sudpresslogo
sudpresslogo

MENU

CONTATTI

CONTATTI

MENU

AUTORI

AUTORI


redazione@sudpress.it
direttore@sudpress.it
editore@sudpress.it
tel: +39 339 7008876 (solo messaggi wapp)

redazione@sudpress.it
direttore@sudpress.it
editore@sudpress.it
tel: +39 339 7008876 (solo messaggi wapp)

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore responsabile

Lucia Agata Murabito

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore responsabile

Lucia Agata Murabito

ISCRIVITI AI NOSTRI CANALI:

eventi mof 2021 (1)

telegram
whatsapp

Sito web realizzato da Flazio Experience

Sito web realizzato da Flazio Experience

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 04818090872 - ROC 180/2021
Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

IN EVIDENZA

"Caso assessore Baglieri", interviene anche l'associazione di consumatori Primoconsumo. Silenzio invece dai palazziIntervista al Segretario Generale CISL Maurizio Attanasio. Sui precari covid: "Non lasceremo che li prendano a calci!"La guerra e i suoi effetti nel tempo. Per tuttiIntervista a Mons. Antonino Raspanti,Vescovo di Acireale e Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana"Caso Baglieri", il CODACONS: "Assessore non paga TARI? CHIARISCA O SI DIMETTA SUBITO"Celebrato il primo congresso della battagliera sezione catanese del sindacato nazionale CUB Trasporti: il dr. Salvatore Ventimiglia confermato Segretario30 giugno/1 luglio a Palazzo dei Normanni il MID.MED SHIPPING & ENERGY FORUML'assessore regionale ai rifiuti Daniela Baglieri da 5 anni non paga ...la tassa sui rifiuti?Un pensiero per Fratel Biagio Conte che sta lottando. AncoraStanno sfidando la furia popolare: aumento tassa rifiuti del 18%

"Caso Osteoporosi" del 2015: 937 medici di base accusati di "iperprescrizione" perdono anche il ricorso contro

02-03-2021 06:02

redazione

Cronaca, Focus,

"Caso Osteoporosi" del 2015: 937 medici di base accusati di "iperprescrizione" perdono anche il ricorso contro l'ASP di Catania

La sentenza in allegato

Fu un caso che fece scalpore per il coinvolgimento di 937 medici di base e che oggi si conclude con una clamorosa sconfitta dell'Ordine dei Medici di Catania, allora presieduto da Massimo Buscema, che ingaggiò una pesante contesa con i vertici dell'ASP di Catania che, a seguito di un'indagine della Guardia di Finanza, stavano svolgendo un'inchiesta interna sul fenomeno, particolarmente esteso ed oneroso per le casse pubbliche, di prescrizioni scorrette di farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

 

Massimo Buscema, e siamo agli inizi di settembre 2015, arrivò anche a denunciare in sede penale i vertici dell'ASP che, rappresentati dal direttore Franco Luca difeso dall'avvocato Carmelo Calì, ottennero un proscioglimento totale: "Nel suo esposto, - si legge nel comunicato emanato dall'ASP in occasione dell'archiviazione - il presidente dell’Ordine dei medici sosteneva presunte irregolarità nelle procedure di verifica, seguite dall’Asp, nei confronti dei 937 medici di medicina generale e specialisti ambulatoriali della provincia di Catania, in relazione ai casi di iperprescrizioni di farmaci per l’osteoporosi. Nell’ordinanza il Gip, a seguito dell’udienza camerale aveva rilevato la correttezza procedurale seguita dai vertici dell’Asp, affermando come gli stessi si siano limitati ad attivare le procedure previste per far fronte all’accertato danno erariale, per l’interesse della collettività e non certo per un interesse proprio o per danneggiare qualcuno."

 

L'aspetto singolare della vicenda fu che finirono denunciati, dall'allora presidente dell'Ordine dei Medici di Catania, i vertici dell'ASP che avevano "osato" controllare l'operato dei medici convenzionati: bah!

 

Quel proscioglimento, che sanciva sotto il profilo penale la correttezza della procedura di verifica attuata dall'ASP nei confronti dei medici convenzionati, arriva nel settembre 2016 ad un anno di distanza dall'esplosione del caso. 

 

Adesso, dopo 5 anni e mezzo, si conclude anche sotto il profilo civile. 

 

Il 23 febbraio il Giudice del Lavoro Rosario Cupri ha emesso una sentenza che ha accolto le ragioni dell'ASP di Catania difesa dall'avv. Andrea Pittalà respingendo le richieste di numerosi medici di base (tutti i nomi nell'allegato) che chiedevano anche il riconoscimento di un presunto "danno biologico patito in dipendenza della condizione di stress psicologico in cui ciascun sanitario si era trovato costretto ad operare per effetto delle richieste di pagamento trasmesse dall'ASP".

 

I medici ricorrenti si erano anche opposti alla procedura di verifica adottata dall'ASP, rifiutando persino - si legge nella sentenza - di "comparire davanti all'UCAD perché lo hanno ritenuto privo di competenza."

 

L'UCAD (Ufficio di Coordinamento delle attività distrettuali), spiega il Giudice nelle motivazioni, era in realtà l'organismo deputato ad esaminare il caso di inappropriatezza delle prescrizioni, correttamente istituito ai sensi dell'art. 25 comma 4 dell'ACN, e quindi la decisione dei medici di non fornire adeguate giustificazioni in ordine a quanto contestato non viene viene ritenuto condivisibile dal Giudice.

 

In conclusione, il Giudice del Lavoro ha respinto tutte le richieste dei medici di base ricorrenti, confermando sostanzialmente la correttezza dell'operato dell'ASP di Catania nella sua attività di controllo sulle attività dei medici convenzionati.

image-902

NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Rimani aggiornato su tutte le news e gli eventi promossi da Sudpress

Come creare un sito web con Flazio