Il sindaco, ormai scaduto, sta tentando le operazioni più disperate che si siano viste in una campagna elettorale dai tempi di Atene. Dopo la clamorosa “inaugurazione” del patetico finto cantiere della Zona Industriale, sempre più abbandonata ed ora anche presa in giro, ieri un’incredibile video-confessione apparso sulla sua bacheca FB, in cui Bianco prova a scaricare una responsabilità, quella del disastro dell’abbattimento del Tondo Gioeni, che è esclusivamente sua. E viene infatti duramente smentito proprio da quel luminare accademico che lo stesso Bianco cita a suo sostegno, il professore ordinario dell’Università di Catania Antonio Badalà, che dopo aver visto il video interviene anche lui su Facebook definendolo “VERGOGNOSO” con l’aggravante che “CERTE SCENEGGIATE FANNO VENIRE IL VOLTASTOMACO”. Una bella “Operazione Verità”, non c’è che dire…IL VIDEO

Il Tondo Gioeni è e rimarrà uno dei temi più caldi di questa campagna elettorale ed anche uno dei simboli più plastici ed evidenti di cosa sono stati per la città questi 5 anni di amministrazione Bianco: un disastro senza precedenti!

Enzo Bianco lo sa benissimo e ne tenta una tracotante mistificazione.

Nel pomeriggio di mercoledì pubblica sulla sua pagina Facebook un video dal roboante titolo “Operazione Verità”.

La scena è ripresa nel suo studio, in primo piano con alcuni documenti e ritagli di giornale sulla scrivania.

Il tentativo di Bianco è evidente e persino dichiarato nella sua disperazione: scaricare su Stancanelli, passando persino per lo scomparso Scapagnini, la responsabilità dell’abbattimento più sbagliato nella storia della città di Catania, che a distanza di ben 5 anni continua a rappresentare uno scandalo irrisolto.

Nella sua patetica narrazione, il sindaco in scadenza Bianco arriva all’assurdo pessimo gusto di paragonare la vicenda del Tondo Gioeni alla tragedia immane del comune di Rigopiano: davvero orribile.

A rispondere, dopo pochissimi minuti e sempre sul social, l’ingegnere Giacomo Guglielmo che fu l’esperto del sindaco Stancanelli per la mobilità e l’inventore di una delle poche cose utili fatte in tutti questi anni, quel BRT che ovviamente adesso è quasi interamente smantellato: ma lasciamo perdere.

Guglielmo risponde al sindaco nello stile tipico dei post: “Enzo Bianco: basta! Lo hai abbattuto tu. Non noi! Le narrazioni sono finite. Pure il video e la citazione di Rigopiano! Uso parziale e strumentale di alcuni documenti. Il ponte non costituiva pericolo per le persone per crisi strutturali, ed abbatterlo senza realizzare il sottopasso e riempiendo l’esistente una follia dal punto di vista della viabilità, cronaca di un ingorgo cronico annuciato. Raffaele Stancanelli saggio. Bianco irresponsabile per la viabilità, decisore scarso, ma vergognati a usare la tragedia di rigopiano! Ti devi vergognare!
PRENDITI LE TUE RESPONSABILITÀ E NON provare a infagare me e il sindaco Stancanelli che si é fidato dei suoi tecnici, dicendo che siamo pazzi assassini. Vergognati e chiedi scusa ai catanesi per la tua bella minchiata!”

E vabbé, si dirà, l’ing. Guglielmo era l’esperto del sindaco Stancanelli e ci sta che reagisca, ognuno fa la propria parte e sin qui potrebbe considerarsi normale polemca politica se non fosse che i fatti appaiono chiari a chi deve transitare ogni giorno dal Tondo Gioeni.

Ma è quello che accade due ore dopo la pubblicazione del video-post di Bianco ad essere davvero clamoroso.

Nel suo racconto infatti il sindaco mostra con enfasi un documento, (che in realtà scopriremo noi dopo essere soltanto una pagina di una relazione di oltre 200). 

 

Al minuto 1.20 del video Bianco afferma: “Ma la cosa più importante è che nel dicembre dello stesso anno, 2003, una delle massime autorità in materia di sicurezza e in materia di ingegneria scrive a tutte le autorità questa lettera in cui si parla, è il professore Antonino Badalà, Ordinario della Facoltà di Ingegneria di questa materia, dove parla esplicitamente delle condizioni di pericolo…”

Ma ecco che sarà proprio il professore Badalà a farla “l’Operazione Verità”, con poche righe sullo stesso FB: “È vergognoso leggere i documenti a metà!…Il ponte era da adeguare sismicamente, mica da abbattere!!! Certe sceneggiate fanno venire il voltastomaco!…Bianco ha paralizzato la città!…perché non è riuscito a cambiare destinazione ai fondi impegnati per la demolizione e non per il risanamento strutturale!….siamo nell’Italia dei paraocchi!!!”

Un’abbondanza di punti esclamativi e di sospensione che testimoniano il grado di indignazione raggiunto dall’illustre accademico che da “teste a favore” si è trasformato nel più autorevole accusatore.

L’imprudenza, o l’impudenza, di Bianco di tirare in ballo il prof. Badalà gli è costata carissima, ma alla fine è stata utile a chiarire definitivamente a chi i catanesi devono il bel regalo degli ingorghi del Tondo Gioeni: ad Enzo Bianco!

L’ennesimo boomerang per un sindaco, quasi ex, che nella sua disperata ed insopportabile autoproclamazione continua imperterrito a trascinare quell’intera disgraziata città che ha letteralmente devastato.