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Il centro ascolto antiviolenza Il Bucaneve

02-05-2022 16:00

Giornalisti del Futuro

Cronaca, Il Mediterraneo in miniatura,

Il centro ascolto antiviolenza Il Bucaneve

Da trent’anni attento ad ascoltare il grido sommesso di chi non sa gridare

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Da trent’anni attento ad ascoltare il grido sommesso di chi non sa gridare

di Borzì Diego e Finocchiaro Arianna

 

Tutti abbiamo dei bisogni e spesso cerchiamo di risolverli da soli. Non sempre abbiamo la forza di reggerci in piedi senza che qualcuno ci sorregga, e allora verso di noi vediamo allungate le mani di coloro che, sentinelle della vita altrui, hanno dedicato la loro esistenza a vegliare ed ad aiutare l’altro, subentrando quando non bastano le norme che lo Stato pone in risposta alle necessità.
In un mondo dove non si danno per scontati i diritti di protezione da qualsiasi violenza, a più di dieci anni dalla Convenzione di Istanbul (2011), quando le certezze che si cercano sulla carta non vengono rispecchiate dalla realtà, le sentinelle sono piccoli lumi nel buio.


Sono sentinelle le due sociologhe dell’associazione antiviolenza Il Bucaneve, le dottoresse Margherita Matalone e Carmela Borzì, ed è sentinella Suor Rosalba, che da trent’anni si prende cura di donne vittime di violenza e promotrice del centro.
Le dottoresse credono che per creare una comunità ci sia bisogno di tre cose fondamentali: relazione, prevenzione e gentilezza. È quest'ultima la parte importante e rivoluzionaria, poiché ormai nel mondo l’aggressività è troppo spesso diventata un modo di comunicare. L'obiettivo del centro è donare la libertà a chi l’ha persa, donare voce a chi riesce solo a gridare in silenzio, ascoltare attivamente, senza giudizio, accogliere a braccia aperte, educare per aprire nuovi orizzonti a coloro che non ne vedono nessuno, fare da stampella fino a quando non riusciranno a camminare da sole.


Il centro ascolto antiviolenza Bucaneve, con la cooperativa la Roccia e il suo Team di Operatrici, si impegna ogni giorno in tali azioni. Ogni giorno donne e bambini hanno l’opportunità di cambiare vita solamente grazie a una sola mano tesa verso di loro. Anche una sola mano può essere salvifica, può far conoscere che cosa sia la sicurezza a queste donne, che purtroppo hanno sempre vissuto nell’incertezza e nella paura. 
Una delle prime a tendere la mano verso il prossimo è stata per l’appunto la fondatrice di tale centro: Suor Rosalba, che trent’anni fa capì la necessità di fare qualcosa di più, capì che la sua sola mano non sarebbe bastata per salvare quel gran numero di vittime di violenza che gli si presentava ogni giorno davanti. Era insegnante, ogni giorno a contatto con ragazzi come noi, e sono stati proprio loro che l’hanno portata ad essere ciò che è ora. Sono stati loro i primi a chiederle aiuto, sono stati loro i primi che le hanno fatto capire l’enorme bisogno di una comunità dove poter aiutare a crescere chi da solo non riesce.


“Per passare dalle parole ai fatti ci vuole coraggio”. E fu grazie al suo coraggio che nacque il CAV (centro ascolto antiviolenza) Bucaneve.
In trent’anni e anche più Suor Rosalba è entrata a contatto con tante esperienze tutte diverse tra loro, e ha lasciato il segno in tante vite che grazie a lei sono riuscite a sbocciare. Molte sono le storie che ha voluto raccontarci, caratterizzate da molti temi, debolezze, vuoti che accomunano passati differenti. Il credere di valere solo con qualcuno accanto, la mancata consapevolezza dell’identità del singolo, il non avere la forza di reagire, il non essere valsi per nessuno fino a quel momento, sono ciò con cui è entrata in contatto Suor Rosalba e che ogni giorno lotta dando ciò che le protagoniste di queste storie non hanno mai avuto: certezze.
“La sera posso andare a letto tranquilla solo perché durante il giorno ho creato nuove strade”.

 

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