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Si è insediato il presidente della regione Renato Schifani: riuscirà a fare peggio di Musumeci che è riusci

16-10-2022 08:00

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus, Regione,

Si è insediato il presidente della regione Renato Schifani: riuscirà a fare peggio di Musumeci che è riuscito a fare peggio di Crocetta?

Eletto con appena il 19% degli elettori.Tanti auguri presidente: ci piacerebbe tanto poter scrivere altro e restiamo pronti a farlo...

Prova

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Abbiamo messo un banner in testa all'apertura del giornale: "Probabilmente siamo su scherzi a parte".

Lo abbiamo fatto perché è davvero la sensazione che si prova, e non soltanto per gli ultimi avvenimenti, quelli che hanno ad esempio riguardato l'elezione dei presidenti di Senato e Camera della Repubblica.

Scene surreali, da demential movie.

 

Ormai si è perso il conto degli anni di mal governo che hanno distrutto, letteralmente annientato, la Sicilia, quella che è stata la culla della civiltà occidentale, la capitale della Magna Grecia, la meraviglia straricca di tesori artistici e naturali come nessun altra regione al mondo, baciata da un clima che da solo doveva indurre a produrre benessere e serenità e si è trasformata in inquinamento morale prima ancora che ambientale.

 

Ad ogni tornata elettorale si pensa che il risultato non possa essere peggiore del precedente ed invece ogni volta il detto "al peggio non c'è fine" risulta drammaticamente validato.

 

Èd è pazzesco come il declino appaia ineluttabile, la patria di Federico II, lo Stupor Mundi che nel 1200 parlava sei lingue e regnava con l'Arte e la Bellezza, finita in mano ad una sequela infinita ed indefinibile di cialtroni cannibali.

 

Tutti i dati, tutti gli indicatori di qualsiasi statistica ufficiale e certificata, risultano inappellabili e collocano la Sicilia agli ultimi posti tra le regioni europee: in tutti i settori, non ce n'è uno in cui ci si salvi.

È ovvio che non bisogna essere pregiudiziali e ciascun siciliano non masochista preferibbe essere smentito dai fatti, magari ben contento di riconoscere in chi governa un nuovo immaginifico "Stupor Mundi": ma è quanto mai opportuno essere realisti.

 

E allora partiremmo dal comunicato dell'Ufficio Stampa della Regione Siciliana con cui giovedì scorso, alle 18.12, viene annunciato l'insediamento del nuovo governatore Renato Schifani e lo pubblichiamo integralmente per poi trarne due spunti di riflessione:


Regione Siciliana - Ufficio Stampa

Comunicato 

"Renato Schifani è il nuovo presidente della Regione Siciliana.

Lo ha proclamato, durante una cerimonia alla Corte d’appello di Palermo, il presidente dell’Ufficio centrale regionale per l’elezione del presidente della Regione e dei deputati dell’Assemblea regionale siciliana, Giacomo Montalbano.
  
Schifani, candidato della coalizione di centrodestra, è risultato il più votato nel corso della consultazione elettorale dello scorso 25 settembre con 894.306 voti e succede a Nello Musumeci. 
  
Settantadue anni, laureato in Giurisprudenza, per anni ha esercitato la professione di avvocato.

Entrato in Forza Italia nel 1995, l'anno successivo è stato eletto al Senato e da quel momento ha concentrato il suo impegno nell'attività politica, ricoprendo anche l’incarico di presidente di Palazzo Madama dal 2008 al 2013 e capogruppo di Forza Italia nella quattordicesima e quindicesima legislatura (2001-2008).
 
È stato componente della Commissione Bicamerale per le riforme costituzionali e firmatario di diversi disegni di legge, tra i quali quello sull'utilizzo delle disponibilità finanziarie per la Conferenza Onu sul crimine organizzato e quello di modifica delle norme sulla gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati per rendere maggiormente efficace questo istituto.

Nel 2002 è tra i sostenitori dell'iniziativa parlamentare che ha portato alla stabilizzazione del "41 bis", trasformando il carcere duro per i mafiosi da misura straordinaria a misura definitiva, inserita a regime nell'ordinamento giuridico."


Ora, il primo dato riguarda i voti ottenuti: appena il 19% degli aventi diritto!

 

Conto facile: gli elettori siciliani per le elezioni del 25 settembre erano 4.609.984 e gli 894.306 ottenuti da chi dovrà governarli non arriva neanche al 20%. 

 

In pratica significa che oltre l'80% dei siciliani non è rappresentato da questo governo e molti di questi sono addirittura all'opposizione dell'intero sistema, costituito da "destra e sisnistra facce della stessa medaglia, ormai indelebilmente inquinato da sistemi elettorali che definire truffaldini è eufemistico  e persino generoso.

 

È la "democrazia", si dirà, ed è vero, ma questi numeri, associati ad un astensionismo che ormai supera il 50%, rappresentano l'evidenza di una "democrazia" che non funziona, produce danni crescenti ed irrimediabili ed è ad un passo dalla "democratura", ammesso che non l'abbia già oltrepassato.

 

Il secondo dato attiene invece alle poche righe che l'Ufficio Stampa della Regione, e qualcuno dello staff neo presidenziale le avrà suggerite, dedica ai "successi" politici del senatore Schifani: vengono emblematicamente scelti solo tre provvedimenti tutti riguardanti la criminalità organizzata.

 

Perché?

Che messaggio vorrebbe accreditare?

Forse dovremo subire l'ennesimo "governo" asseritamente o sedicentemente "antimafia"?

Ma davvero?

E per concludere cosa? Quello che hanno combinato i predecessori? 

 

E l'economia?

L'ambiente?

I giovani?

La sanità?

I servizi essenziali?

 

Etc. Etc. Etc...

 

Fermo restando che se solo questi sono i "provvedimenti" che si ritiene di inserire nel comunicato ufficiale di presentazione ed insediamento di un neo governatore siciliano che è da ben 26 anni siede in parlamento, sorge inevitabile il pensiero che se questo è il fatturato politico in quasi tre decenni "impegnato" per la Sicilia non c'è che rimanere basiti e parecchio preoccupati.

 

Se poi in un comunicato biografico si cita il ruolo in Forza Italia, risulta abbastanza disinformativo sorvolare che lo stesso Schifani fu protagonista, con Angelino Alfano, del "gran tradimento" con la sfortunata avventura del Nuovo Centro Destra che gli consentì di rimanere nel governo di centro sinistra di Enrico Letta, mandando Berlusconi all'opposizione.

 

Così come viene omesso che il neo governatore risulta già imputato prima ancora di cominciare a governare ed a prescindere: è a processo in uno dei tronconi dell'inchiesta "Montante" e non è chiaro cosa accadrebbe se venisse condannato.

 

Insomma, tanti auguri presidente: ci piacerebbe tanto poter scrivere altro e restiamo pronti a farlo...

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