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SudStyle Talk live alle 10: "Con la Cultura non si mangia?"

20-06-2021 07:00

SudTalk

Cronaca, SudStyle, SudTalk, Focus,

SudStyle Talk live alle 10: "Con la Cultura non si mangia?"

Ospiti i leggendari Fratelli Napoli e con loro l'assessore al Turismo di Noto Giusi Solerte, Graziana Papale, Rossana Taormina e Salvo Tringali

ll Talk di SudStyle, diretto da Aldo Premoli e condotto da Pierluigi Di Rosa, alle 10 di questa domenica proverà a ragionare su quanto conta la Cultura, nelle sue varie declinazioni tra Arte e Spettacolo dal Vivo, per l'economia della Sicilia.

 

Interi territori, e Noto è un vero e proprio case study, hanno cambiato il proprio volto e il proprio PIL nel momento in cui sono riusciti ad orientare il proprio sviluppo verso un turismo sostenibile e basato proprio sulla Cultura e rispetto ambientale.

 

Ospiti della puntata i leggendari Fratelli Napoli e con loro l'assessore al Turismo di Noto Giusi Solerte, la cutural manager Graziana Papale, l'artista Rossana Taormina e il direttore artistico del Teatro Tina Di Lorenzo Salvo Tringali.

 

Oltre che sulle home page delle testate del gruppo, sulle pagine Facebook di Sudpress e SudStyle e sul canale Youtube.

 

Le puntate di SudStyle Talk saranno riproposte ogni venerdì alle 19.30 su Prima TV (canali 87 e 666 del digitale terrestre), in collaborazione con Umberto Teghini e Lucy Gullotta di SicraPress.

“Con la cultura non si mangia”: è la frase geniale di un potente contabile del nostro (vicinissimo) passato. 

 

Per fortuna la cultura in Sicilia non manca, anzi è una risorsa inesauribile e difatti dà mangiare a parecchia gente, non solo agli addetti, ma a tutto il settore turistico con ricadute di ogni genere: dal food alle costruzioni.

 

Qualcosa però ancora sull’isola non funziona come dovrebbe.

 

Si assiste (è accaduto anche di recente) a convegni sul tema dove si danno appuntamento assessori regionali, professori universitari, rappresentanti di categoria  e qualche sponsor. 

 

Un gioco delle parti in cui qualcuno prima si lamenta, gli accademici sciorinano qualche dato e i politici rassicurano. 

 

Conclusione? Tutto resta come prima. 

 

Perché la Sicilia nonostante un patrimonio artistico stupefacente, individualità straordinarie e paesaggi naturali che tutti invidiano, resta nel settore un fanalino di coda.  
 

E per di più con una stagionalità accentuatissima che contraddice non solo il suo straordinario patrimonio monumentale ma pure il suo clima. 

 

Già nel 2020 (pre pandemia) Bankitalia segnalava un vero e proprio crollo del settore con occupati al -17%.

 

E’ un annoso problema di infrastrutture (niente ponte, strade malconce, raccolta rifiuti da brivido, scarichi fognarie senza possibili aggettivi…), ma certamente anche di progettazione e programmazione dell’offerta culturale.

 

Questo ci compete e di questo ci occuperemo in questo domenicale ricco di ospiti. 

 

Dunque: lasciare fare al privato? Non ci sono garanzie. 
 

C’è chi ha speculato troppo in passato. Per ignoranza o malafede poco importa. 
 

Le garanzie vengono dal pubblico? Un’utopia smentita dai fatti. Anche qui non scarseggiano ignoranza e pure corruzione.

 

Occorre in ogni caso guardare avanti e gli esempi – per ora isolati ma certamente virtuosi - non mancano 

 

A discuterne con noi in studio ci saranno i Fratelli Napoli, collegati dalla loro laboratorio-teatro a Catania, l’imprenditrice della cultura Graziana Papale che al Museo Civico di Noto propone ora una bella mostra che approfondisce il loro valore di “patrimonio  culturale vivente”. 

 

Sempre da Noto l’ Assessore al Turismo Giusi Solerte

 

Da Palermo si collegherà invece l’artista Rossana Taormina che si appresta a inaugurare il prossimo sabato, ancora a Noto, un’installazione luminosa sulla facciata del Teatro Tina di Lorenzo. 
 

Da ultimo il direttore artistico del Teatro Salvatore Tringali con un breve incursione a sorpresa.


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La Marionettistica dei FRATELLI NAPOLI di Catania viene fondata nel 1921 da don Gaetano Napoli (1877 – 1968), che già da lungo tempo era appassionato di Opera dei Pupi e frequentava i più importanti teatri della sua epoca.

 

Collaborano prima col padre alla gestione del Teatro Etna e quasi subito ne assumono l’impresa i tre figli maschi Pippo (1912 – 1983), Rosario (1914 – 1934) e Natale (1921 – 1984). 
 

Il primo, abile artigiano costruttore di pupi; il secondo, fecondo e geniale pittore scenografo e cartellonista; il terzo, anch’egli scenografo e cartellonista, subentrato nel ruolo del fratello alla sua prematura morte avvenuta a soli diciannove anni.

Nel 1945 Natale sposa Italia Chiesa, figlia di valenti attori del teatro siciliano, che diventa presto la più brava parlatrice dell’Opira catanese.

