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Dal 5 febbraio il tributo della Fondazione OELLE a Sant'Agata

04-02-2021 05:16

SudpressEventi

Cronaca, Cultura&Spettacolo, Focus,

Dal 5 febbraio il tributo della Fondazione OELLE a Sant'Agata

"Adorando Agata On the road": il documentario di Nicola Laneri e le opere fotografiche di Gabriele Diego Bonsangue, Annita Del Zoppo, Carmelo Nicosia e Anna

Sant’Agata in festa a Catania dal 5 febbraio tra archeologia, femminismo e arte contemporanea

 

Nel capoluogo etneo, la festa per sant’Agata quest’anno non si potrà svolgere con la sua tradizionale spettacolarità, ma la Fondazione OELLE Mediterraneo antico ne porta la straordinaria ritualità in mostra
 
Quella di sant’Agata a Catania è la terza festa religiosa più importante al mondo, dopo la Settimana Santa di Siviglia e la Festa del Corpus Domini di Guzco in Perù, proprio per il numero di persone che di consueto coinvolge e attira oltre un milione di persone dai cinque continenti. 

 

Si svolge dal 3 al 5 febbraio e il 17 agosto. La prima data è quella del martirio della Santa etnea (a cui furono asportate le mammelle), mentre la data di agosto ricorda il ritorno a Catania delle sue spoglie, dopo che queste erano state trafugate e portate a Costantinopoli.
 

Quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria in corso, Catania non può festeggiare la sua Patrona con la sua consueta spettacolarità, ma la Fondazione OELLE Mediterraneo antico ne porta la straordinaria ritualità in mostra con il progetto Adorando Agata On the road che mira a contribuire al racconto dell’unicità di questa festa religiosa e di popolo, conosciuta in tutto il mondo. «In un momento di grande vuoto involontario di possibilità e prospettive, abbiamo sentito la necessità – dichiara Ornella Laneri, presidente della Fondazione OELLE – di dare il nostro contributo, attraverso il linguaggio dell’arte, a una città che si trova per la prima volta in devozione silente. Con la mostra, renderemo fruibili per tutto il mese di febbraio gli spazi della nostra Fon Art Gallery a tutti, siano essi viaggiatori, devoti o laici».
 

Adorando Agata On the road ha un duplice codice narrativo, comprende racconti paralleli che puntano verso una visione “altra” del culto agatino, mettendone l’accento sul rapporto tra Agata e le strade, Agata e i suoni di una città senza filtri.

 

Il tutto viene espresso nel documentario ideato dall’archeologo Nicola Laneri e nelle opere fotografiche di Gabriele Diego Bonsangue, Annita Del Zoppo, Carmelo Nicosia e Anna Tusa.
 
Il progetto Adorando Agata On the road si apre con il video-documentario ideato e scritto da Nicola Laneri, diretto da Filippo Arlotta, intitolato significativamente "Adorando Agata”, che si propone di investigare il ruolo svolto dalla donna nella spiritualità delle società antiche e, allo stesso tempo, attraverso il mescolamento delle immagini della festa di sant’Agata e di oggetti archeologici legati alla devozione di figure femminili classiche. Il documentario è, pertanto, un racconto poetico che mette a nudo la devozione del popolo catanese che, tra il 3 e il 5 febbraio, si ferma per vestirsi di bianco e seguire la ‘Donna’ catanese per eccellenza. Una festa dedicata a una donna che – come a Palermo per santa Rosalia e a Siracusa per santa Lucia – trasforma quella dimensione maschilista tipica della società siciliana in qualcosa di diverso, in cui Agata diviene la ‘madre’ di tutti i devoti.
 
Il percorso espositivo prosegue con un’inedita esposizione di fotografia contemporanea.

 

A partire dalla sequenza fotografica di Gabriele Diego Bonsangue dal titolo “Segni urbani di devozione”, ideata con l’intento di mappare e documentare le edicole votive dedicate alla Santa Patrona del capoluogo etneo. Il progetto ha assunto connotati di più ampio respiro proponendosi di evidenziare la profonda relazione tra fede, cultura popolare e città. L’atmosfera di una città che dorme, in cui l’icona sacra diviene protagonista del suo territorio.

