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Torna la meraviglia della Sartoria Sociale Midulla, ma c'è bisogno di sostegno

06-03-2022 06:15

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Cultura&Spettacolo, Focus,

Torna la meraviglia della Sartoria Sociale Midulla, ma c'è bisogno di sostegno

Raccolta per completare l'acquisto delle macchine da cucire. Ma ci sono tanti modi per sostener queste iniziative: INTANTO CONOSCERLE

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Del Centro Sociale Midulla ci siamo occupati più volte, in particolare ogni volta che è stato in pericolo. 

 

Quello sorto presso l'ex cinema abbandonato a San Cristoforo, in via Zuccarello 36, una traversina della via Plebiscito, è una delle esperienze più belle e fattive realizzate a Catania, tra quelle meritorie che da anni riescono a presidiare con una miriade di iniziative gli angoli più difficili di una città che soffre un degrado civile ormai oltre ogni soglia di guardia.

Oggi segnaliamo una delle tante meraviglie che vengono realizzate in questo spazio strappato alla malora con le mani nude della passione di tanta gente, donne e uomini, giovani e meno giovani, che si sono messi a dipingerlo, ristrutturarlo, arredarlo con le loro risorse, con il loro tempo. Con il amore per una città che lo merita nonostante i troppi tentativi di affossarla, stuprarla.

 

Ecco che infatti che tra le tante anime di via Zuccarello ha trovato ospitalità la Sartoria Sociale Midulla, un'associazione culturale che fa dell'antica arte del cucito un'occasione di socialità tra persone che hanno bisogno di stare insieme e comincia ad essere anche un'opportunità di lavoro grazie ad alcuni brand che vi si rivolgono per le proprie creazioni: roba bella, bellissima.

 

Basta passare qualche minuto tra quelle stanze per rendersi conto che esiste ancora l'allegria sociale, l'impegno nel realizzare progetti insieme, sensa alcuna distinzione di età, classe, formmazione, censo.

Insomma, si sta bene, nonostante tutto, nonostante tutto quello che ci sta capitando.

 

Però, c'è un però.

 

Ci viene raccontato, senza rabbia, come fosse un banale incidente di percorso persino compreso, accettato, che all'inizio del primo lockdown, quello duro, il centro sociale venne svaligiato: "Era un momento di bisogno, forse avranno recuperato qualche euro...", in pratica gli hanno rubato le macchine da cucire ed è stato un gran danno.

 

Di questo "incidente" abbiamo raccontato durante il convegno dedicato al "Cosmo delle Donne" dall'associazione CENACUM al Museo Diocesano ed è arrivata immediata con un messaggio su FB l'offerta di una sua macchina da cucire da parte di uno dei più autorevoli relatori presenti in sala, il prof. Vittorio Ugo Vicari, Ordinario di Stile, Storia dell'Arte e del Costume all'Accademia di Belle Arti di Catania: lo segnaliamo perché fa piacere riscontrare questa sensibilità, questa disponibilità senza fronzoli, concreta, bella. E confidiamo che questo possa sollecitare attenzione verso questo mondo di impegno civico che merita sostegno. 

 

Adesso, grazie ad un azienda catanese che gliele ha offerte a prezzo di costo e forse anche meno, sono riuscite ad opzionarle, ma serve un piccolo sforzo per completare l'acquisto, poche centinaia di euro e la Sartoria Sociale Midulla potrà ripartire alla grande a svolgere il compito che si è data: far uscire da case spesso complicate le donne del quartiere e dar loro, oltre che un lavoro, anche un sorriso, che sarà utile per loro e le loro famiglie. E quindi per tutta la comunità. Non è cosa da poco.

 

A breve verrà lanciato una raccolta crownfunding e ne daremo notizia, nel frattempo chi vorrà contribuire in qualsiasi modo potrà contattarle dalla pagina Facebook della Sartoria Sociale Midulla, mentre per conoscere e sostenere le altre iniziative è disponibile quella del Centro Polifunzionale Midulla.

 

Ma non è soltanto per questo che oggi ce ne occupiamo: l'invito è a cercare, conoscere e sostenere per come si può queste realtà che pure a Catania ci sono, dove persone di diversa estrazione che all'inizio neanche si conoscono si mettono insieme per relizzare cose belle, per stare insieme, per affermare cittadinanza.  Non è roba da poco.

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