 

Dal matrimonio di Natale e Italia nascono Gaetano, Salvatore, Giuseppe e Fiorenzo: anche loro seguiranno le vie dei pupi. Giuseppe diventa giovanissimo maestro e caposcuola nell’arte di maniare (cioè muovere) i pupi e alla morte del padre assume il ruolo di scenografo. Salvatore (scomparso l’8 Aprile 2019) è stato ideatore delle luci di scena e fonico.

 

Gaetano presta la sua voce ai pupi. Fiorenzo è oggi uno degli ultimi autentici depositari dell’arte di costruire i pupi a Catania, parlatore e Direttore Artistico della compagnia. 
 

Fiorenzo Napoli, sposata Agnese Torrisi, riesce a trasferire alla moglie e ai suoi tre figli Davide, Dario e Marco la passione per i pupi. Agnese diventa parlatrice e costumista; Davide parlatore e costruttore di pupi e addetto alla segreteria organizzativa; Dario direttore di scena e maniante; Marco maniante, sempre pronto inoltre a fornire i suoi apporti in tutte le competenze artigianali e tecniche.

 

Altro insostituibile componente del gruppo è il cugino Alessandro Napoli, antropologo, coautore dei testi con Fiorenzo, manianti, addetto all’imbottitura e alla foderatura dei pupi e al fabbisogno degli spettacoli. 
 

La Marionettistica è rimasta attiva senza soluzione di continuità dal 1921 a oggi, superando, grazie soprattutto alla tenacia di Natale, Italia e Fiorenzo, la grande crisi che investì l’Opera dei Pupi negli anni Cinquanta – Settanta del secolo scorso. 
 

La compagnia infatti ha saputo adattare l’Opira catanese alle esigenze del pubblico contemporaneo, pur mantenendosi fedele ai codici e alle regole di messinscena della tradizione. 


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GIUSI SOLERTE è nata a Noto nel 1976, fa fatto studi giuridici. 

 

Avvocato e consulente del lavoro prestata alla politica.

 

Dal 1 febbraio 2017  ricopre a Noto la carica di Assessore al Turismo Pari Opportunità, Legalità, Formazione e Gestione del Personale, Cultura e Sport. della giunta attualmente presieduta dal sindaco Corrado Bonfanti.

 

Innamorata della sua città e del borgo marinaro di Balata, si definisce “dotata di un cuore gentile” 

 

Sportiva per natura, ama correre all'aria aperta.


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GRAZIANA PAPALE, (Catania, 1984), è Presidente dell'Associazione culturale SIKARTE.

 
Già membro del C.d.A della Fondazione Casa della Divina Bellezza, Forza D’Agrò (ME) e Responsabile segreteria organizzativa mostre ed attività culturali presso la Fondazione La Verde La Malfa – Parco dell’Arte, San Giovanni La Punta (CT) 

 

A partire dal 2008 ha organizzato in prima persona mostre ed eventi culturali.
 

Da questo mese di giugno 2021 è l’ideatrice e coordinatrice della mostra "Donne, eroine e dame" all’Opera dei Pupi per i cento anni dei Fratelli Napoli in corso a Noto.
 

Allestimenti museali permanenti :
2015 Ideatore e coordinatore Sezione Abiti d’epoca, in collaborazione con il Museo del Costume di Scicli, presso la Fondazione La Verde La Malfa – Parco dell’Arte, San Giovanni La Punta (CT). 
2014 Ideatore e coordinatore Stanze della memoria e della pace (Lawrence Carroll - Emily Joe – Fabio Mauri – Lolita Timofeeva – Cristina Treppo) , presso la Fondazione La Verde La Malfa – Parco dell’Arte, San Giovanni La Punta (CT). 


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ROSSANA TAORMINA nasce a Partanna, nella Valle del Belice, pochi anni dopo il violento sisma del 1968.


L’impulso culturale e artistico di respiro internazionale della vicina Gibellina, che sarebbe culminato nel Grande Cretto di Burri, sarà elemento determinante nella sua formazione.


Dopo la maturità classica e un biennio di studi universitari in archeologia, trascorre a Roma alcuni anni per lavoro e in quel periodo entra in contatto con l'ambiente artistico della Capitale. Rientrata in Sicilia sperimenta la propria inclinazione nel campo delle arti visive con alcune esperienze nell'ambito della comunicazione visiva e dell’illustrazione didattica.

 

Quindi si diploma presso l’Accademia di Belle Arti.

Dal 2011 si dedica esclusivamente alla propria ricerca artistica.


Il folgorante incontro con l'archivio fotografico di famiglia, recuperato solo in parte dalle macerie, la progressiva perdita della configurazione dei luoghi dell'infanzia a seguito della ricostruzione post terremoto con la conseguente ridefinizione identitaria delle comunità coinvolte, inducono in lei un naturale sentimento della memoria e della nostalgia che trova modo di esprimersi nella rielaborazione delle poetiche dell’object trouvè.


L'intervento artistico, che coinvolge foto autentiche, mappe, carte nautiche, oltre a prediligere l'uso del filo, legato al ricordo della nonna ricamatrice, ha una forte inclinazione per la contaminazione dei linguaggi.


Il lavoro di Rossana Taormina è stato esposto in Europa e negli Stati Uniti.


La sua ricerca artistica compare su diverse riviste e pubblicazioni internazionali, tra le quali ricordiamo la monografia di Charlotte Vannier “DE FIL EN AIGUILLE / LA BRODERIE DANS L'ART CONTEMPORAIN”, Pyramyd Éditions e l’articolo “Talents aiguilles” sul ricamo nell’arte contemporanea, pubblicato nel marzo 2019 su Beaux Arts Magazine

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