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FESTIVAL BELLINIANO: DISFATTA DEL GOVERNO MUSUMECI, ENRICO CASTIGLIONE HA VINTO LA CAUSA SUL NOME

16-02-2022 07:12

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Cultura&Spettacolo, Focus,

FESTIVAL BELLINIANO: DISFATTA DEL GOVERNO MUSUMECI, ENRICO CASTIGLIONE HA VINTO LA CAUSA SUL NOME

Cose da pazzi, ma così è...

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Niente, non riescono a combinarne una che sia buona.

 

Già l'anno scorso la prima edizione del Festival Belliniano, anche se per motivi giudiziari che rappresentano la notizia di oggi non si chiamava così ma orripilmente "Bellininfest", denominazione peraltro anch'essa come vedremo giudicata illegittima dal Tribunale di Palermo, interamente finanziato con milioni di euro dal governo regionale retto da Nello Musumeci con l'assessorato competente in capo a Manlio Messina, due catanesi guarda un pò, è stato un disastro in termini soprattutto concettuali.

 

L'inaugurazione venne infatti affidata al grandissimo Maestro Riccardo Muti, chapeau ci mancherebbe, peccato però che il Maestro si è portato la sua orchestra, la giovanile Cherubini, come se non avesse più senso affidarla, l'inaugurazione, all'orchestra stabile e pubblica del Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania, che non a caso si chiama così e, detto non per inciso, è una magnifica orchestra composta da valentissimi artisti che non meritava di essere snobbata in quello che doveva essere essenzialmente il "suo" festival e non certo occasione di inutili ed infruttuose passerelle.

 

Inoltreper un ambizioso e costoso festival dedicato a Vincenzo Bellini, invece di produrre, con tutti i soldi pubblici che hanno impegnato, una grande edizione di qualcuna delle opere del Cigno, arrivano alla dabbenaggine di comprare un pacchetto bello e pronto proponendo al Teatro Antico di Taormina un'edizione di Rigoletto, che è di Giuseppe Verdi e non di Vincenzo Bellini.

 

Per di più facendolo dirigere  da un cantante, Placido Domingo, grande cantante, ci mancherebbe, ma sempre cantante è: per fortuna in quel caso l'orchestra era  quella del Bellini di Catania che, con tutti i suoi professionisti di grande esperienza e con il suo Primo Violino Maestro Vito Imperato alla guida, riesce a portare in scena la parte anche ad occhi chiusi.

 

Cose da pazzi, ma è così.

 

Ma dicevamo delll'orribile nome, "Bellininfest".

 

Perché il governo regionale si è trovato a doversi inventare questa orribile denominazione? 

 

Semplice, perché non sono riusciti neanche a garantrsi l'uso del nome "Festival Belliniano" che in tutte le sue declinazioni è stato registrato anni fa da quel marpione di Enrico Castiglione, il regista che ora sta dando più che filo da torcere al povero assessore Manlio Messina, che al di là di tuoneggianti comunicati rivendicativi, non è riuscito a combinare nulla ed ora ha perso l'ennesima causa, quella definitiva, ovviamente facendone pagare le spese processuali e risarcitorie ai derelitti siciliani.

 

Già lo scorso settembre il Tribunale di Palermo aveva infatti vietato con un provvedimento cautelare l'uso di denominazioni che richiamassero un festival dedicato a Bellini perché, semplificando, a quanto pare l'idea di una tale manifestazione sarebbe esclusivo appannaggio proprio di Enrico Castiglione.

 

Cose da pazzi, ma è così. 

 

Il Giudice ordinò il ritiro immediato di tutti i materiali promozionali e divulgativi, inibendone ogni tipo di utilizzo, e questo mentre la brillante operazione del governo Musumeci era in pieno svolgimento: il caos fu totale, per fortuna loro di questo festival in pochi si accorsero cosnsiderato che in realtà era una semplice somma di concerti che poteva svolgersi in qualunque parte del globo senza che rislatasse in qualche modo il genius loci del Cigno.

 

Anche in quell'occsione le dichiarazioni fiammeggianti dell'assessore pro tempore Manlio Messina che annunciava reclamo, che in effetti presentò a spese della Regione.

 

Spese che in effetti ci sono state perché al risarcimento delle stesse è stato in questi ultimi giorni condannato l'assessorato regionale allo Sport, Turismo e Spettacolo dal Tribunale di Palermo che ha respinto il suo ricorso contro il decreto cautelare, anch'esso gravato di spese.

 

​Il Tribunale di Palermo, presidente Caterina Ajello e giudice estensore Filippo Marasà, ha ribadito il principio dell’unicità e dell’esclusività del “Bellini Festival” fondato nel 2009 dal regista catanese Enrico Castiglione.

 

Cose da pazzi, ma è così.