Bonsangue nasce a Catania il 16/02/1988.
Nel 2019 consegue il Diploma Accademico di II livello in Fotografia con una tesi dal titolo “Segni Urbani di Devozione" dove mostra il proprio progetto sulle edicole votive di Sant'Agata presenti a Catania. 
Tali opere sono state anche esposte nel 2018 e nel 2019 presso la Badia di Sant’Agata, e sempre nel 2019, presso la GAM a Catania.
Attualmente è iscritto al Master universitario di I livello in Fotografia presso lo IUAV di Venezia.
 
La foto di Carmelo Nicosia, “Agata on the road” esalta il mix tra sacro e profano: riproduce un murale, un affresco contemporaneo realizzato all’esterno del muro di cinta della sede di Barriera dell’Accademia di Belle Arti di Catania, assommando in sé il volto pop penetrante e sorridente della Santa e i colori di Catania.

Nicosia nasce a Catania nel 1960. Laurea in Chimica Farmaceutica con una tesi sulla “Fotochimica degli elementi”. Direttore della scuola di fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Direttore Accademia delle Belli Arti Catania dal 2006 al 2012. Dal 2000 è impegnato in numerosi progetti internazionali, editoriali ed espositivi a carattere socio antropologico ,con particolare attenzione ai temi dell’identità, della memoria, dei fenomeni collettivi, al rapporto con la storia. Dal 2010 ha attivato il progetto Parola-Visione con una serie di ricerche che analizzano il rapporto tra fotografia e scrittura. Attualmente ricopre l’incarico di Direttore artistico presso la Fondazione Oelle Mediterraneo Antico. 
 

L’immagine di Anna Tusa, “L’incontro” proietta lo spettatore nel cuore della festa con gli occhi di un devoto. Quando avvolto dalla maestosa architettura barocca della Collegiata in un’atmosfera sospesa, attende il passaggio del fercolo della Santa che incontra la folla riunita per lei. Sotto una pioggia battente, la processione avanza lentamente, tra preghiere, penitenza, folklore e canti di devozione.

Anna Tusa, nasce a Catania nel 1980.
Ha conseguito la laurea in Lettere Moderne ed approfondito l’interesse per la Fotografia presso la Fondazione Marangoni di Firenze, attualmente frequenta il biennio specialistico presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. All’attivo la partecipazione ad alcune mostre fotografiche collettive, concorsi nazionali e pubblicazioni.

 

Nella serie di scatti “Cittadini” di Annita Del Zoppo, invece, viene mostrata la ritualità preparatoria alla festa: il devoto e la città tutta si vestono di bianco. Così inizia quel viaggio che porterà, attraverso le personali manifestazioni di fede, a trainare il fercolo, a condurre in processione il proprio cero votivo, o – semplicemente – a seguire silenziosamente la processione.
La foto “Agata/Kali” di un autore anonimo, ritrovata in un deposito di un’accademia d’arte, chiude il percorso espositivo con la sorprendente sovrapposizione delle due potenti icone femminili, in un ponte simbolico tra la devozione popolare catanese e quella indù.

Annita Del Zoppo nasce a Catania nel 1994.
Vive e studia a Catania. Dopo il diploma di maturità scientifica si appassiona alla fotografia, segue una formazione da autodidatta per poi decidere di intraprendere un percorso di studio autoriale iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti di Catania. Consegue il diploma di primo livello in “Fotografia” e attualmente frequenta il biennio di Fotografia presso la medesima Accademia.


