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Pubbliservizi, lettera aperta dei dipendenti al sindaco Pogliese: "Non è una partita di calcio!"

27-04-2021 08:00

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus, Pubbliservizi,

Pubbliservizi, lettera aperta dei dipendenti al sindaco Pogliese: "Non è una partita di calcio!"

É ORA DI FINIRLA

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Continua a restare irresponsabilmente a bagnomaria la Pubbliservizi, l'importante partecipata della Città Metropolitana con i suoi 360 dipendenti da troppo tempo sotto e male utilizzati.

 

Ormai da anni si trascinano gestioni prima naif affidate alla politica e poi commissariali a seguito di una procedura fallimentare che non finisce mai, impedendo alla società pubblica di tornare in bonis a svolgere i servizi essenziali per cui venne costituita.

 

Pare che adesso si stiano affermando, e non solo in questo settore, strane "tentazioni privatistiche" che vorrebbero affidare servizi essenziali, magari senza neanche appalto, a società private che rispondono ad altre logiche, non sempre immediatamente comprensibili.

 

Vedremo.

 

Intanto si alzano di nuovo i toni della protesta ed i dipendenti hanno reso pubblica una loro lettera indirizzata al sindaco metropolitano Salvo Pogliese che potrebbe/dovrebbe prestare maggiore attenzione a questo delicato dossier che rischia di scoppiargli tra le mani.

Lettera aperta al sig. Sindaco della Città Metropolitana di Catania
 

I sottoscritti dipendenti della Pubbliservizi S.p.A, considerato l'incontro di giorno 4 marzo u.s. alla presenza della S.V., del Commissario Perazzoli e dei sindacati, incontro volto a rassicurare le parti sociali sui tempi brevi di stesura del concordato e sulla copertura
finanziaria dello stesso da parte del socio pubblico, tenuto conto che sono trascorsi inutilmente oltre 50 giorni dall'incontro citato, stanchi e provati da una situazione di incertezza e precarietà che si trascina ormai da troppo tempo, chiedono con la massima sollecitudine azioni immediate da parte del Socio finalizzate a riportare la società fuori dall'Amministrazione Straordinaria, garantire la continuità aziendale e salvaguardare i posti di lavoro di oltre 350 dipendenti.

 

I tempi di attesa sono scaduti, il tempo delle promesse pure, i tempi della procedura altrettanto.

 

Questa non è una partita di calcio. Non sono consentiti rinvii o tempi supplementari.
 

Il momento che stiamo vivendo, obbliga ad azioni di responsabilità politica immediate e concrete.
 

I lavoratori di Pubbliservizi non cercano sussidi statali, incentivi emergenziali e neppure forme di sostegno del reddito che gravano sulla collettività, i lavoratori di Pubbliservizi vogliono soltanto il lavoro e svolgere servizi per la collettività.
 

Il lavoro non deve e non può assicurarlo il Tribunale Fallimentare ma il socio pubblico che ha la responsabilità amministrativa e finanziaria di questa azienda e, prima ancora, quella politica, sociale e morale dei dipendenti e delle loro famiglie che hanno firmato un CCNL con
una azienda che espleta attività in nome e per conto della Città Metropolitana di Catania.


Signor Sindaco, il fallimento di questa società non è e non sarà sicuramente addebitabile ai lavoratori: il tempo delle attese e dei rinvii si è esaurito!

 

Occorre urgentemente prendere le giuste e necessarie decisione affinché la Pubbliservizi possa tornare in bonis ed essere dunque rilanciata e ridando la serenità ai i dipendenti e alle loro famiglie che vivono da anni in uno stato di precarietà ed incertezza per il futuro.
 

Signor sindaco, faccia il dribbling e dia finalmente questo benedetto calcio d'inizio.


A stretto giro, un post del comune di Acireale che testimonia come, nonostante le oggettive difficoltà gestionali ed operative, il personale dell Pubbliservizi, almeno quello volenteroso, riesce ad assolvere ai propri compiti risultando prezioso per la comunità:

A corollario, poi, l'intervento, sempre sui social, di un dipendente attivista CISL, sindacato che sta sostenendo la linea del commissario Perazzoli, il quale lamenta come non sia adeguatamente supportata la procedura per l'approvazione del concordato preventivo che consentirebbe alla società di uscire finalmente dall'incubo di un fallimento che sarebbe devastante. 

Insomma, ce n'è abbastanza per darsi una mossa. RAPIDA.


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