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La solita indagine dell'ennesima Commissione Regionale Antimafia su minori e periferie in Sicilia: UNA VERGOGN

11-03-2022 05:49

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus,

La solita indagine dell'ennesima Commissione Regionale Antimafia su minori e periferie in Sicilia: UNA VERGOGNA!

SEMPRE LE STESSE COSE DAGLI ANNI '70: E NON SI VERGOGNANO!

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SEMPRE LE STESSE COSE DAGLI ANNI '70:

E NON SI VERGOGNANO!

È un tema drammatico quello esposto, per l'ennesima volta, nei giorni scorsi dalla Commissione dell'ARS presieduta da Claudio Fava.

Periodicamente le "istituzioni", definizione eufemistica, si occupano di temi che poi non riescono a risolvere, anzi ne aggravano le criticità lasciando decorrere tempi infiniti dalle elencazioni che sono sempre le stesse: fa rabbrividire che ad ogni "relazione" si citino sempre i riferimenti di precedenti "indagini" che, ovviamente, restano al più contributi letterari o romantiche prolusioni quando non vere e proprie provocazioni.

 

E ogni volta: conferenze stampa, foto, video.

 

In questo caso nelle SEDICI pagine dedicate alla città di Catania vengono copiati e incollati alcuni passi della relazione sullo stesso argomento pubblicata dalla Commissione Nazionale Antimafia presieduta dal senatore Gerardo Chiaramonte nel 1990: MILLENOVECENTONOVANTA

32 anni fa!

TRENTADUE!

E i problemi sono sempre gli stessi, ovviamente aggravati, incancreniti.

Si leggono ancora cose assurde nella loro realtà, gravità: la scuola di San Giorgio mille volte inaugurata mai entrata in funzione; il teatro Moncada mille volte ristrutturato mille volte vandalizzato; il fatto stesso di far risalire tutti i mali di Librino alla sua ideazione negli anni '70 dal povero archistar Kenzo Tange. 

 

Insomma, un monumento alle responsabilità enormi, insuperabili, imperdonabili di TUTTI i governi regionali, di tutti i sindaci, di tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute in tutti questi anni: E SONO ORMAI 50 GLI ANNI. CINQUANTA!

 

In commissione antimafia sono giunti a questa relazione di 106 pagine dopo aver audito decine di personalità di varia estrazione e ruolo: alcuni interventi sono più che imbarazzanti.

 

Torneremo sull'argomento perchè quello della condizione dei minori e delle periferie in cui vivono, abbandonati, milioni di cittadini costretti all'abbrutimento è un tema essenziale per provare a garantire la tenuta di quela pace sociale che è ormai messa a dura prova ed affidata ad un filo sottilissimo.

 

Dalle conclusioni della "relazione" si apprende, come fosse una scoperta, che "una ragazza problematica di una periferia palermitana dovrà aspettare dieci mesi per una visita psichiatrica; che diciassette scuole di frontiera continuano ad avere a disposizione un solo assistente sociale per migliaia di studenti; che palestre e campi sportivi restano chiusi perché i comuni non riescono a recuperare le cifre modeste che servono a renderli fruibili; che le scuole restano l’unico presidio isolato e malvisto , etc. concludendo che "se questa resterà la pubblica risposta per i quartieri in cui la condizione minorile è sinonimo di vulnerabilità e disagio, non stupiamoci quando mafie e criminalità avranno vita facile a reclutare, a trasformare adolescenti in carne da cannone, a perpetuare un modello culturale che vede nello Stato (e nelle scuole, e negli assistenti sociali, e nelle caserme dei carabinieri) solo un segno di ostilità." Geniale, veramente innovativa come riflessione.

 

Per poi concludere, la relazione: "Serve soprattutto assumere come una priorità il superamento del concetto di “periferia”: nella storia della Sicilia e delle sue metropoli, questa parola è diventata sinonimo di destino, condizione permanente di vita, separazione fisica e umana. Di questi ragazzi ci saremo fatti davvero e definitivamente carico quando restituiremo a ciascuno di loro un diritto di cittadinanza pieno, progressivo, positivo. Non più figli di un dio minore ma figli di tutti. Anzitutto nostri."

 

Ma siamo davvero all'apoteosi: ci hanno "lavorato" 8 (OTTO MESI) effettuando 65 audizioni!

 

Lasciamo perdere per ora e, così come approvata e pubblicata, la rimettiamo ai nostri lettori questa relazione integrale: si provi a leggerla perché se non si prende atto che si è rimasti fermi agli '70 e non si prova un conato di disgusto, se a leggere sempre le stesse cose non scatta un moto di indignazione finalmente reattivo e militante, significa semplicemente che siamo morti e meritiamo, TUTTI, di essere governati da questa GENTE INCREDIBILE. INCREDIBILE.
 

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