Nel ricordo che gli ha dedicato proprio il Teatro Masismo Bellini, praticamente la sua casa, si legge:

 

"Musicologo, pianista, didatta, ha svolto intensa attività filologica rivolta principalmente al repertorio protoromantico e romantico, e in particolare all’analisi delle partiture autografe di Vincenzo Bellini, allo scopo di approfondirne i contenuti e metterne in luce gli aspetti ancora sconosciuti e problematici, sul piano esegetico e  dell’interpretazione.

 

Il suo impegno artistico, scientifico e didattico era fondato su una solida formazione. Brillantemente diplomato in pianoforte presso il Conservatorio di musica “San Pietro a Majella” di Napoli, successivamente si era perfezionato sotto la guida di Paolo Denza.

 

Nell’ambito della filologia belliniana ha condotto un attento studio che lo ha visto firmare importanti revisioni critiche, numerosi articoli su varie testate e riviste specializzate, nonché saggi per i programmi di sala di prestigiose istituzioni teatrali e musicali (Opera di Roma, Regio di Parma, Massimo Bellini di Catania, etc.).

 

Di particolare rilievo anche gli ampi saggi dedicati a Rossini, Verdi, Massenet, Mozart, Beethoven, R. Strauss e J. Strauss. Risonanza internazionale ha avuto il lavoro filologico – consistente nella ricostruzione e revisione della partitura e del libretto – compiuto sulla seconda versione di Adelson e Salvini, dramma semiserio di Vincenzo Bellini, andato in scena al Teatro Massimo di Catania in prima mondiale assoluta il 23 settembre 1992 in occasione del IV Festival Belliniano, esecuzione registrata in cd dalla casa discografica Nuova Era.

 

Per il teatro catanese ha curato altresì: la revisione della partitura Omaggio a Bellini di Saverio Mercadante (I Festival Belliniano, ottobre 1989); l’inserimento dell’assolo delle trombe in Sonnambula (stagione lirica 1997-98); la strumentazione dell’Allegro della Sinfonia di Bianca e Fernando (concerto del 23 settembre 2008).

Ha svolto cicli di conferenze illustrate da ampia collezione di diapositive e arricchite di esecuzioni di rare pagine del musicista catanese.

 

Nel 1985 ha partecipato al documentario Bellini, itinerario di un mito, regia Massimo Polimeni, realizzato da Raitre in occasione del 150° anniversario dalla morte del Cigno. In qualità di critico musicale è stato conduttore e ospite di trasmissioni radiofoniche e televisive.

 

Ha curato inoltre le note illustrative per l’incisione della prima esecuzione mondiale di alcuni brani inediti di Vincenzo Bellini: la sinfonia e gli abbozzi di Ernani, opera incompiuta, e del terzetto “Ombre pacifiche”, cd pubblicato dall’editore Bongiovanni di Bologna.

 

Dal 1988 ha fatto parte del Comitato scientifico istituito dall’E.A.R. Teatro Massimo Bellini di Catania, in occasione delle Giornate Belliniane e dei successivi Festival Belliniani. Proprio per le Giornate Belliniane del 1988 ha curato la mostra di autografi e cimeli allestita nel foyer del “Bellini”, redigendo il relativo catalogo.

 

È stato membro della Commissione del premio “Bellini d’oro”. Ha partecipato come relatore a conferenze, tavole rotonde e convegni nazionali e internazionali, organizzati da importanti istituzioni: Convegno internazionale “Vincenzo Bellini: verso l’edizione critica”, Università e Accademia Chigiana di Siena 2000); Istituto Italiano di Cultura a Parigi (Convegno promosso nel 2001 dal Comitato Fondazione Bellini Festival); Casa della Musica di Stoccolma (Celebrazioni Belliniane promosse dall’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana); Catania, Teatro Massimo Bellini, Istituto musicale “V. Bellini”, Società Catanese Amici della Musica; Palermo, Amici del Teatro Massimo, Associazione Amici dell’Opera Lirica “Ester Mazzoleni”; Centro Studi Rinascimento Musicale di Firenze (V e XI Convegno internazionale di musicologia di Poggio a Caiano); Circolo Bellini di Moltrasio, etc.

 

Su invito del Luglio Musicale Trapanese ha tenuto master class su Norma, La sonnambula e Lucia di Lammermoor. Nato a Catania nel 1928, nella prima parte della carriera Domenico De Meo ha operato per oltre tre lustri come maestro collaboratore presso il Teatro Massimo Bellini di Catania ed altre istituzioni.

 

In qualità di pianista ha fondato l’Ensemble Etneo al fine di diffondere brani meno noti di illustri compositori. Il gruppo si è esibito per importanti associazioni concertistiche riportando unanimi consensi di pubblico e di critica.

Impegnato anche nell’insegnamento, è stato docente di Teoria del ritmo ed estetica musicale all’I.S.E.F. di Catania e di Pianoforte nei corsi ad indirizzo musicale istituiti dal M.P.I. presso la scuola statale “G. Leopardi” di Catania, ricoprendo altresì l’incarico di direttore artistico delle stagioni concertistiche ivi programmate. Di prossima pubblicazione il volume che riunisce i numerosi saggi dedicati al Cigno etneo."

 

Catania perde così uno dei suoi figli più illustri e che lustro ha dato alla sua città, promuovendone il buon nome nel mondo grazie ai suoi raffinatissimi studi su Bellini, che resteranno riferimento indispensabile e prezioso per le generazioni di musicisti che verranno.

 

Alla famiglia, ed in particolare all'amatissima Caterina Andò, nostra carissima amica e sua compagna nella vita e nell'impegno scientifico, i sensi del più profondo e rispettoso cordoglio di questa testata.

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