 

I giudici del collegio hanno anche precisato il carattere forte delle denominazioni “Bellini Festival” e “Festival Belliniano”, specificando soprattutto che le denominazioni non sono solo “meramente indicative della musica o dell’opera di Vincenzo Bellini… in quanto essi, attraverso l’accostamento, al cognome ‘Bellini’, della parola ‘Festival’… identificano la manifestazione musicale ideata e realizzata ogni anno da Enrico Castiglione… in onore del celebre compositore catanese. Dunque…la parola ‘festival’ è meritevole di protezione anche da lievi modificazioni operate da terzi soggetti laddove si tratti di eventi parimenti realizzati in memoria del compositore Vincenzo Bellini”.

 

Quindi a quanto pare questo governo regionale, non riuscendo a realizzare alcuna mediazione, è stato capace di far affermare ad un Tribunale della Repubblica che il nome di Vincenzo Bellini può essere considerato ormai una proprietà privata.

 

Cose da pazzi, ma è così.

 

L'errore imperdonabile per l'assessorato è stato infilarsi in una contesa giudiziaria che adesso mette in grave crisi gli interessi pubblici, mentre la soluzione doveva essere essenzialmente "diplomatica".

 

Ovviamente esulta Enrico Castiglione: “La sentenza definitiva contro il reclamo dell’ordinanza cautelativa, fortemente voluto da Manlio Messina, assessore al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana ci riempie di grande soddisfazione, innanzitutto per l’ennesima vittoria giuridica, nel pieno rispetto della legge, sempre ribadita dai tribunali di Roma e Palermo contro tutti coloro che hanno tentato di copiare o di ‘usurpare’ (come ha scritto il Giudice Monfredi) il Festival Belliniano.

Non va infatti dimenticato che già nel 2011 lo stesso Assessorato, allora guidato da Daniele Tranchida, fu condannato per lo stesso motivo, vedendosi annullare tutti i finanziamenti concessi.

L’Assessore Messina, anziché preoccuparsi di recuperare la cifra di 1.500.000,00 di euro illecitamente finanziata nel 2011 (che fine hanno fatto questi soldi?), ha poi pensato bene di copiare tale e quale il nostro “Bellini Festival”, senza destinare a noi neanche un euro, ma spendendo quasi 2.000.000,00 di euro (se non di più) per una manifestazione totalmente illegittima, plagiata non solo nel nome, ma anche nei contenuti e nella formula, spendendo addirittura 300.000,00 euro per luminarie inutili sparse per il centro di Catania come si trattasse di una sagra (con tanto di errori musicali) che sono state un incredibile insulto a tutti i lavoratori dello spettacolo che sono rimasti in Sicilia senza lavoro a causa della pandemia”.

 

Nonostante le avvisaglie che la questione sarebbe finita, e male, in tribunale, il governo Musumeci ha deciso nel 2021 di allestire il festival di cui sopra provando a denominarlo, come detto, "Bellininfest",  interpretato come una sfida da Castiglione che, alla fine si è visto dare ragione e oggi può sfogarsi: “Manlio Messina mi ha attaccato personalmente, offendendomi ed attaccandomi più volte in pubblico e in privato pur di rubare il nostro Festival.

Quando nel 2020 aveva pubblicamente dichiarato per la prima volta che avrebbe voluto occuparsi del Festival Belliniano ne fui felice e dissi ai miei collaboratori: ‘finalmente un assessore che ama e rispetta la musica!’

L’ho quindi chiamato e ci siamo incontrati un paio di volte ma senza buon esito.

Ho tentato di spiegargli più volte che il Festival Belliniano dedicato a Bellini già esisteva e che non avevamo fondi dalla Regione Siciliana. Lui a malapena sapeva chi fosse Bellini, di cui capii subito non conoscesse neanche un’opera.

Era interessato a fare solo passerelle.

Ho tentato di spiegargli che noi auspicavamo una collaborazione sinergica, com’è giusto che fosse in primis con il Teatro Massimo Bellini di Catania, lui mi rispose inviandomi un ultimo messaggio in cui mi scrisse ‘ci vediamo in tribunale’.

Lo conservo ancora.

Ed infatti siamo stati costretti a convocarlo in tribunale dove è stato ri-affermato che l’unico Festival Belliniano legittimo sia il nostro, inibendo l’utilizzo del marchio illegittimamente utilizzato dalla Regione Siciliana e da tutti gli enti che hanno aderito a questo palese plagio”.

 

Cose da pazzi, ma è così.

 

All'indomani della disfatta l'assessore Messina ha dichiarato: "Apprendiamo con rammarico che il tribunale di Palermo ritiene che il nome di Vincenzo Bellini appartenga a un privato e non alla comunità. Ciononostante andremo ancora avanti - e fino all'ultimo - per tentare di restituire Bellini alla sua gente. E come detto più volte, non sarà certamente una denominazione a fermare il nostro impegno nella riqualificazione della cultura siciliana (SIC!, ndr). A breve presenteremo la terza edizione degli eventi in onore di Bellini. Si rassegni chi pensa che il governo Musumeci si fermerà: andremo avanti nell'azione di risanamento degli enti teatrali e culturali nell'interesse della Regione Siciliana."

 

Aspettiamo di vedere cosa combineranno quest'anno: già si parla di un'edizione dedicata a Bellini genio della Lirica ...senza opere liriche...

 

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