Ancora una volta si prova a rianimare la città di Catania, certificata in coma profondo appena qualche giorno fa dalla Corte dei Conti. Nell’ambito del “decreto mille proroghe” in discussione al Senato, è stato approvato un emendamento che potrebbe rimescolare le carte e dare un pò di fiato. Protagonista della seduta il senatore Raffaele Stancanelli, già sindaco di Catania, che aveva presentato un emendamento, poi rimodulato da Forza Italia, che avrebbe allontanato la dichiarazione di dissesto. In realtà ne è stato approvato unaltro, l’1.23, dal contenuto meno chiaro ma che lascia spazio a qualche speranza. La soddisfazione del sindaco Pogliese e quella un pò fuori luogo di Enzo Bianco cui risponde ironicamente Stancanelli: “Non l’ho visto in aula…”

Ci si tenta ancora, sino all’ultimo, com’è giusto che sia.

All’indomani dei due decreti della Corte dei Conti cha hanno fotografato in maniera brutale la reale situazione finanziaria del comune di Catania, individuando anche le prime responsabilità e smascherando alcuni tra i più macroscopici maneggi contabili degli ultimi 5 anni, il neo sindaco Salvo Pogliese era subito volato a Roma per attivare possibili interventi che mitigassero i rigori della Corte, trovando nel sottosegretario agli Interni Candiani, commissario della Lega proprio a Catania, una sponda utile.

La strada più immediata la si è trovata nel decreto “mille proroghe”, in discussione al Senato, che all’art.1 prevede alcuni interventi proprio sugli enti locali.

Il tentativo più generoso è stato quello del senatore Stancanelli, poi seguito da Forza Italia con analogo emendamento Schifani-Bernini, che proponevano, dopo il comma 2, di aggiungere: «All’articolo 1, comma 889, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole ”nel termine di quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge” sono sostituite dalle parole ”entro il 30 settembre 2018” ed è aggiunto in fine il seguente periodo formulato: ”Sono sospesi temporanea- mente gli effetti di eventuali provvedimenti adottati dalla Corte dei Conti, che accertino le condizioni di dissesto dell’ente, sino ad avvenuto esame del piano di riequilibrio rimodulato o riformulato in base al comma 888 del presente articolo”».

Raffaele Stancanelli

Questo avrebbe davvero risolto la questione, ma è stato respinto, trovando invece sponda in altro emendamento che è stato invece approvato dalla maggioranza con il sostegno anche di Forza Italia e Fratelli d’Italia, ma con il voto contrario del Partito Democratico: “Nell’anno 2018, qualora sia stato presentato o approvato alla data di entrata in vigore del presente decreto, un piano di riequilibrio finanziario pluriennale di cui all’articolo 243-bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, rimodulato o riformulato, il comma 7 dell’articolo 243-quater del medesimo decreto legislativo si applica soltanto al nuovo piano definitivamente approvato dalla Corte dei Conti, senza che rilevi il mancato raggiungimento degli obiettivi intermedi fissati dal piano originario. Nell’anno 2018, non si applicano le norme vigenti in contrasto con quanto disposto al comma 2-bis”.

In estrema sintesi, da questa formulazione, parrebbe che gli effetti del giudizio della Corte dei Conti verrebbero di fatto sterilizzati perché andrebbero riformulati sull’ultimo piano di riequilibrio ancora in corso di valutazione, come ben sappiamo, dal Ministero degli Interni e non su quello originario del 2013 non rispettato dall’amministrazione Bianco e per questo sanzionato dalla Corte.

Roba un pò complicata.

Cercheremo di capirne di più.

Intanto è stata subito espressa soddisfazione dal sindaco Pogliese,  “per l’approvazione  al Senato  dell’emendamento al decreto milleproroghe che consente di sospendere le dichiarazioni di dissesto operate dalla Corte dei Conti ai sensi dell’art. 243 comma 7 del Tuel ( mancata adozione misure intermedie del piano di rientro) a quei comuni che approvano un piano finanziario di riequilibrio, rimodulato o rifomulato, entro la data di conversione del decreto, il 24 settembre.
“Mi sento di ringraziare il sottosegretario all’interno Candiani e i senatori Schifani e Stancanelli che hanno sostenuto l’emendamento, ma anche gli incoraggiamenti giunti dall’opposizione  al nostro totalizzante impegno per salvare Catania dal dissesto. Considero questa norma -infatti- solo il primo passo di un percorso più articolato per arginare la grave situazione debitoria e su cui nei prossimi giorni ci confronteremo ancora con tecnici e forze sociali per individuare assieme le soluzioni più idonee nell’interesse di Catania.”

Nota di colore: nel pomeriggio solito intervento su FB dell’ex sindaco Enzo Bianco che ha provato a rivendicare, chissà perché, il risultato ottenuto al Senato: “Un importante successo per Catania. frutto di un lavoro congiunto. il senato ha appena approvato un emendamento al decreto milleproroghe. Consente di rivedere il piano di rientro entro il 24 settembre ed evitare il dissesto al comune di Catania. un’azione sinergica. Anche dall’opposizione continuo a lavorare per la mia città!!! come è giusto e doveroso. ma pochi lo fanno.”

Dove ha letto questa possibilità di “rivedere il piano di rientro entro il 24 settembre” non lo abbiamo capito, di certo è che, considerati i suoi risultati, forse è meglio che “lavori” un pò meno per Catania: per cortesia.

In ogni caso alla dichiarazione estemporanea di Bianco ha subito risposto in maniera ironica l’altro ex sindaco, firmatario dell’emendamento, il senatore Stancanelli: “Non l’ho visto in aula, forse oggi non ha partecipato alla seduta mentre il suo partito mi è sembrato che votasse contro! Io che ero presente in aula sono intervenuto ed ho comunque votato a favore dell’emendamento del relatore che ha riformulato quello presentato da me e quello del gruppo di FI! Il resto continua ad essere propaganda.”

Ca va sans dire…