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PUBBLISERVIZI: il commissario Perazzoli e la Città Metropolitana continuano a litigare, appello alla responsa

13-05-2022 06:43

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Terzo speciale, Pubbliservizi,

PUBBLISERVIZI: il commissario Perazzoli e la Città Metropolitana continuano a litigare, appello alla responsabilità del presidente Molino

ANNI DI COMMISSARIAMENTO ENNESIMO SCANDALO DI UNA CITTÁ SENZA TESTA

ANNI DI COMMISSARIAMENTO ENNESIMO SCANDALO DI UNA CITTÁ SENZA TESTA

Si fa sempre più delicata la situazione della partecipata della ex provincia di Catania che tra pochi giorni, il 13 giugno, dovrà affrontare lo scoglio di un'udienza innanzi al Tribunale Fallimentare i cui esiti saranno decisivi per il futuro di 360 famiglie.

 

Quello che è accaduto lo abbiamo raccontato seguendone passo passo le criticità di una gestione commissariale che ha destato pesanti perplessità, mentre le risposte istituzionali non sembrano ancora adeguate a superare il rischio di un fallimento che costituirebbe l'ennesima tragedia per questa città.

 

L'11 maggio, dopo le pesantissime denunce più volte formalizzate dal sindacato nazionale SIFUS-CONFALI, si sono fatti sentire i confederali CGIL, CISL e UIL che hanno proclamato lo stato di agitazione con l'annuncio di un sit-in per il prossimo 20 maggio:

 

"Prendiamo atto, a distanza di oltre 15 giorni dalla nostra richiesta di convocazione urgente, del mancato riscontro da parte di Città Metropolitana di Catania ed esprimiamo, con la presente, forti preoccupazioni in merito al futuro della società.
Ci risulta, infatti, che nonostante la prossima udienza della procedura sia alle porte (13.06.2022), Città Metropolitana di Catania non abbia ancora sottoscritto e definito la revisione tecnica ed economica dei disciplinari di servizio, necessaria per la sopravvivenza della società.
Pertanto, stante il silenzio di Città Metropolitana di Catania, le scriventi OO.SS. proclamano lo stato di agitazione indicendo, già da adesso, un sit-in di tutto il personale della società per il giorno 20 maggio p.v. dalle ore 14:00 alle ore 17:00 davanti l’ingresso della sede della Città Metropolitana di Catania di Tremestieri Etneo (CT), via Nuovaluce n. 67/A al fine di informare e mobilitare i lavoratori sullo stato e sul futuro della Pubbliservizi S.p.A.."

 

In realtà sulla vicenda del rinnovo dei patti contrattuali la tensione tra la ex Provincia ed il Commissario non è semplice da risolvere perché le pretese di quest'ultimo rischiano di risultare irricevibili in quanto vengono considerati dal socio non aderenti all'interesse pubblico nella prosecuzione dei servizi quanto finalizzati a coprire errori gestionali di non poco conto: ma a questo risponderanno i tecnici e le autorità di controllo, intanto ci si dovrebbe concentrare a come riuscire a portare in bonis questa importante partecipata restituendola alla città con tutte le sue potenzialità che oggi appaiono decisamente mortificate e spesso anche sprecate.

 

All'annuncio sindacale ha risposto il Commissario (questa è una città tutta "commissariata...) della Città Metropolitana Federico Portoghese che ha convocato una riunione per questa mattina, 13 maggio.

 

La nota di convocazione è singolare: dopo aver specificato, chissà perché, di "non essere datore di lavoro dei dipendenti della Pubbliservizi in a.s.", invita le organizzazioni sindacali alle ore 9 presso la sede della ex Provincia di via Nuovaluce.

 

L'invito non si limita ai soli sindacati proclamanti lo stato di agitazione, ma viene allargato alla UGL e CISAL, praticamente tutti, mentre non risulta convocato il SIFUB-Confali: non è noto il motivo che in ogni caso appare grave...

 

Oltre ai sindacati vengono informati della riunione il prefetto di Catania, il commissario straordinario ministeriale Perazzoi ed il presidente del consiglio di amministrazione Giuseppe Molino.

 

Ed è quest'ultimo che interviene con una nota che prova ancora una volta, pur ricoprendo al momento un ruolo meramente formale sino a che la società rimane sottoposta alla responsabilità del commissariamento controllato dal Comitato di Sorveglianza, a mediare tra le posizioni sempre più distanti tra socio e commissario.

 

"Il momento delicatissimo che sta attraversando la società  - afferma il presidente Molino - unitamente all'imminenza dell'udienza per il concordato, impone più che mai senso di responsabilità e rigore.
Mi limito solo a sottolineare il silenzio assordante dei sindacati per tre lunghi anni, a fronte di evidenze che erano sotto gli occhi di tutti, e che come CdA, sommessamente ma con l'indispensabile fermezza, abbiamo più volte rilevato.
Ritengo dunque che una reazione tardiva dei sindacati, solo al fine di dare un segnale ai propri iscritti di attivismo e presenza,  è una scelta inopportuna oltre che inutile. 
Ciò che opportuno in questo momento, anzi necessario, è sedersi ad un tavolo con coscienza e responsabilità. 
Affidarsi, con occhio vigile, al lavoro dei professionisti incaricati tecnicamente alla redazione del piano e trovare una convergenza di intenti e risultati.
Servono atti di responsabilità politica e, prima ancora, amministrativa e finanziaria. Serve mettere in atto azioni concrete e risolutive volte a salvaguardare il lavoro e la dignità dei dipendenti, il soddisfacimento dei creditori e credibilità istituzionale davanti ad un tribunale che con pazienza aspetta atti non parole."

 

Adesso c'è da attendere l'esito di questa convocazione che si spera possa essere occasione per chiarire le intenzioni del socio pubblico che ha l'arduo compito di dotare la sua partecipata delle dotazioni finanziarie per svolgere i propri compiti istituzionali, compito complicato perché deve riuscire a farlo senza consentire che ingenti risorse vengano ulteriormente sprecate per coprire errori gestionali che è bene emergano chiaramente e seguano il loro corso di accertamento di responsabilità, senza che per questo si comprometta la sopravvivenza di una società che è scandaloso sia ancora commissariata dopo tutti questi anni.





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