Era il 28 dicembre 2013 quando SUDPRESS svelò un retroscena significativo della mega gara d’appalto gestita dal Soggetto Attuatore Giuseppe Castiglione per i servizi d’accoglienza. Riproponiamo quell’articolo integralmente 

Mentre montano gli scandali per le condizioni riservate da pseudo operatori ai poveri migranti rinchiusi nei centri di accoglienza, cominciano ad accendersi i riflettori su quali colossali affari, economici e clientelari, si celino dietro la loro gestione.

Dopo quello di Lampedusa, balzato in vetta alla cronaca della vergogna per il disumano “trattamento anti scabbia” riservato ai reclusi, l’attenzione si sposta al CARA di Mineo.

Il centro di accoglienza venne istituito nel giro di poche ore il 18 marzo del 2011, a fronte dell’emergenza delle rivolte nord africane.

A pochi chilometri dal comune di Mineo vi erano già belle e pronte circa 400 villette che l’impresa Pizzarotti di Parma aveva costruito qualche anno prima per ospitare i militari statunitensi di stanza a Sigonella.

Purtroppo, per Pizzarotti, gli americani, (che quando decidono decidono), trovarono ad un certo punto inadeguata quella sede e scelsero altra soluzione.

Alla Pizzarotti rimaneva quindi sul groppone l’indigesto boccone di un agglomerato di cemento concentrato in settantamila ettari di verde e dal costo di mantenimento non indiffirente. Roba da far fallire anche un colosso.

Ma proprio mentre sembra che l’affare sia perso, ecco venire in soccorso la solita “emergenza” che riesce sempre a trasformare la disperazione di alcuni in enormi affari per altri.

Arrivano i barconi.

Migliaia di migranti che scappano da guerre e povertà.

Li si deve accogliere.

E dove?

A Mineo, perchè no?

E scatta la solita emergenza.

Il governo Berlusconi trova subito la soluzione.

I migranti andranno a Mineo, nelle belle case di Pizzarotti che le affitterà al governo italiano per sei milioni l’anno, risolvendo così un problema: il suo.

Viene anche nominato il solito Commissario, Delegato per l’Emergenza Migranti del Nordafrica.

E viene scelto il noto esperto di problemi dell’immigrazione, l’allora presidente della provincia di Catania, Giuseppe Castiglione.

Il quale si avvarrà di altro esperto, Giovanni Ferrera, che si occuperà della redazione dei bandi di gara per la gestione del centro, risultando poi presidente della prima commissione di gara, commissario della seconda ed infine, attualmente, direttore generale di quel consorzio di comuni “Terra dell’Accoglienza” cui alla fine è stata affidata, caso unico al mondo, la gestione dell’affare.

Ma facciamo un passo indietro.

Dal momento della proclamazione dello stato d’emergenza, marzo 2011, la gestione dell’accoglienza viene affidata alla Croce Rossa.

Ci si accorge presto che i costi sono enormi. Gli ospiti previsti inizialmente sono mille per un costo di 35 euro al giorno ciascuno.

In realtà arrivano presto a quattromila e la spesa raggiunse i quattro milioni duecentomila euro mensili. Al mese.

Al Dipartimento della Protezione Civile qualcuno si accorge che forse la legge richiederebbe una bella gara d’appalto.

E si attiva.

Anzi, si attivano gli uffici del Commissario Delegato, che provvedono il 5 di agosto (con l’emergenza esplosa a marzo!) ad indire questa benedetta gara.

Il 5 agosto è un…venerdì.

E di venerdi gli uffici pensano bene di indire questa gara milionaria con una semplice mail, neanche di posta certificata, inviata ad una serie di operatori del settore.

La scadenza per la presentazione delle offerte viene fissata alle ore 13 del…17 agosto!

Quindi, nel frattempo ci sono due week end e il ferragosto per esaminare un bando certo non semplice ed elaborare un’offerta non facile.

Più che di emergenza, si potrebbe forse parlare di isteria.

In realtà la semplice mail di invito alla gara inoltrata alle ditte specializzate era un’anticipazione della più formale raccomandata che alle aziende arriverà solo il 12 agosto.

