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Un pranzo come ponte tra due realtà: Diritto e dovere della solidarietà

04-02-2022 14:54

Giornalisti del Futuro

Cronaca, Il Mediterraneo in miniatura,

Un pranzo come ponte tra due realtà: Diritto e dovere della solidarietà

Una giornata dedita al volontariato e alla conoscenza di una realtà diversa dalla propria è stata quella che ha coinvolto i ragazzi del liceo Archimede

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Una giornata dedita al volontariato e alla conoscenza di una realtà diversa dalla propria è stata quella che ha coinvolto i ragazzi del liceo scientifico Archimede di Acireale. Un pranzo di solidarietà che ha riservato dei momenti di leggerezza e dei momenti di riflessione


di Claudia Sorrisovalvo e Riccardo Marano

 

“Per me fare volontariato vuol dire spendersi per gli altri, ma non in modo superficiale: vuol dire metterci passione”. Questa è la testimonianza di Giorgio D’Angiolini, 5D, e di come anche per i ragazzi di oggi è essenziale vivere il volontariato. E i ragazzi che si mettono a disposizione dei più bisognosi sono più di quelli che ci si immagina.
Il progetto di “Educazione alla mondialità e alla pace” è già presente nella nostra scuola da 15 anni, ma quest’anno si inserisce all’interno del Piano Nazionale di Educazione Civica “Io ho cura” promosso dalla rete delle scuole per la pace.
 Noi, un gruppo di oltre 50 ragazzi del Liceo Archimede, giorno 23 Dicembre 2021 ci siamo recati nel comune di Riposto per la realizzazione di un pranzo di solidarietà presso la struttura della tenda di San Camillo, una comunità che si occupa di ospitare temporaneamente gli emarginati sociali e malati di AIDS, che purtroppo è attualmente vuota a causa di un'incidente avvenuto un anno fa.
 La giornata è iniziata alle 10:00 con una visita alla struttura per poi proseguire con un momento di preghiera. Qui all’incirca un anno fa, nella notte tra il 4 e il 5 dicembre 2020 si è consumato l’omicidio di fratel Leonardo Grasso, definito “martire della carità”. Nella sala dove si è tenuta l’orazione di padre Salvatore, il parroco del luogo, sono tutt’ora visibili i segni dell’incendio che ha seguito l’omicidio e delle tracce di sangue indelebili del compianto frate. 
“Il momento che mi ha colpita di più è stato visitare la camera di fratel Leonardo Grasso”, ci racconta Flavia Greco, 3D. “E mi è piaciuto anche vedere una rosa posta nell’angolo in cui si trovava il letto del frate, dov’è stato assassinato, come oggetto per il ricordo”. È in questa stanza che , dopo un minuto di silenzio, il parroco ci ha raccontato la storia di San Camillo, da cui prende il nome la struttura.

Successivamente noi ragazzi ci siamo spostati nel cortile esterno, dove una volta messi in cerchio, sono stati il sacerdote ed Orazio Frizzi, organizzatore dell’evento e responsabile della Casa della Carità, a prendere la parola, dichiarandosi entusiasti della nostra presenza, raccontandoci la storia della tenda e presentandone gli ospiti.

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Dopo aver imbandito i tavoli, è iniziato il vero e proprio pranzo. Ogni classe si è impegnata a preparare una portata, che ha contribuito alla formazione di un buffet. Noi ragazzi e gli ospiti della casa abbiamo potuto condividere il pasto in un momento di contatto tra le due realtà.
Quello del 23 Dicembre è stato più di un pranzo, è stato un momento di condivisione e l’ occasione per instaurare nuove conoscenze e consolidarne altre. “Mi ha colpito l'entusiasmo con cui voi ragazzi e ragazze avete partecipato all'organizzazione dell'evento e la genuinità in alcuni gesti, anche i più semplici” queste sono le parole di Paola Lizzio, docente del liceo Archimede e organizzatrice dell’evento.

“Per me fare volontariato significa imparare a sapersi aiutare, anche soltanto un sorriso nel porgere il piatto è stato veramente tantissimo”, ha affermatoFlavia Greco, 3D.
Un altro momento di socializzazione e utile per conoscerci meglio è stato quello che ha seguito il pranzo, quando noi e alcuni giovani ospiti ci siamo riuniti nuovamente in cerchio per giocare a calcio, parlando e scherzando insieme. 
Si è poi unito Orazio Frizzi, che ha concluso la giornata ribadendo la sua gratitudine e felicità.
“La cittadinanza è attiva se ci mette nelle condizioni concrete di esercitare il nostro diritto e allo stesso tempo dovere della solidarietà”, ha affermato la prof. Lizzio. “Lo chiamo diritto in quanto credo che nella reciprocità del dono si comprenda il ruolo che puoi avere all’interno della società, e credo che questo, per dei giovani che si approcciano alla conoscenza della cittadinanza globale, sia di vitale importanza” conclude.

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