Le votazione delle Rappresentanze Sindacali Unitarie del 2018 si sono svolte il 18, 19 e 20 aprile scorso. Si è votato in tutta Italia, nelle varie amministrazioni pubbliche, tra cui la ex Provincia di Catania ed ora Città Metropolitana. Malgrado le difficoltà iniziali, legate anche all’esclusione immotivata e poi evitata per una parte di alcuni candidati, a trionfare sono state le piccole sigle autonome di base CISL Funzione Pubblica, USB Pubblico Impiego e CNEL Asbel, contro le più quotate firmatarie di contratti collettivi nazionali CGIL FP e UIL tra le altre. Gli esclusi, poi reintegrati nell’elettorato passivo e risultati eletti, erano tutti dipendenti precari, rappresentati appunto dalle piccole sigle

Un tentativo poco chiaro da parte dell’ente metropolitano e dai grandi e sindacati, di escludere alcuni candidati dalle elezioni delle RSU, perchè semplicemente lavoratori “a tempo determinato” della ex Provincia. Senza valutare però che rispetto alle precedenti votazioni di tre anni fa e del 2012, quando i “precari”furono esclusi (ma non in tutti gli enti locali italiani), oggi questi lavoratori in servizio dal 2001 senza soluzione di continuità e regolamentati dalla legge 124/2015 o legge  “Madia”, sulla riforma delle Pubbliche Amministrazioni,  devono essere considerati alla stregua di dipendenti a tempo indeterminato, poichè all’interno del bacino di stabilizzazione finanziato dalla Regione Sicilia.

Pertanto il tentativo di bloccare la partecipazione di queste persone all’elettorato passivo, grazie al ricorso dei sindacati all’ispettorato Territoriale del Lavoro, è risultato inutile. Il Comitato dei Garanti infatti si è pronunciato favorevolmente pochi giorni prima del voto, consentendo ai lavoratori in questione di candidarsi.

In questo senso, anche l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, ARAN, si era pronunciata favorevolmente, non riconoscendo motivi validi per l’esclusione gratuita di questi dipendenti.

Le RSU sono un organismo sindacale, presente nei luoghi di lavoro, e rappresentano lavoratrici e lavoratori, svolgendo il proprio ruolo a tempo determinato, per tre anni, al termine dei quali decadono automaticamente. Sono costituite da non meno di tre persone elette da tutti i lavoratori iscritti e non iscritti al sindacato. I componenti delle RSU sono eletti su liste del sindacato ma possono anche non essere iscritti a quel sindacato, in ogni caso gli eletti rappresentano i lavoratori, non il sindacato nella cui lista sono stati eletti.

Ed a proposito delle scorse elezioni, si dice soddisfatto il segretario provinciale della CNL Asbel, Antonio Dell’Ombra, anche lui tra gli eletti, che già in passato aveva sollevato questioni di notevole rilevanza sull’operato e la gestione della Città Metropolitana, come nel caso della mancata approvazione del PEG Provvisorio 2017 o sull’enorme finanziamento di oltre 9 milioni di euro destinato alle periferie e di fatto dirottato al Centro Fieristico “Le Ciminiere”: “Siamo felici di aver permesso anche ai dipendenti precari di candidarsi, non se ne capiva l’esclusione. In tutta la Sicilia a livello di pubbliche amministrazioni sono circa 23 000 i precari, e ad oggi sono 37 i dipendenti da stabilizzare della Città Metropolitana su 607 totali in organico, sulla base della legge “Madia”nel triennio 2018-2020. Queste persone non hanno aderito all’ingresso con declassamento dalla fascia c – d a quella b, tra il 2008 e il 2010, diversamente da altri 180”.