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Folle aumento della benzina: esposto CODACONS in 9 procure

13-03-2022 07:00

redazione

Cronaca, Focus,

Folle aumento della benzina: esposto CODACONS in 9 procure

19 accise pesano per il 57% su un prezzo finale delle benzine che ormai è fuori da ogni logica

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BENZINA: IN SICILIA CODACONS PRESENTA ESPOSTO ALLE  9  PROCURE DELLA REPUBBLICA  E ANTITRUST

TANASI: POSSIBILI SPECULAZIONI ALLA BASE DEI RINCARI RECORD DEI LISTINI. MAGISTRATURA MANDI FIAMME GIALLE NEI DISTRIBUTORI

IN UN ANNO PREZZI ALLA POMPA AUMENTATI DEL +50%.  A ISCHIA LISTINI SUPERANO 2,6 EURO AL LITRO 


Sull’escalation senza sosta dei listini dei carburanti dovranno intervenire la magistratura e l’Antitrust. Lo afferma  il prof. Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons.


Il Codacons ha infatti presentato un esposto alle 9 Procure della Repubblica siciliane e all’Autorità garante della concorrenza chiedendo di indagare sugli abnormi rincari dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa e su possibili speculazioni in atto a danno di consumatori e imprese.


In questi giorni i listini dei carburanti venduti presso i distributori sono letteralmente fuori controllo, - spiega l’associazione - con la benzina che in modalità self viaggia verso i 2,3 euro al litro e costa in media il 39,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre il gasolio sale addirittura del +51,3% .


Aumenti la cui entità non appare giustificata né dalle attuali quotazioni del petrolio, né da riduzioni delle forniture sul territorio legate alla guerra in Ucraina, senza contare che benzina e gasolio venduti oggi presso i distributori sono stati acquistati mesi fa, a prezzi sensibilmente inferiori.


“Il rischio è i rincari dei prezzi alla pompa possano essere dopati da fenomeni speculativi tesi a sfruttare la delicata situazione in Ucraina per incrementare i guadagni a danno di consumatori e imprese – spiega Tanasi – Per tale motivo presentiamo un esposto all’Antitrust e alle 9 Procure di tutta Sicilia, chiedendo di aprire indagini sul territorio con l’ausilio della Guardia di Finanza e accertare eventuali speculazioni e illeciti, alla luce delle possibili fattispecie di aggiotaggio e manovre speculative su merci”.

 

Sin qui l'iniziativa giudiziaria dell'associazione di consumatori che attualizza un tema ormai talmente trito da risultare imbarazzante continuare a riproporlo: le accise sul prezzo finale delle varie benzine.

 

Ma del resto se in questa ridicola repubblica delle banane i problemi non si risolvono mai bisogna tornare sempre sulle stesse cose.

 

Cosa sono le "accise"?

 

Tecnicamente sono molto semplicemente delle imposte, indirette.

 

Uno strumento tanto rudimentale quanto efficace per fare cassa da parte di uno Stato che non riesce da troppo tempo a produrre ricchezza e che è ormai una intollerabile sanguisuga.

 

La prima di queste famigerate accise sulle benzine venne applicata nel 1935 per finanziare la guerra in Abissinia: nel frattempo l'Abissinia è scomparsa dalle cartine geografiche, sono passati 87 anni e ancora oggi questa folle guerra fascista pesa su un litro di benzina per 0,00098 euro.

 

Poi ce ne sono altre 18, una più fantasiosa dell'altra:

 

 

0,00723 euro per la crisi di Suez del 1956;
0,00516 euro per il disastro del Vajont del 1963;
0,00516 euro per ricostruire dopo l’alluvione di Firenze del 1966;
0,00516 euro per ricostruire dopo il terremoto del Belice del 1968;
0,0511 euro per ricostruire dopo il terremoto del Friuli del 1976;
0,0387 euro per ricostruire dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980;
0,114 euro per finanziare la missione in Bosnia del 1996;
0,02 euro per rinnovare il contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
0,005 euro per comprare autobus ecologici nel 2005;
0,0051 euro per affrontare il terremoto dell’Aquila del 2009;
0,0071 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
0,04 euro per la crisi migratoria dopo le tensioni in Libia del 2011;
0,0089 euro per contrastare l'alluvione in Liguria e Toscana del 2011;
0,082 euro per il decreto “Salva Italia” del 2011;
0,02 euro per ricostruire dopo il terremoto in Emilia del 2012;
0,005 euro per finanziare il “Bonus gestori” del 2014;
0,0024 euro per finanziare il “Decreto Fare” sempre del 2014.

 

Pazzesco.

 

La rilevazione settimanale del ministero della Transizione relativa alla scorsa settiman, lunedì 7 marzo, segnalava che la benzina costava in media 1,95 euro al litro di cui 1,08 euro di penalizzazione fiscale e 87 centesimi di prezzo industriale. Il gasolio 1,82 al litro di cui 94 centesimi di disincentivo fiscale e 88 centesimi di prezzo industriale.

 

Pazzesco.

 

In questa settimana è stato sfondato il record storico dei 2 euro per litro, abbondantemente, ed il costo dell'imposizione fiscale rispetto all'effettivo costo industriale ha superato il 55%.

 

Pazzesco.

 

 

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