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Il vice presidente della regione Gaetano Armao sulla SAC: "Scorretto prendere decisioni in questo momento"

26-04-2022 13:47

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, SAC&CamCom, Focus,

Il vice presidente della regione Gaetano Armao sulla SAC: "Scorretto prendere decisioni in questo momento"

Finanziaria in dirittura d'arrivo, ritardi dovuti a quantificazione da parte del ministero delle minori entrate...

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La conversazione di ieri sera riguardava i lavori della Commissione Bilancio dell'ARS che ha finalmente iniziato a valutare gli atti predisposti dall'assessore all'Economia del governo siciliano prof. Gaetano Armao per l'approvazione di bilancio e finanziaria.

Ma essendo anche responsabile del controllo contabile sulle partecipate, la nostra domanda su quanto sta accedendo a Catania intorno alle governance di "Camera di Commercio del Sud Est che non esiste più" e della sua controllata SAC diventa la prima notizia e merita il titolo.

 

Il vice presidente Armao specifica che si tratta tecnicamente di una partecipata dell'assessorato alle Attività Produttive, mentre al suo assessorato, quello all'Economia, spetta il controllo sulla gestione economico-finanziaria.

Ma il parere che rende, oltre che da pubblico amministratore, si riferisce alla sua cultura ed esperienza quarantennale di professore di diritto amministrativo e tra i professionisti del settore più quotati: "Assumere decisioni sulla governance quando vi è in corso un giudizio amministrativo e poco corretto, anzi è proprio scorretto.".

 

Il riferimento è alla decisione del consiglio di amministrazione scaduto della SAC di convocare l'assemblea dei soci per il rinnovo delle cariche il giorno 28 aprile, quando il 27 vi sarà udienza innanzi al TAR competente a dirimere l'assurda querelle sulla validità del commissariamento, previsto ed imposto dalla legge, della "Camera del Sud Est che non esiste più" ma che, azzeccagarbugliando, si ritrova gestita da amministratori decaduti appunto, repetita iuvant, in quanto l'ente non esiste più e questi stessi pretendono di imporre i loro nomi per continuare a gestire come lo hanno gestito (da noi ampiamente raccontato) l'enorme bancomat SAC: robe che solo a Catania...

 

Quindi, per il vice presidente della regione e assessore all'Economia della regione Siciliana e, soprattutto, professore universitario di Diritto Amministrativo ed avvocato cassazionista, questo tentativo, da più parti stigmatizzato come "colpo di mano", è proprio scorretto.

 

Adesso si attende di capire quale sarà l'input che verrà dato ai commissari IRSAP ed ex province di Catania e Siracusa che dipendono direttamente dal presidente della regione Nello Musumeci che sul tema rischia di giocarsi un bel pò di reputazione: sapremo a breve e l'interesse generale propenderebbe per un rinvio in attesa di chiarire il quadro complessivo.

 

In realtà la vera questione è come si possa consentire che a nominare gli amministratori della società pubblica SAC per il prossimo triennio sia un manipolo di ex amministratori di un ente che non esiste più: da mal di testa.

 

Tornando alla situazione economico-finanziaria, l'assessore Armao mostra ottimismo e respinge al mittente l'iniziativa di alcuni esponenti dell'opposizione che hanno scritto al premier Draghi per chiedere addirittura la rimozione del presidente Musumeci per il mancato rispetto dei termini di legge nell'approvazione dei documenti contabili.

 

"Mi sarei aspettato - chiosa Armao - che le opposizioni chiedessero al governo centrale di sostenere maggiormente la Sicilia in un momento così difficile e non certo di sfruttare formalismi per questioni politiche: se dovessimo superare la data del 30 aprile non sarebbe la fine del mondo e non si blocca niente perché andremmo per qualche giorno in esercizio provvisorio. I ritardi sono stati determinati dal fatto che lo Stato ha comunicato le entrate della Regione siciliana soltanto il 23 marzo ed in ritardo anche il lavoro dei revisori dei conti, appena nominati con una normativa in prima applicazione e quindi necessaria di una messa a punto. Per questo ritengo che è stato fatto tutto quanto possibile e necessario ed ogni polemica deve inquadrarsi nei toni della imminente campagna elettorale e quindi del tutto fisiologica, anche se occorrerebbe da parte di tutti uno sforzo supplementare per guardare agli interessi dei siciliani." 

 

Venendo ai numeri, il dipartimento finanze del governo centrale ha comunicato il dimezzamento della quota di ripianamento debitorio a carico della regione che libera così 211 milioni, mentre i revisori sono al lavoro per la ridefinizione di oltre 3 miliardi di residui che pesano sul bilancio.

 

Maggiori risorse saranno destinate a sterilizare i pesanti costi sostenuti da diverse categorie produttive per la crisi energetica e delle materie prime, a cominciare dal settore dei trasporti come dalle filiere del turismo e dell'agricoltura.

 

Insomma, comincia l'ennesima via crucis finanziaria, ogni anno più complicata e che stavolta sarà ancora più difficile essendo l'ultima della legislatura in piena campagna elettorale..

 

Un quadro finanziario, sottolinea l'assessore Armao, che si complica sempre più per molti dei più importanti enti locali, gli ultimi in ordine di tempo Milano e Roma, mentre molti altri, come Catania, sono già alle prese con pesanti dissesti: un sistema che evidentemente è il caso di ripensare nei suoi fondamentali piuttosto che continuare ad essere affogati da emergenze ormai croniche che impediscono una efficiente programmazione.

 

Ammesso che ci sia qualcuno in grado di programmare, ovviamente.


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