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Una sala dell'Ardizzone Gioeni dedicata alla giornalista Maria Grazia Cutuli

27-08-2021 07:00

redazione

Cronaca, Focus,

Una sala dell'Ardizzone Gioeni dedicata alla giornalista Maria Grazia Cutuli

A proporlo l'assessore regionale Scavone con il commissario straordinario Panvini che istituirà una scuola di giornalismo

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(foto Giacomo Orlando)

 

Si è svolto all'Ardizzone Gioeni un evento fuori cartellone del Music Opera Festival realizzato in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Catania.


In occasione della presentazione del cast della Cavalleria Rusticana, per la regia di Guglielmo Ferro e direttore d'orchestra Carmen Failla, che andrà in scena il 28 e 29 agosto nella splendida corte neogotica dell'Istituto, gli alunni della prof. Liliana Nigro, alla presenza della presidente Lina Scalisi e del direttore Gianni Latino, hanno esposto e sfilato i loro abiti, creando un atmosfera incantata che ha impressionato i tanti ospiti che hanno gremito il cortile.


La serata è stata dedicata alla memoria della giornalista catanese Maria Grazia Cutuli uccisa in Afghanistan nel 2001.
 

Alla presenza dei fratelli Mario e Sabina, durante i saluti istituzionali, l'assessore alla Famiglia Antonio Scavone ha suggerito al commissario straordinario dell'IPAB Giampiero Panvini di destinare una sala alla memoria della coraggiosa concittadina al fine di mantenerne vivo il ricordo e l'esempio.


La proposta dell'assessore Scavone è stata subito raccolta dal commissario Panvini che anzi ha a sua volta indicato che non solo la sala verrà nominata a Maria Grazia, ma si attiverà affinché possa diventare sede di una vera e propria scuola di giornalismo destinata ai giovani.
 

Commossa l'adesione dei familiari che si sono detti pronti a collaborare con l'iniziativa essendo il momento più opportuno, per quello che sta accadendo, per far comprendere quanto sia importante raccontare quello che accade in territori così difficili e pericolosi.

 

È anche stata data lettura di una nota inviata per l'occasione dal segretario provinciale di Assostampa Orazio Aleppo: "Ricordare Maria Grazia Cutuli è un dovere per tutti, in modo particolare per noi giornalisti. 
Oggi la cronaca ci riporta indietro di 20 anni, il lavoro svolto dall'inviata del Corriere della Sera torna, purtroppo, di attualità. Un paese, l'Afghanistan, in cui lo spettro del terrorismo compare inesorabilmente ed il lavoro degli inviati diventa imprescindibile per conoscere la verità di quei luoghi. Quella stessa verità che Mariagrazia raccontava con i suoi reportage. L'ultimo articolo ne è stato un esempio: la scoperta di una deposito di gas nervino riconducibile ad Osama Bin Laden. Assieme a lei furono uccisi altri colleghi, allungando così la lista dei giornalisti trucidati soltanto perché giornalisti. 
Da segretario provinciale dell'Assostampa, vorrei ricordare anche tutti i colleghi uccisi dalle organizzazioni criminali, che siano straniere o locali. Quanti subiscono quotidianamente minacce ma che, nonostante tutto, continuano a svolgere il proprio lavoro per garantire il diritto alla gente, a noi tutti, ad essere informati. Tutto ciò per garantire i principi di democrazia nella nostra comunità. 
Mariagrazia sarà sempre un riferimento per il giornalismo italiano ed un orgoglio per noi siciliani, terra martoriata ma fortunatamente con persone, professionisti dell'informazione, sempre in prima linea."

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Maria Grazia Cutuli si laureò con lode in filosofia all'Università degli Studi di Catania.

 

Dopo un esordio come collaboratrice del quotidiano La Sicilia e dell'emittente televisiva Telecolor, per i quali si era occupata di spettacoli, si trasferì a Milano, dove lavorò prima al periodico Centocose, edito da Mondadori, e poi ad Epoca: diventò così una giornalista professionista, prima di iniziare una collaborazione con l'UNHCR, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di rifugiati.

Qui maturò un'esperienza nel campo della politica estera, la vera passione della giornalista catanese, che a metà degli anni novanta passò al Corriere della Sera, dal quale ottenne quattro contratti a termine a partire dal luglio 1997, fino ad essere assunta a tempo indeterminato il 2 luglio 1999.

 

La svolta per la sua carriera arrivò il 13 settembre 2001, quando dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 di New York venne inviata in Afghanistan: partita per Gerusalemme, da qui si spostò in Pakistan e poi in Afghanistan.

 

Il 19 novembre dello stesso anno, mentre si trovava nei pressi di Sarobi, sulla strada che da Jalalabad porta a Kabul, a circa 40 chilometri dalla capitale afghana, fu assassinata insieme all'inviato di El Mundo Julio Fuentes e a due corrispondenti dell'agenzia Reuters, l'australiano Harry Burton e l'afghano Azizullah Haidari.

 

Lo stesso giorno, il Corriere della Sera pubblicò il suo ultimo articolo: il pezzo riguardava la scoperta di un deposito di gas nervino nella base di Osama bin Laden.

 

La salma fu poi trasportata in Italia da un aereo del governo, mentre l'autopsia rivelò che ad uccidere la donna furono dei colpi d'arma da fuoco alla schiena.

Il funerale si svolse a Catania il 24 novembre, con il corpo che venne poi sepolto nel cimitero di Santa Venerina.

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