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Riforma della Magistratura: "È bene che si sappia"

06-05-2022 06:53

redazione

Cronaca, Focus,

Riforma della Magistratura: "È bene che si sappia"

È dovere di ogni cittadino informarsi su cosa accade: inutile lamentarsi dopo

Che il sistema giudiziario abbia bisogno di una riforma complessiva e seria che gli consenta maggiore efficienza, compresa ovviamente maggiore trasparenza nei percorsi di carriera, è indubbio.

 

I recenti scandali che ne hanno travolto alcuni esponenti di primo piano non hanno certo giovato ad affrontare con la necessaria serenità la questione, anzi rischiano di dare adito a quanti, per propri interessi di casta, non vedono l'ora di poterne ridimensionare gli spazi di azione, provando a mettere il Terzo Potere sotto il controllo degli altri due.

 

Questo è infatti il tema più importante e delicato: può una politica politicante così fortemente degradata e delegittimata , parassitaria e predatoria, per di più ormai sempre meno rappresentante di un popolo che neanche più la vota, affrontare in maniera imparziale ed utile una riforma così delicata?

 

In una democrazia così fragile come quella italiana, l'alterazione degli equilibri tra i poteri diventa pericolosissimo ed è necessario che si alzino tutte le antenne possibili per impedire derive che rischierebbero di risultare senza ritorno.

 

Proveremo quindi a raccogliere ed offrire ai nostri lettori pareri ed interventi che possano risultare utili a formarsi un'opinione, e li sceglieremo senza che sia necessaria da parte nostra una condivisione: vogliamo solo contribuire ad alimentare un dibattito che deve aprirsi immediatamente, prima che sia troppo tardi, impedendo per come possibile che decisioni così importanti si consumino tra i corridoi di quella politica di cui abbiamo imparato che non ci si può più fidare ed è la prima che deve essere riformata, a partire dai meccanismi di selezione dei suoi esponenti.

 

Non pensiamo che questi temi debbano essere riservati ai grandi media, ai massimi sistemi;

ogni cittadino, anche in un'estrema periferia come la nostra, deve assumere consapevolezza che dipende dall'impegno di ciascuno informarsi, impegnarsi, attivarsi: la lamentela fine a se stessa rischia di diventare colpa e complicità.

 

Stavolta proponiamo un intervento pubblicato sulla sua pagina Facebook dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Rieti Rocco G. Maruotti,  componente dell'ANM e che ci ha convinto per il titolo che ha deciso di dargli, poi ognuno farà le proprie valutazioni, ma in ogni caso...

 

"È BENE CHE SI SAPPIA.

Sulla riforma dell'ordinamento giudiziario è bene che si sappia che:

 

1) se il problema della Giustizia sono i magistrati in politica, è bene che si sappia che in questo momento i magistrati in aspettativa per mandato parlamentare sono solo 3 su più di 8000 magistrati in servizio;

 

2) se il problema della Giustizia sono i magistrati che passano da una funzione all'altra, è bene che si sappia che negli ultimi 3 anni i magistrati che hanno cambiato funzioni sono stati 40 all'anno, sempre su più di 8000 magistrati in servizio;

 

3) se il problema della Giustizia è che il lavoro dei magistrati non è soggetto a valutazione, è bene che si sappia che i magistrati italiani nei primi 28 anni di carriera sono valutati almeno 7 volte, una volta ogni 4 anni;

 

4) se il problema della Giustizia sono le assoluzioni, è bene che si sappia che il processo non è una gara e che l'assoluzione non è una sconfitta del Pubblico Ministero;

 

5) se il problema della Giustizia sono i tempi necessari ad arrivare ad una sentenza, è bene che sia sappia che questa riforma non accorcerà neppure di un giorno i tempi dei processi.

 

Noi magistrati siamo i primi ad aver invocato una riforma dell'ordinamento giudiziario, ma non questa riforma e non perché vogliamo conservare privilegi, che non abbiamo salvo quello di fare un lavoro che ci piace e del quale portiamo sulle spalle tutto il peso della responsabilità, ma perché oltre che inutile è anche dannosa, non per noi ma per il funzionamento del servizio che ci sforziamo di rendere nonostante le enormi carenze di risorse umane e strumentali in cui da sempre versano gli uffici giudiziari italiani.

 

Avremmo voluto, e lo abbiamo anche messo per iscritto, una riforma che ci aiutasse a superare le criticità strutturali e di funzionamento degli uffici giudiziari, del processo e del CSM, nella consapevolezza che la buona volontà di migliorare e di cambiare le cose non basta se non viene accompagnata da una buona iniziativa politica che si traduce in una buona legge.

E invece ci ritroviamo una riforma che non migliorerà il servizio Giustizia, ma che, al contrario, mina alle fondamenta quel baluardo di democrazia che finora è stata la Magistratura italiana.

Contro una simile riforma ci opporremo con ogni strumento democratico, non nel nostro interesse ma nell'interesse dei cittadini."

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