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Sul "Caso Razza" l'intervento del prof. Sergio Pintaudi

06-04-2021 07:00

redazione

Cronaca, Focus,

Sul "Caso Razza" l'intervento del prof. Sergio Pintaudi

Un dibattito che non si sa ancora dove porterà ma intanto si comincia ad andare...

Era prevedibile che sarebbe accaduto.

 

Ed è importante che stia accadendo.

 

Intorno alla Sanità siciliana negli ultimi giorni, al di là degli effetti più immediati, è scoppiato il finimondo e stanno emergendo posizioni tra le più disparate ed antitetiche.

La novità è che a scendere in campo sono pesi da novanta del mondo sanitario siciliano che hanno deciso di esporsi pubblicamente: è una novità probabilmente.

E può essere interessante seguirne il filo, tirarlo fuori dal mare magno dei social per provare a dargli dignità di ricostruzione narrativa, magari alla fine porterà da qualche parte.

 

Ieri abbiamo pubblicato il post del prof. Bruno Cacopardo.

 

Oggi quello del prof. Sergio Pintaudi, già Direttore del Dipartimento di Emergenza dell’ARNAS Garibaldi di Catania, che la pensa in maniera decisamente diversa rispetto al prof. Cacopardo.

 

Ed ecco il suo post:


"PERCHÉ RISPONDO A BRUNO"

"Caro Bruno, quante battaglie contro virus e batteri abbiamo fatto. 
 

Ricordi la tubercolosi, l’epidemia di morbillo del 2017 che fece 4 morti e una miriade di ricoveri tra i reparti di medicina, malattie infettive, rianimazione?
 

Grazie alla CRI di Catania montammo la prima tenda di accoglienza a latere del Pronto Soccorso dell’Ospedale Garibaldi per distinguere il percorso infetti da morbillo dagli altri utenti dell’ospedale.
 

Ci inventammo la “diagnosi in banchina” assieme a Claudio Pulvirenti e Giorgio Santonocito per accogliere i migranti in maniera sicura.
 

Cominciammo un percorso portando a Catania le eccellenze nazionali dei sistemi di gestione delle malattie infettive, dal Ministero della Salute ai colleghi del Sacco, dall’Aeronautica Militare leader nei trasporti in biocontenimento alla Marina Militare riconosciuta autorità per gli interventi in sicurezza sanitaria sui migranti.
 

Avevamo un sogno, istituire in Sicilia il terzo polo di biocontenimento da affiancare allo Spallanzani di Roma e al Sacco di Milano e avevamo anche individuato la struttura, il “Tomaselli” storico plesso di malattie infettive dove tuo padre lasciò la sua impronta.
 

La politica del tempo fu sensibile e ci seguì istituendo nella Regione, all’Ospedale Garibaldi, il Centro di Riferimento regionale per il Biocontenimento e la sicurezza sanitaria con precisi compiti ed operatività nel settore della diffusione delle malattie infettive e dei migranti.
 

Poi il Nulla. 
 

Al nuovo corso fu suggerito prima da me e poi anche da te il nostro progetto.
 

Rimase il Nulla o meglio, seguì un’operatività per la quale da tecnico qualche osservazione la farei ma come sai ho scelto il silenzio, perché viviamo in una terra nella quale non si accettano opinioni diverse dalle proprie perché i “noi” di turno siamo i più bravi e come disse qualcuno più autorevole riteniamo di essere il “sale della terra” e il confronto é difficile da accettare.
 

Allora, lungi dal volermi ergere a giudice perché sono fermamente convinto del valore delle istituzioni e quindi altri sono demandati a questo compito, mi viene difficile da comprendere il tuo post “PERCHÉ STO CON RAZZA (per ora).
 

Non lo capisco perché avere alterato anche solo nella sequenza temporale i dati di deceduti per COVID, alterato il numero totale dei tamponi (fittiziamente aumentandoli) rispetto ai positivi, comunicando quindi dati non corrispondenti a quanto stava avvenendo, ha impedito a Istituto Superiore di Sanità e Ministero di elaborare analisi reali incidenti su tutto il territorio nazionale e quindi ha impedito di assumere decisioni concludenti la lotta a Sars-Cov-2.
 

Forse Razza non ne ha consapevolezza, forse Musumeci é stato ingannato ma certamente chi ha operato in tal senso ha comunque commesso un illecito.
 

Altra cosa la percezione che si genera coi nostri modi di dire che devono sempre essere calibrati e riportati ai contesti di ascolta perché anche la frase più innocente può offendere.
 

E qui stiamo discorrendo di una calamità di portata epocale che ancora oggi nella nostra Italia conta 500 morti al giorno, e come se ogni giorno sulla tratta Catania Milano o Catania Roma cadessero tre aerei. 
 

Questo il mio pensiero che ti trasmetto con la stima e l’amicizia di sempre, che affonda le radici nelle comuni battaglie."

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Sergio Pintaudi è stato Direttore del Dipartimento di Emergenza dell’ARNAS Garibaldi di Catania e Referente del Centro di Riferimento regionale per il Biocontenimento della Regione Sicilia, Consulente dello Stato Maggiore della Marina Militare Italiana, incaricato dalla ASL Roma 5 di “contribuire alla messa in atto delle misure di prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19” per l’organizzazione del Covid Hospital di Palestrina.

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