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Ordine dei Medici: continua la saga della "Sede milionaria che ancora non c'è" e parte la denuncia del prof.

27-03-2022 22:45

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus,

Ordine dei Medici: continua la saga della "Sede milionaria che ancora non c'è" e parte la denuncia del prof. Giansalvo Sciacchitano

Basta chiacchiere: oltre 5 anni non sono troppi? Denuncia a Corte dei Conti, Procura e Anticorruzione.

È un'altra di quelle storie tutte catanesi che solo a Catania possono accadere.

 

Ce ne siamo occupati, anche in questo caso sin dall'inizio e ancora la fine non è arrivata: anzi si complica e sono passati oltre cinque anni da quando è cominciata. Pazzesco.

 

La notizia è che i medici catanesi, quasi 10 mila, sono stati convocati dal presidente Igo La Mantia per un'assemblea dei soci dell'ordine, che è un ente pubblico (non dimentichiamolo) per questo sabato 2 aprile con un punto all'ordine del giorno che in pratica potrebbe essere considerata una plateale confessione di mala gestio.

 

E qual è questo punto all'ordine del giorno dell'assemblea dei medici del 2 aprile?

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Quindi, dopo averla comprata nel 2017 per milioni di euro, arrivando ad aumentare del 30% le quote dei medici  e indebitando anche quelli non ancora nati con un mutuo 25ennale, la rimettono in vendita per la seconda volta in nove mesi. 

Ma stavolta scatta la denuncia a Procura, Corte dei Conti ed ANAC.

E ancora una volta a prendere l'iniziativa, all'interno di una categoria professionale che appare alquanto distratta, è il prof. Giansalvo Sciacchitano, protagonista storico di battaglie epocali contro il "potere ordinistico" rappresentato soprattutto dall'ENPAM e che, dopo aver subìto di tutto in termini di ostracismo, sta ottenendo soddisfazione proprio in questi ultimi tempi da Corte dei Conti e persino Cassazione che gli stanno dando ragione su tutti i fronti in merito alle denunce da lui presentate. Su questo torneremo e non solo noi considerato che è una vicenda di livello nazionale.

Per quanto riguarda l'Ordine di Catania ha tentato, anche considerando il cambio di governance, di provocare una presa di coscienza rispetto a metodi poco trasperenti, ma le richieste di accesso agli atti non solo non hanno mai ottenuto risposte esaustive quanto piuttosto addirittura vere e proprie minacce.

 

Di quella vicenda, brutta davvero, ci siamo occupati e gli abbiamo anche dedicato un talk in diretta che fece parecchio rumore.

Adesso, di fronte a questo ennesimo tentativo di risolvere l'affaire della sede milionaria in malora, e tanto altro, provando a mettere la polvere sotto il tappeto senza affrontare il nodo delle responsabilità, Sciacchitano ha deciso di coinvolgere finalmente e formalmente le varie autorità che probabilmente avrebbero dovuto intervenire già da tempo.

 

In un esposto di ben 10 pagine e decine di allegati, Corte dei Conti, Procura e Anticorruzione vengono compiutamente informate di varie vicende che spaziano dalla "invenzione" della Fondazione dell'Ordine dei Medici, costata non si sa bene quanto, liquidata non si sa bene come e che nel frattempo ha provveduto a spese, gestione di corsi di formazione e assunzioni di personale senza alcun controllo.

 

Sulla "Sede milionaria che ancora non c'è" già costata milioni e che adesso vorrebbero vendere chissà a che prezzo, le incongruenze sono tante, forse troppe: dalla procedura di acquisto in violazione del bando pubblico alla enorme caparra di 600 mila euro versata, dai costi di IMU e "manutenzione giardino" agli incarichi di progettazione conferiti persino prima di acquistarla. 

Tanta roba, con l'aggravante che molti degli atti relativi a queste faccende presso gli archivi dell'ordine, almeno a stare ad una delle evasive risposte ad accesso agli atti, neanche si trovano più.

Ma il prof. Sciacchitano di molti ne aveva fatto copia quando ancora, a differenza di adesso, sul sito trasparenza dell'Ordine dei Medici di Catania si pubblicava qualcosa.

E adesso alcuni sono già allegati all'esposto depositato mentre gli altri restano a disposizione delle varie autorità interpellate.

 

Vediamo se stavolta qualcosa si muove, magari ricordandosi che si tratta di un Ente Pubblico ed è ora che finisca il tempo che chiunque assuma incarichi di gestione in enti e partecipate pubbliche comici a considerarli feudi privati.


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