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SAC aeroporto di Catania: cresce la tensione con sindacati e lavoratori. Guerra di comunicati mentre si rinnov

14-02-2022 05:26

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, SAC&CamCom, Focus,

SAC aeroporto di Catania: cresce la tensione con sindacati e lavoratori. Guerra di comunicati mentre si rinnovano altre consulenze esterne

“Traffico aeroporto Catania in aumento non per meriti della dirigenza e mancate risposte ai quesiti più importanti."

Nel frattempo, mentre crescono tensioni e preoccupazioni tra sindacati e lavoratori, si rinnovano le consulenze esterne: sempre agli stessi ormai da anni, compresi appartenenti a note "Family", sempre con affidamenti diretti e sempre senza alcuna selezione comparativa.

Tra l'8 ed il 9 febbraio ne sono state pubblicate altre 5, per altri 120 mila euro, e siamo a 255 mila nell'arco di qualche giorno:

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Ma su questo torneremo a breve, anche perché appare quantomeno discutibile che un'amministrazione ormai in scadenza rinnovi incarichi di fatto fiduciari "intuitu persona" di durata successiva alla fine del proprio mandato.

 Intanto diamo conto dello scontro in atto con il sindacato che segnala il crescere di tensioni che meritano attenzione.

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Settimana scorsa la CGIL ha deciso di denunciare con un pesante comunicato la gestione dell'aeroporto di Catania, accusando l'attuale gestione ormai in scadenza di non aver realizzato praticamente nulla e facendo risalire quanto fatto a finanziamenti ottenuti dalle precedenti amministrazioni.

Alla pubblica denuncia del sindacato, l'amministrazione della SAC ha provato a rispondere emanandone uno suo: 

"Consapevoli del momento delicato che sta attraversando il mercato del lavoro, fiaccato ulteriormente dalla pandemia, riteniamo tuttavia necessario contestare le informazioni diffuse dalla Cgil e non corrispondenti alla realtà, anche a tutela dell'immagine aziendale. 

 

Premesso che il dialogo con i sindacati è sempre proficuo e arricchisce il confronto tra le parti, stupisce il tempismo di questo intervento, proprio mentre affrontiamo la crisi sociale ed economica più grave del secolo, conseguente alla pandemia da Covid-19.

 

In questa fase così complicata, l’aeroporto di Catania è riuscito a raggiungere risultati eccellenti, crescendo fino a diventare il quarto aeroporto in Italia dopo Roma, Milano e Bergamo, chiudendo il 2021 con una perdita rispetto al 2019 del 40,1% a fronte di una perdita media degli altri aeroporti del 58,2%.

 

Tutto questo, sottolineando il fatto che in fase pre-pandemica, precisamente nel periodo dall’ottobre 2016 al dicembre 2019 eravamo riusciti ad aumentare i flussi di 3 milioni di passeggeri in 3 anni, arrivando a 10 milioni di passeggeri annui, risultato mai raggiunto nella storia da alcun aeroporto siciliano.

Sorprende inoltre il fatto che oggi la Cgil muova delle accuse riguardo l’utilizzo dei consulenti, quando, proprio a proposito di consulenze, questa amministrazione si è distinta rispetto al passato per un risparmio di circa il 40% dei fondi.

 

Entrando nel merito delle obiezioni sollevate dalla Cgil, riteniamo doveroso precisare alcune evidenti inesattezze e dare risalto a quanto portato avanti da questo gestore nel corso di questi anni. In relazione a quanto affermato sugli investimenti, è doveroso sottolineare come, dal 2019 a oggi, siano stati effettuati investimenti per 26 milioni euro, tra i quali riveste particolare rilevanza l’integrale riqualificazione della via di rullaggio, intervento in corso per un totale di dieci milioni di euro. Sono inoltre già stati approvati da Enac investimenti per l’anno 2022 pari a 39 milioni di euro.

 

È stata poi realizzata strada di collegamento tra il Terminal e la fermata ferroviaria Fontanarossa, con conseguente riconfigurazione di parte della viabilità di accesso allo scalo. 

Relativamente ai parcheggi, sono stati realizzati il P4 e il P6, per un totale di 2.500 posti auto. Entrambe le infrastrutture, al contrario di quanto sostenuto dalla Cgil, sono frutto di un’intensa azione di questa amministrazione; nello specifico, per quanto riguarda il P4, l’attuale governance di Sac ha recuperato e portato a termine un investimento che era stato accantonato a causa di un contenzioso.

 

Per ciò che concerne il Terminal C, si fa presente come la struttura sia riuscita, nei periodi di operatività, ad assorbire parte dei passeggeri in partenza, alleggerendo il Terminal A che, di conseguenza, ha visto snellire file e procedure di imbarco.

Relativamente alla presenza simultanea di tre handler, si ricorda come il provvedimento di limitazione dell’accesso dei prestatori di servizio di assistenza a terra richiesto da Sac ed emesso dall’Enac, sia scaduto lo scorso 31 dicembre. Non solo: l’apertura al mercato del lavoro garantisce la possibilità di accesso a tutti coloro che possiedono i requisiti. Inoltre, in seguito alla firma della clausola di sito, sono stati garantiti ora e per il futuro i livelli occupazionali da parte di eventuali nuovi operatori.

 

Per quel che riguarda il nuovo Terminal B, il cui progetto è già stato licenziato dalla società di progettazione ed è oggi al vaglio degli uffici Enac, si ricorda come questo sia coerente con il nuovo master plan, approvato in linea tecnica dallo stesso Ente, e come l’iter sia arrivato alle fasi conclusive, determinando con ciò le future realizzazioni al 2030. 