La singolarità di questa raccomandata è che risulta spedita il 6 agosto 2011, alle ore 8.54…dall’ufficio postale di…Bronte. E il 6 agosto è sabato.

Andiamo avanti.

La gara viene aggiudicato ad un consorzio di imprese del variegato mondo di Legacoop.

E’ il consorzio SISIFO, con dentro le cooperative SOL.Calatino, Senis Hospes, Casa della Solidarietà, la srl Cascina Global Service, la Croce Rossa e l’impresa Piozzarotti.

Ben rappresentati quindi, oltre la Legacoop, Comunione e Liberazione e il PDL allora Alfaniano oggi Nuovo Centro Destra.

A fare la differenza nella valutazione del consorzio vincitore dell’appalto è l’aver acquisito, poco tempo prima della gara, un “centro di cottura pasti” a Vizzini, e quindi entro I 30 chilometri di distanza dal CARA di Mineo previsti dal bando.

Pare che anche questa sia una singolarità del bando, in quanto l’individuazione come criterio della “distanza in chilometri” sarebbe in contrasto con la più conforme “distanza in tempi”, ma questi sono aspetti tecnici di altra natura.

In ogni caso è certo che il centro cottura acquisito da Cascina srl risulterebbe l’unico dell’intera zona.

Altra particolarità, al requisito della disponibilità di un centro cottura esterno al CARA (da utilizzarsi solo in caso di ulteriore emergenza) il bando assegna ben 4 punti, arrivando a 6 nella gara successive.

E questo farà la differenza.

L’appalto viene quindi aggiudicato al Consorzio con capofila SISIFO e comincia la gestione a partire da settempre 2011, con scadenza 31 dicembre 2012.

La capienza del CARA si consolida per tutto il periodo sui 4.000 ospiti, con punte di 6.000.

Il giro d’affari supera I 60 milioni di euro, centinaia le persone assunte senza alcun concorso.

Negli uffici del Commissario Delegato, tanto attivi a cavallo di ferragosto, nessuno si accorge della scadenza del dicembre 2012, e si entra nella solita “emergenza dell’emergenza dell’emergenza”.

Quindi… proroga.

L’appalto milionario viene infatti prorogato, sino ad oggi, per un intero anno.

In uno degli atti di proroga, praticamente avvenuti trimestralmente, il direttore generale del consorzio di comuni, il Giovanni Ferrera  di cui sopra, arriva a scrivere: “Ritenuto che, alla luce di quanto sopra rappresentato, nelle more dello svolgimento di una gara d’appalto ad evidenza pubblica e del perfezionamento del nuovo contratto di gestione, si rende indispensabile provvedere, in via di urgenza, alla proroga del contratto sottoscritto il 22 maggio 2013 con il Consorzio “Sisifo”, la cui scadenza è prevista per domani (30 giugno), sino al 30 settembre 2013, data di scadenza del citato atto di proroga della convenzione con la Prefettura.”

Quindi, al consorzio di comuni, esperti di appalti sui servizi all’emigrazione, si sono accorti della scadenza solo il giorno prima, dovendo così, poveretti, procedere in urgenza!

“Urgenza” che però si riproporrà anche alla scadenza di settembre, tanto che lo stesso Direttore Generale Ferrera ne disporrà ulteriore proroga sino al 31 dicembre 2013.

Quanto dura l’urgenza dale parti di Mineo non è ancora chiaro, di certo si sono spesi, in regime di prorogatio, altri sessanta milioni di euro, oltre che assunte senza alcun controllo centinaia e centinaia di persone!

E’ probabile che tra Natale e Capodanno vengano spediti gli inviti per la nuova gara, magari intorno alla mezzanotte del 31 dicembre.

E perchè quel sabato del 6 agosto la raccomandata di invito alla gara milionaria sia partita proprio da Bronte ancora non si è capito.

LA RACCOMANDATA

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LA PROROGA

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La prorogoga Giugno Settembre_Pagina_3

 

La prorogoga Giugno Settembre

La proroga settembre dicembre