Di fronte alla prima Ordinanza del nuovo Sindaco di Catania mi sono imposto – e chiedo ora di farlo anche a chi legge, di valutare la cosa senza pre-giudizi.

È uno sconcio quel che accade in Corso Sicilia ogni notte? A mio parere lo è. È uno spettacolo a cui nessuno dovrebbe mai assistere, soprattutto di cui nessuno dovrebbe mai essere protagonista.

Ora arriva l’Ordinanza Numero 89 del 4 luglio 2018 dove si preannunciano “… interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio o di pregiudizio del decoro urbano…“ per tutelare – si spiega più avanti – tanto i residenti, quanto i turisti che negli ultimi anni risultano in forte aumento.

Certo il modo i cui vivono i “senza tetto” che trovano rifugio sotto i portici di Corso Sicilia è tutto tranne che decorativo. Si tratta senza dubbio di un problema per la città (uno dei tanti) ma si tratta altresì di persone che hanno gravi problemi e in quanto tali vanno aiutate.

I problemi per la città e quelli di chi ha bisogno di aiuto certamente non si risolvono “indignandosi” per la presa di disposizione “forte” del nuovo Sindaco, né tanto meno “schifando” stracci, abiti e cartoni abbandonati il mattino dopo sul luogo del bivacco.

La Sicilia è, in Europa, la regione con il più alto tasso di persone a rischio povertà: il 41,8 per cento. Catania nella classifica di vivibilità delle città italiane si colloca al 103esimo posto.

La situazione è davvero complessa. E chi la conosce da vicino racconta come a una parte consistente di questi “ultimi” sia stato proposto a più riprese a da organizzazioni le più diverse un ricovero: magari temporaneo, ma almeno dignitoso. Senza risultato perché siamo di fronte a violenti problemi di disagio interiore, aggravati qualche volta (ma non sempre) dal consumo di sostanze intossicati: una combinazione che non consente a queste persone di intraprendere autonomamente la strada necessaria per uscire dal loro personale inferno.

Ovvio che non sarà la minaccia di sanzioni pecuniarie a risolvere questa situazione. Per avere qualche speranza di successo l’aiuto da fornire deve avvalersi di equipe miste composte da esperti di vario settori che possono/devono anche contemplare la presenza delle forze di pubblica sicurezza.

Altro non serve: volontari di organizzazioni religiose e laiche sono giù da anni all’opera per assicurare almeno il minimo indispensabile alla sopravvivenza di questi infelici.

Mettiamo dunque da parte i pre-giudizi e chiediamo tutti insieme al Sindaco a all’Amministrazione comunale tutta di avere un occhio di riguardo per chi è già all’opera: magari di fornire qualche aiuto non tanto economico quanto logistico al loro coordinamento.

L’ Ordinanza Numero 89 prevede sanzioni pecuniarie anche per chi imbratta i muri della città. Ordinanze del genere esistono(con esiti molto diversi tra loro) in tutte le grandi città europee. Quindi non c’è materia per dissentirne. A questo proposito mi permetto un consiglio su una materia che per mestiere conosco bene: attenzione perché non tutti gli “sgorbi” sui muri sono uguali. L’enorme murales di Blu a Librino o il grande pesce disegnato sopra la fontanella di Via Spampinato angolo Grotte Bianche non sono oggetti da sanzionare, ma da custodire. Nessuno ha chiesto agli autori di produrle, nessuno gli ha dato il permesso per farle, nessuno li ha pagati: ma si tratta di vere e proprie opere già classificate da giornali e riviste specializzate che si occupano di street-art.

Ancora. L’Ordinanza Numero 89 prevede restrizioni per chi abbandona contenitori di bevande (non solo i “senza dimora” Sindaco, non solo da loro…!) per la strada provocando l’eterno sconcio del mattino seguente. Qualcuno potrebbe non essere d’accordo con una misura del genere? Certo che no!

Provvedimenti di questo genere sono simbolici. Salvo Pogliese sa che alla lettera non sono inapplicabili. Ma perlomeno lanciano un segnale. In questo ultimo caso il problema si risolve solo alla radice, partendo dall’ educazione impartita a scuola (la Sicilia ha la più alta percentuale di abbandono scolastico dell’intero Paese 23,5%) e ancora prima da quella proveniente dalla famiglia: di qualsiasi tipo e genere di famiglia si tratti.

Da ultimo. Sindaco Salvo Pogliese ora i cittadini che le hanno affidato il compito di amministrare Catania si aspettano che all’ Ordinanza del 4 luglio 2018 ne segua immediatamente un’altra riguardante la raccolta rifiuti: in una città che – certo non per colpa sua – tra i rifiuti ci naviga da tempo. Perché i turisti pure la spazzatura fuori controllo vedono bene: sparsa fuori e dentro il centro storico. Così come vedono lo stato in cui è ridotto il mare di Catania, dalla Scogliera giù giù sino alla Playa.

Sindaco Salvo Pogliese se ciò non accade – e presto – con l’Ordinanza Numero 89 del 4 luglio 2018 sembrerà che la nuova Amministrazione di Catania stia guardando non alla luna ma al dito che la indica.


Aldo Premoli milanese di nascita, vive tra Catania, Cenobbio, New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1980 e il 1982 collabora con le riviste “Belfagor” di Luigi Russo e “Alfabeta” di Nanni Balestrini. Giornalista professionista, tra il 1989 e il 2000 dirige il periodico specializzato nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post Italia”, “Artribune”, collabora con “East-West” Ha pubblicato libri di saggistica e ha fondato, con Maurizio Caserta ed Emma Averna, l’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa e il Centro Studi sulle migrazioni che porta lo stesso nome. Dirige il tendermagazine SudStyle.