Relativamente all’aspetto ambientale e all’abbattimento delle emissioni, il processo di certificazione sulla carbon accreditation è concluso insieme all’inserimento dell’aeroporto di Catania nel novero degli scali italiani sottoscrittori dell’Accordo di Tolosa.

 

Per quanto riguarda gli uffici della Sac service, si sottolinea che questi sono oggetto di plurimi e costanti interventi di manutenzione, nelle more della realizzazione di un edificio realizzare ex novo, esclusivamente dedicato e caratterizzato da elevati standard di efficientamento energetico, attraverso l’adozione di soluzioni innovative.

Infine, per ciò che riguarda la questione contrattuale dei dipendenti Sac Service, si rileva come l’applicazione del contratto Assaroporti, per quanto non dovuto né applicato da altri scali alle società controllate, sia comunque oggetto di attuale valutazione. 

 

In conclusione, si evidenzia come, in generale, l’attuale gestore abbia lavorato intensamente nell’ambito dello sviluppo del sistema aeroportuale, nonostante le oggettive difficoltà che hanno travolto l’intero settore aeroportuale, come comprovato dagli investimenti approvati per decine di milioni di euro fino al 2025. Si tratta di somme già poste a base di piani di sviluppo approvati dagli enti di competenza e in corso di concretizzazione.

Immediata la contro replica della CGIL, con un ulteriore comunicato che già dal titolo chiarisce la sua posizione ed annuncia di non intendere fare sconti:

“Traffico aeroporto Catania in aumento non per meriti della dirigenza e mancate risposte ai quesiti più importanti. No alle beghe”. 


"Se aumenta il traffico passeggeri da e per l’aeroporto di Catania, - si legge nel comunicato della CGIL - le cause non vanno cercate nella bravura della dirigenza Sac ma in due fatti storici attuali e sin troppo evidenti: per spostarsi fuori e verso la Sicilia - per salute o per lavoro-  non esistono infrastrutture di trasporto veloce a disposizione dei cittadini che non siano l’aereo, soprattutto a fronte delle numerose offerte low cost  che da tempo si susseguono come avviene in tutti i liberi mercati. 

 

E in secondo luogo, la Sicilia nell’ ultimo biennio si è ritrovata ad essere una meta turistica vicina, bella e a portata di tutte le tasche, per sopperire alle vacanze estere di certo più rischiose a causa della Pandemia.

 

Per tutto il resto ci stupisce che nel comunicato di risposta alla Cgil e alla Filt Cgil, la Sac non abbia tenuto conto di un elemento fondamentale: il tempo. 


Il tempo storico in cui avvengono le cose e il tempo fatto di mesi e anni che sono trascorsi sotto gli occhi di tutti e che il sindacato e i lavoratori non dimenticano. Perché sono mesi e anni che sono stati contati uno ad uno. 

 

Sostenere, dopo quattro anni di richieste da parte di tutte le sigle sindacali, di stare per applicare un contratto Assaeroporti a garanzia dei lavoratori e parlare di contrattazione ancora in corso, fa temere che ce ne vogliano altrettanti, o persino di più, per arrivare ad un risultato, se mai  questo arriverà.

 

Così come temiamo che la fase di attesa già trascorsa accumulando anni preziosi  tra la formulazione del progetto per la ristrutturazione del vecchio scalo Morandi e la sua effettiva realizzazione, abbia già prodotto danni e ne produrrà ancora.
Quando e come partiranno i lavori? 

 

Ancora di tempo parliamo quando ci riferiamo alle adesioni all’accordo di Tolosa. 
Alla data del 4/2 un comunicato di Assaeroporti - di cui, lo ricordiamo, l’ad Torrisi è vice presidente nazionale- menzionava l’adesione degli scali italiani, tra i quali anche Palermo.

La sottoscrizione di Catania a quella data non c’era.

Se dovesse finalmente arrivare  grazie alla nostra sottolineatura, non potremmo che esserne orgogliosi.

 

Dal comunicato della Sac si ricava l’ammissione che gli uffici Sac Service siano oggetto di continui aggiustamenti; non si tratta di scelte ma di azioni obbligate dalla fatiscenza dei locali. 

 

Anche i 10 milioni di euro per la pista di rullaggio, la taxiway, sono arrivati per l’obbligatorietà di dedicare soluzioni alla sicurezza della struttura.
Soluzioni improrogabili alla quale la Sac è tenuta a seguire per dovere; non si tratta, come si vuol fare credere, di scelte illuminate che puntano all’ammodernamento dello scalo.

 

C’è una bella differenza tra il dover agire per obbligo e per somma urgenza, pena la vita stessa dei passeggeri e dei lavoratori aeroportuali,  e il voler agire a seguito di un progetto studiato per rilanciare l’aeroporto di Fontanarossa.

 

La società nulla ci dice a proposito della fatiscenza della sala bagagli,  problema peraltro evidenziato anche dagli stessi operatori aeroportuali.

 

Infine, la Sac non risponde al nostro quesito sulle ragioni che inducono la società a non investire sulle risorse
professionali interne, scegliendo  la via più semplice delle consulenze. Su questo fronte è necessario capire quanto queste ultime abbiano prodotto a fronte delle spese sostenute dall’intera collettività.
 

Cgil e Filt Cgil Sicilia e Catania sono ben coscienti  della fondamentale importanza infrastrutturale, strategica, economica dello scalo.  

Per questo non ritengono accettabile che l’aeroporto di Fontanarossa continui ad essere ostaggio di beghe di qualunque genere.

Sino a quando questo non sarà compreso, si perpetreranno gli errori  e i ritardi di sempre, e a pagare sarà ancora una volta la città e i suoi abitanti."


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