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SudStyle Talk: alle 11 live tra "Sacro e Profano"

25-04-2021 07:00

SudTalk

Cronaca, SudStyle, SudTalk, Focus, Vito Chiaramonte , Giovanni Viola, Filippo Maggia,

SudStyle Talk: alle 11 live tra "Sacro e Profano"

Ospiti Vito Chiaramonte, Filippo Maggia e Giovanni Viola

Il Talk di SudStyle, diretto da Aldo Premoli e condotto da Pierluigi Di Rosa, in diretta a partire dalle 11 di domenica 25 aprile proverà a ragionare sul rapporto millenario, probabilmente ancestrale, tra Sacro e Profano.

 

Ospiti in diretta lo storico dell'arte Vito Chiaramonte, il curatore Filippo Maggia e l'artista Giovanni Viola.

 

Oltre che sulle home page delle testate del gruppo, sulle pagine Facebook di Sudpress e SudStyle e sul canale Youtube.

 

Le puntate di SudStyle Talk saranno riproposte ogni venerdì alle 19.30 su Prima TV (canali 87 e 666 del digitale terrestre), in collaborazione con Umberto Teghini e Lucy Gullotta di SicraPress.

Due mostre di arte contemporanea a confronto.

 

"La ferita della carne e la resurrezione" - inaugurata a Modica qualche giorno fa alla Galleria Lo Magno- un gruppo di opere con cui il pittore Giovanni Viola  propone una rilettura di due tra le più celebri opere di Caravaggio: l’Incredulità di San Tommaso e la Cena di Emmaus, oltre a lavori dedicati alla luce del cielo, tematica da sempre cara all’artista. 
 

In questo modo Viola ci costringe a riflettere su cosa siano questi oggetti appesi alle pareti che omaggiano Caravaggio, Antonello da Messina o un cielo ritratto a pastello : Il nostalgico reiterarsi di un rito? Un gioco ironico? O forse un’ipoteca culturale da assolvere per liberarsi del passato. 

 

“In una società che non sa più che cosa fare del suo passato, l’arte si trova stretta fra la Scilli del museo e la Cariddi della mercificazione” (Girogio Aganben) 

Questo a Modica. 


Perché la mostra  che sta per debuttare ad Aci Castello è invece dedicata al celeberrimo giapponese Nobuyoshi Araki, uno dei massimi esponenti della fotografia contemporanea. 
 

Nella sua “Suite of Love”, allestita al Four Points by Sheraton, con 1000 polaroid ci si immerge in immagini che senza soluzione di continuità celebrano la bellezza di un fiore dai colori profondi, colto un attimo prima del suo decadimento come in quella dei suoi “scandalosi” ritratti femminili:  che siano un volto, un busto, una figura intera, un nudo o un bondage… 

 

Le riproduzioni caravaggesche e il bondage, la pittura ad olio, pastelli e quello strano miscuglio di pittura e fotografia rappresentate dalle polaroid…

 

Sempre Agamben ha scritto: 
“La situazione dell’arte oggi è forse il luogo esemplare per comprendere la nostra crisi nel rapporto col passato: il solo luogo in cui il passato può vivere è il presente e se il presente non sente più il proprio passato come vivo, il museo e l’arte, che di quel passato sono figure eminenti, diventano luoghi problematici”  

 

Per tentare una sintesi collegato da Milano Filippo Maggia il curatore della mostra che sta per inaugurarsi ad Aci Castello, da Modica il pittore Giuseppe Viola e da Palermo lo storico dell’arte Vito Chiaramonte che della mostra di Modica è anche il co-curatore.


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VITO CHIARAMONTE (1973). Storico dell’arte, docente.

 

Si laurea nel 1997 con una tesi di Storia comparata dell’arte dei paesi europei.

 

Ha svolto attività didattica presso Unipa, dal ‘98 al 2004, quando ha iniziato a insegnare lettere classiche.

 

Phd in Storia dell’arte si è occupato principalmente di pittura e architettura del Seicento e di storia del restauro.

 

Ha partecipato alla realizzazione di numerose mostre e cataloghi come saggista e curatore.

 

Insegna Storia dell’arte medievale e Storia dell’arte moderna presso Abadir dal 2012.

 

Nell’ambito della didattica dell’arte ha ideato e scritto strumenti multimediali dedicati all’analisi dell’immagine.

 

Oggi coordina la scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Gonzaga di Palermo.

Dalla primavera del 2018 è direttore didattico di Abadir.


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FILIPPO MAGGIA (Biella, 1960) vive e lavora a Milano.

 

Dal 1993 al 2005 è stato curatore per la fotografia presso la Galleria Civica di Modena. Dal 1998 sino al 2004 è stato editor per BaldiniCastoldiDalai della collana Fotografia come Linguaggi. Dal 2004 al 2006 è stato direttore editoriale per Nepente Editore. Dal 2006 è editor per la fotografia per Skira.

 

Dal 1998 è curatore per la fotografia presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.

Dal 2001 collabora con Radio 3 RAI, dove conduce la trasmissione “Talking Pictures”.

Dal 2002 al 2006 è stato curatore responsabile del patrimonio fotografico della Fondazione Sella di Biella.

 

Dal 2006 al 2008 è stato curatore per la fotografia presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.

 

Nel 2007 è stato nominato curatore capo di Fondazione Fotografia, e dal 2013 al 2017 è stato Direttore di Fondazione Fotografia Modena.

 

Dal 2000 al 2009 ha insegnato Storia della Fotografia e Progettazione all’Istituto Europeo di Design di Torino.

 

Dal 2010 al 2012 ha insegnato Documentazione Fotografica presso l’Accademia di Belle Arti di Catania e dal 2012 al 2018 ha diretto il Master di alta formazione sull’immagine contemporanea a Modena.

 

Collabora dal 2015 con Sky Arte HD di cui è stato consulente scientifico per Master of Photography nel 2016 e 2017.

 

É membro del comitato scientifico del Museo di Fotografia Contemporanea di Milano.

Dal 2019 è Head of Projects dell’Archivio Basilico.

Dal 2019 collabora con il quotidiano economico Il Sole 24 Ore.


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GIOVANNI VIOLA (Modica,1981) si è avvicinato al mondo dell’arte attraverso lo studio dei maestri paesaggisti italiani e stranieri del passato e degli artisti del gruppo di Scicli, dai quali ha tratto l’interesse per la resa pittorica dei colori, delle forme e delle luci della terra iblea. 


Sin da giovanissimo dimostra un interesse particolare per l’arte e per la rappresentazione figurativa, che coltiva parallelamente alla sua carriera da studente. 

 

Consegue nel 2008 la laurea in giurisprudenza presso l’Ateneo di Messina, coltivando nel frattempo la sua curiosità per l’arte sia con la frequentazione di mostre ed eventi culturali che lo spingono spesso a Roma, Torino, Firenze e, per un anno, a Londra, sia con la pratica del disegno e della tecnica pittorica dell’olio e del pastello, che applica alla rappresentazione del paesaggio della terra dove vive.

 

Siciliano nel profondo dell’anima rappresenta la propria terra con estrema delicatezza e profondo rispetto. 

Le sue marine, i suoi paesaggi mobili e geometrici, inquieti e rigorosi  sono degli autoritratti nei quali l’artista rispecchia il proprio animo. 

 

Nel suo lavoro olii su tavola di dimensione medio-grande si alternano a piccoli pastelli su carta di grande intensità emotiva. 

L’attività espositiva si intensifica negli ultimi anni, con mostre personali, rassegne collettive e la partecipazione a fiere internazionali di settore. 

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