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Rinviati a giudizio Enzo Bianco & C.: troppo facile darne notizia adesso

13-03-2021 07:02

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus,

Rinviati a giudizio Enzo Bianco & C.: troppo facile darne notizia adesso

Il Potere si deve indagare, raccontare e contestare quando è ancora potente...

Il Potere si deve indagare, raccontare e contestare, quando è ancora potente...

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La notizia c'è, era attesa ed è importante.

 

L'intera amministrazione di Enzo Bianco, con assessori e dirigenti, è stata rinviata a giudizio con l'accusa di aver falsato i bilanci per nascondere il dissesto finanziario del comune di Catania.

 

A deciderlo il GUP Pietro Currò in esito alla richiesta della Procura rappresentata dal Procuratore Aggiunto Agata Santonocito con i Sostituti Fabio Regolo e Fabio Saponara.

 

Il processo inizierà il prossimo 16 settembre e si sono già costituiti parte civile il Comune di Catania ed i sindacati UGL e CGIL, con quest'ultimo che vede uno dei suoi massimi esponenti, Angelo Villari, come imputato in quanto assessore alla Solidarietà Sociale di quella giunta.

 

Con Enzo Bianco dovranno subire il processo Salvatore Andò, Francesco Battaglia, Pietro Belfiore, Luigi Bosco, Calogero Cittadino, Marco Consoli, Rosario D’Agata, Ettore D Salvo, Salvo Di Salvo, Michele Giorgianni, Giuseppe Girlando, Francesco Gullotta, Clara Leonardi, Orazio Licandro, Massimiliano Lo Certo, Nuccio Lombardo, Maria Ausilia Mastrandrea, Orazio Palmeri, Fortunato Parisi, Marco Petino, Roberto Politano, Massimo Rosso, Valentina Scialfa, Fabio Sciuto, Natale Strano, Maurizio Trainiti, Fiorentino Trojano, Angelo Villari.

 

Alcuni di questi già condannati in primo grado dalla Corte dei Conti a risarcimento e interdizione decennale dai pubblici uffici.

 

E adesso comincia la giostra del "tutti addosso", mentre la verità è che responsabili del disastro in cui versa Catania sono di certo molti di più di questi 28: sono tutti quelli che facevano, e fanno, la fila per entrare nelle corti di chi gestisce potere e denaro pubblici, per ottenere vantaggi e prebende, facendo finta di non accorgersi che si tratta di poteri malati, autoreferenziali, parassitari e persino cannibali.

 

Intere orde di "classi dirigenti", degli ultimi 30 anni che hanno banchettato, e banchettano, sulle sofferenze dei bisognosi, sulle prospettive dei volenterosi, distruggendo il futuro delle prossime generazioni, trasformando la città più bella del mondo in una miserabile accozzaglia di strade impercorribili, mari inquinati, sporcizia soffocante.

 

Una città priva di un Piano Regolatore da quasi sessantanni non può definirsi civile: è criminale!

Una città in cui le periferie sono abbandonate prive di servizi con l'unica prospettiva per i suoi giovani di farsi irretire dalla peggiore malavita, non può definirsi civile: è criminale.

Una città al cui centro persiste il degrado del Corso Sicilia e, peggio ancora, di San Berillo trasformata in piazza di spaccio h24, non può definirsi civile: è criminale!

Una città che ristruttura decine di volte gli stessi immobili pubblici spendendo milioni e senza mai consegnarli ai destinatari non può definirsi civile: è criminale.

Una città dove accade che si svuotino edifici pubblici come l'Ascoli-Tomaselli, il Vittorio Emanuele, il Santo Bambino, il Santa Marta, il Teatro Moncada di Librino e tanti altri e li si lascino ammalorare impunemente, non può definirsi civile: è criminale.

Una città dove le scuole sono ridotte come sono, non può definirsi civile: è criminale.

E si potrebbe continuare all'infinito.

 

Per quello che ci riguarda, basta invitare chi ci legge ad inserire nel motore di ricerca in alto a destra della nostra home page "Enzo Bianco", ma anche "Giacomo Pignataro", "Pietro Agen", Nico Torrisi", "UNICT", "SAC", "Camera di Commercio", "Croce Rossa", "Cara di Mineo", "Ordine dei Medici" etc. etc., per rendersi conto di tutto quello che abbiamo scritto in tutti questi anni mentre in troppi facevano finta di dormire e, soprattutto, quando lo abbiamo scritto e come.

 

Non è stato facile, non è un gioco e le conseguenze sono state, e continuano ad essere, pesantissime.

 

Ma l'errore più grave per una comunità profondamente corrotta come la nostra è attendere gli esiti delle indagini penali: sbagliato e persino pericoloso.

 

Spesso molte delle storture che vengono denunciate non costituiscono nemmeno reati, anche perché il "Sistema" si è ben organizzato depotenziando al massimo la possibilità di essere perseguito, basti pensare a come hanno ridotto il reato di abuso d'ufficio: quello che deve scattare di fronte a certi fattti ed atti è la reazione sociale prima ancora delle manette.

 

È un "potere" di carta, una massa di deficienti messi a gestire risorse pubbliche trasformandole in bancomat personali o familiari: ridicolo e drammatico che possano accadere tante delle cose che raccontiamo ogni giorno.

 

Ma guai a pensare di potersi lavare la coscienza addossando a questi 28 responsabilità che sono molto più ampie e non riguardano un semplice falso ideologico, ma l'assassinio di una intera città compiuto da complicità diffuse, da quella miserabile "Borghesia Mafiosa" che rappresenta ancora adesso il vero cancro di una Comunità che merita molto di più e adesso, soprattutto ora che sta subendo l'aggressione di una pandemia devastante, deve conquistarsi il diritto di riscattarsi e rinascere, con l'impegno di ciascuno, di ogni singolo individuo, senza cercare più alibi nelle responsabilità di altri: la colpa degli Indifferenti, degli ignavi, dei molluschi.

 

Perché Catania non è soltanto la sua pessima classe dirigente, è molto di più, e molto più bella.

 

Ci sono persone straordinarie, riunite iin associazioni o come singoli, che continuano ad impegnarsi, ad andare avanti nonostante mille difficoltà, nonostante gli avvertimenti "ma chi te lo fa fare"; continuano a fare del Bene, a seminare Valori e Bellezza, ad accogliere diversità, a confrontarsi, a riflettere.

Devono trovare più coraggio, devono trovare voce, devono fare rete

 

È il momento: ora o mai più.

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