 
Fondazione OELLE Mediterraneo Antico
Adorando Agata On the road
Opening 5 febbraio 2021 h 5.00pm
dal 6 al 28  febbraio 2021.  Orari: 11.00-20.00
Fon Art Gallery c/o Four Points by Sheraton Catania
Indirizzo: Via Antonello da Messina 45, 95021 Aci Castello (CT)
Info: https://www.fondazioneoelle.com
Ufficio stampa: Cesare Biasini Selvaggi  cell. 339.5772376
Segreteria Fondazione OELLE Mediterraneo Antico: Vittorio Piraneo Mail. press@fondazioneoelle.com

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Adorando Agata: Viaggio nella sacralità femminile
Catania, 2020. Durata: 16’21’’
Progetto di Nicola Laneri
(Università di Catania e School of Religious Studies, Florence)
Regia: Filippo Ariotta
Montaggio: Giovanni Ferrara
Voce: Laura de Martinis, Nicola Laneri
Produzione: Fondazione OELLE Mediterraneo Antico 
 

Adorando Agata è un documentario dedicato alla festa di S. Agata che da secoli segna la devozione religiosa degli abitanti di Catania rappresentando una delle feste cattoliche più sentite e seguite, ma soprattutto questa è un’opera che ha l’obiettivo di investigare il ruolo svolto dalla donna nella spiritualità delle società antiche e contemporanee attraverso il mescolamento delle immagini della festa di S. Agata e di oggetti archeologici legati alla devozione di figure femminili classiche (e.g., Demetra, Atena, etc.), con testi che nell’antichità hanno enfatizzato figure femminili quali Inanna, Ishtar, Debora, Demetra e Kali. Il tutto diviene un racconto poetico che mette a nudo la devozione del popolo catanese che tra il 3 e il 5 Febbraio si ferma per vestirsi di bianco e di nero e seguire la ‘Donna’ catanese per eccellenza le cui reliquie sono custodite all’interno della vara argentea e la sua icona dalla bellezza eterea e bardata con gioielli viene adorata per tre giorni. Una festa dedicata ad una donna che, come a Palermo (per Santa Rosalia) e a Siracusa (per Santa Lucia), trasforma quella dimensione maschilista tipica della società siciliana in qualcosa di diverso in cui Agata diviene la ‘madre’ di tutti i devoti. Per tre giorni, Agata è una donna che comanda e detta i tempi su una performance rituale unica, ma che mantiene viva al suo interno tutte quelle dimensioni arcaiche (e.g., il canto, gli abiti, la musica, il viaggio) che, per millenni, hanno segnato la religiosità umana attraverso l’adorazione e la venerazione di figure femminili. 
NOTA:

Il documentario fa parte di un più ampio progetto antropologico dal titolo Homo-Ars-Sacrum (HAS): ‘Material culture and religion’ che ha come obiettivo la comprensione della ‘ambivalenza del sacro’ (come fatto notare inizialmente dal padre della sociologia moderna Emile Durkheim ed enfatizzato successivamente dal filosofo Giorgio Agamben nella sua opera ‘homo sacer’) che mescola elementi sacri ad aspetti profani nell’affermazione della dimensione divina da parte della società. 
Il progetto HAS diviene quindi una testimonianza visiva di questo legame imprescindibile tra la dimensione spirituale e quella materiale del sacro attraverso tre interviste tematiche con studiosi e artisti di fama internazionale (i.e., Ian Hodder, Paolo Matthiae e Alfredo Pirri) e, infine, il documentario/viaggio dedicato alla festa di S. Agata.

 

 

Nicola Laneri insegna Archeologia e Storia dell'Arte del Vicino Oriente all'Università di Catania ed è Direttore della School of Religious Studies al CAMNES (Firenze). Dopo aver completato il dottorato all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale nel 1999, è stato nominato Fulbright research scholar e visiting professor alla Columbia University, Fellow alla Italian Academy alla Columbia University, Visiting Fellow alla Middle East Technical University di Ankara, Research Fellow alla University of Chicago, Erasmus visiting professor alla Leiden University. E’ membro dell’ISMEO/IsIAO. Dal 2017 è co-direttore del GaRKAP (Ganja Regional Archaeological Project) in Azerbaijan occidentale in collaborazione con la National Academy of Science dell'Azerbaijan.  Dal 2003 al 2016 è stato direttore del Hirbemerdon Tepe Archaeological Project (Turchia sud-orientale). 
È responsabile scientifico del Museo Archeologico dell’Università degli Studi di Catania.

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