Se il decreto 153 del 4 maggio, con cui la Corte dei Conti ha di fatto decretato il dissesto del Comune di Catania, ha sollecitato la principale attenzione da parte dell’opinione pubblica, è tuttavia il successivo 154 a contenere in 52 pagine una quantità di rilievi mossi all’amministrazione Bianco da lasciare allibiti ed a rendere del tutto inspiegabili i motivi per i quali sia stato consentito a questa gente di aggravare senza scrupoli una condizione che ha ulteriormente esposto fornitori e creditori di ogni genere. Gli imbrogli, perché di questo si tratta, sono stati ripetuti e macroscopici: entrate sovrastimate e uscite sottostimate, poste contabili spostate da un anno all’altro per falsare i risultati contabili, transazioni a gogo senza alcun risparmio, l’incredibile vicenda della AMT in liquidazione, la revisione del piano di riequilibrio illegittima deliberata in ritardo, i debiti con le partecipate nascosti, le stabilizzazioni irregolari, l’utilizzo scorretto ed esagerato delle anticipazioni milionarie, i tempi di pagamento non rispettati: tutti aspetti più volte e dettagliatamente denunciati da questa testata. Adesso la Corte dei Conti ha trasmesso i suoi decreti di dissesto alla Procura della Repubblica di Catania: racconteremo anche questo.

Intanto vogliamo limitarci a segnalare, visivamente, alcuni stralci di queste 52 pagine, che in ogni caso mettiamo a disposizione integralmente.

Vogliamo farlo attraverso alcune immagini, screenshot del decreto, proprio per depurare l’intervento da tutta quella indignazione che deve ricavarsi da una lettura che fa emergere l’irresponsabilità molto probabilmente criminale di chi ha gestito senza alcuno scrupolo la città di Catania, affogandola in un mare incontenibile di minchiate per il solo gusto, si spera, di acclamarsi imperatore.

Certo, alcune delle criticità denunciate dalla Corte dei Conti, in particolare le transazioni ultra milionarie e le proroghe infinite degli appalti, compreso quanto emerso dalle indagini della DIA di Catania nel settore rifiuti, fanno ritenere che in questi anni ci sia stato ben altro che colpevoli “irregolarità contabili”.

Tanto per segnalarne uno:

Adesso questa carrellata, che nei prossimi giorni approfondiremo punto per punto perché Catania ha bisogno di verità e, soprattutto, di sapere che i colpevoli della tragedia che sta per abbattersi sulla città saranno perseguiti!