Sabato 12 maggio, a partire dalle 17 e sino a giorno 26, al Palazzo dei Duchi di Santo Stefano di Taormina, una speciale occasione di respirare Cultura, Arte e Spiritualità in una vera e propria kermesse che riunisce l’affascinante storia della famiglia Giachery, con uno dei suoi esponenti ministro del culto religioso dell’amore universale Baha’i, che si intreccia con il percorso umano ed artistico del barone Salvatore Bonajuto, discendente di una delle più antiche famiglie siciliane, che è sempre stato un artista, amante del bello in tutte le sue forme che trova la massima espressione nella cura degli splendidi giardini cui dedica la sua passione, unita a quella per la pittura che adesso supera finalmente la timidezza della sua sobrietà intimista per rivelare senza compressioni tutte le emozioni che si celano dietro ogni opera. Un evento da non perdere.

Salvatore Bonajuto è persona notissima a Catania ed il suo illustre cognome porta immediatamente alla memoria dei catanesi quello splendido gioiello che è la Cappella Bonajuto, uno dei pochissimi siti di epoca bizantina ancora esistenti al mondo e di proprietà delle sua famiglia che ne ha curato un prezioso restauro agli inizi del 2000.

Basterebbe questo per immaginarne la sensibilità e l’abitudine innata a confrontarsi con l’importanza della Storia, dei suoi insegnamenti, dei suoi pericoli e delle insidie come delle opportunità.

Ma non basta, perché il Barone è anche un raffinato “architetto del verde”, che dedica molto del suo tempo e dei suoi studi alla realizzazione di splendidi giardini, a partire da quello della propria tenuta di Villa Trinità a Mascalucia dove ogni anno organizza una rassegna artistica, “Dove fiorisce la Jacaranda”, che ormai dal 2012 unisce botanica ad arte con numerosi artisti di livello internazionale che espongono e realizzano direttamente in questo splendido giardino le loro opere.

Insomma, un vero e proprio mecenate come purtroppo ce ne sono davvero troppo pochi da queste parti.

Ed anche un artista, raffinato e sensibile che usa i materiali più diversi per esprimere le sue mutevoli emozioni, che vengono così “scaricate” sulla classica tela, ma anche legno, intonaco, carton gesso e persino muro grezzo.

Ne vengono fuori opere uniche, paesaggi che Bonajuto dipinge spesso immaginandoli come visti dall’alto, per renderne al massimo la purezza.

L’Etna affiora spesso, a volte gigantesca ma placida in altre impetuosa e violenta nelle sue eruzioni.

Ma anche scorci di Taormina, di cui va a cercare angoli ancora incontaminati, ed una vera passione per la deliziosa città di Matera le cui abitazioni gli ispirano quel senso dell’armonia urbanistica che appare come un miraggio nel caos della nostra realtà.

Dietro ogni spatolata spesso grandi dolori che proprio in quei colori si diluiscono, sino a lasciare spazio a nuove emozioni, in un continuo divenire che rende sereno il distacco da ogni opera che nella visione di Bonajuto diventa quasi figlio da liberare, portatore di emozioni vissute che una volta espresse in arte diventano patrimonio comune, liberando energie per nuovi percorsi.

Un’involontaria assonanza con l’altro tema centrale di questa interessante e coraggiosa esposizione, il pensiero Baha’i, la religione abramitica di origine persiana che predica un solo Dio ma soprattutto afferma che la rivelazione religiosa non è assoluta, ma relativa e progressiva, rifiutando così credenze e dogmatismi settari, arrivando a sostenere che la Terra è un unico paese in cui si devono accogliere e difendere tutte le diversità per poter giungere alla pace ed al benessere universale.

Insomma, un evento di grande seduzione davvero da non perdere.

Il 12 inaugurazione alle ore 17 – Dal 13 al 26 maggio Palazzo dei Duchi di Santo Stefano – Taormina

visitabile tutte le mattina dalle 9 alle 13

 


Salvatore Bonajuto nasce a Catania il 18 gennaio 1963. Si laurea in Scienze agrarie ma dimostra sin da giovane una spiccata propensione verso l’arte e la pittura. Prende lezioni di ceramica con Rita Papale, lezioni di pittura con D’Inessa e di acquerello con Alessandra Bruno. L’esordio pubblico avviene negli anni Settanta quando partecipa con i suoi primi lavori a carboncino ad una delle ultime edizioni della mostra collettiva tenuta A Mascalucia ‘Incontro con la pittura’. Partecipa e vende ad una collettiva di pittura organizzata dal Rotary e dal Rotaract di Caltanissetta; partecipa e vince un premio ad estemporanea di pittura organizzata dal comune di Mascalucia negli anni ’90, la sua opera viene acquisita dal comune. Nel 2001 restaura la Cappella di famiglia di epoca bizantina, la Cappella Bonajuto. Dal 2012 organizza nel giardino della sua villa a Mascalucia, ‘Dove fiorisce la jacaranda’ evento dedicato a varie forme d’arte, letteratura ed alle piante da collezione. Partecipa a collettiva durante l’evento ‘Dove fiorisce la Jacaranda’ a Mascalucia giugno 2017.  Nel dicembre 2017 espone presso Abitare, negozio di arredi di qualità a Catania, numerose opere.  Molti lavori di Bonajuto sono stati venduti a Catania, Caltanissetta, Torino, Firenze e Boston. Uno dei suoi acquarelli è stato omaggiato ad Oprah Winfrey. Un tratto di spatola così emozionante, quello di Bonajuto, così caldo e comunicativo, che una sua opera di grandi dimensioni è stata selezionata per  decorare il nuovo padiglione dell’istituto di cardiologia al policlinico di Catania.