È probabilmente opportuno, adesso, rinfrescare la memoria a quanti l’hanno miracolosamente perduta. Era il 30 maggio 2017 quando offrivamo ai nostri lettori, ma anche come avvertimento ai consiglieri comunali pronti all’ennesimo scempio, una lettura di alcuni dati contabili che riportavano all’origine del disastro finanziario che adesso è diventato tragedia: una quantità incredibile di mutui con i quali non si è costruita nessuna opera, nessuna infrastruttura, ma finanziato spesa corrente e cliente che adesso pagheranno, con noi, i nostri figli, nipoti e bis nipoti, per colpa di autentici scellerati che ancora oggi girano allegramente a piede libero talmente tracotanti da superare ogni decenza. E la domanda è: Chi ha contratto la maggior parte di questi debiti? E si badi che dall’elenco allegato alla proposta di rinegoziazione non risultano quelli già estinti col sangue dei catanesi e quelli senza i requisiti per essere rinegoziati…

Ecco l’articolo del 30 2017:

Questa sera, martedì 30 maggio (2017, ndr), i consiglieri comunali, probabilmente sempre gli stessi, andranno a ratificare l’ennesima farsa. La giunta Bianco ha deciso di “allungare” ancora i debiti già sulle spalle dei catanesi portandone al 2042 la scadenza. Dei 219 mutui “allungabili” per oltre 200 milioni di euro, 70 milioni ancora in corso sono ascrivibili al periodo delle precedenti amministrazioni di Bianco negli 11 anni di governo della città. Da aggiungersi gli altri 170 milioni non rinegoziabili, i quasi 200 del DL35 e le anticipazioni di tesoreria mostruosamente triplicate dal 2013. I nostri nipoti, compresi quelli non ancora nati, ringraziano. Tutti i documenti.

Non sanno più cosa inventarsi per tirare a campare e pur di racimolare qualche centinaia di migliaia di euro l’anno le studiano tutte.

L’ultima trovata è contenuta nella delibera di giunta proposta dal Ragioniere Generale Massimo Rosso: “Rinegoziazione dei mutui concessi dalla Cassa depositi e Prestiti giusta circolare 1287 del 12 aprile 2017.”

In realtà non c’è nessuna “rinegoziazione” ma un banalissimo allungamento nei tempi di rimborso che consente al comune di pagare una rata semestrale più bassa, trasferendo alle future generazioni il peso dei maggiori interessi.

Per quanto riguarda i tassi di interesse, verrà applicato il principio geniale dell’equivalenza finanziaria per cui in pratica saranno gli stessi della stipula, ormai decisamente fuori mercato, basti considerare che alla data odierna un indice di riferimento per gli spread, l’Eurirs a 30 anni, si ferma all’1,44%.

I catanesi, grazie alle brillantissime gestioni finanziarie subiscono invece questi tassi:

Ottimo, davvero.

Dalla lettura della proposta di delibera si possono ricavare alcuni dati interessanti sulla consistenza di alcuni dei debiti sulle spalle dei catanesi, non nati compresi:

Non male. Tanto “rinegoziamo”, chi se ne frega?

A questi aggiungiamo con leggerezza i quasi 200 milioni euro contratti l’anno scorso aderendo al famoso DL35 che avrebbe dovuto consentire di abbattere i debiti delle società partecipate che in realtà non finiscono mai.

Ricordiamo, mentre che ci siamo, anche le mostruose “anticipazioni di tesoreria”, in pratica dei fidi in conto corrente che dovrebbero servire per le emergenze ed invece, pur duramente stigmatizzati dalla Corte dei Conti, utilizzati in maniera praticamente continuativa.

Interessante notare come dal 2013 l’enorme somma sia praticamente triplicata, dai 42 milioni del 2013 agli inconcepibili 144 del 2016:

Interessante poi notare quanto contenuto negli allegati alla proposta di “rinegoziazione” relativamente ai singoli mutui in discussione.

Nell’elenco se ne scorgono parecchi risalenti alle varie amministrazioni Bianco che, ricordiamolo, negli ultimi 28 anni ha governato la città per ben 11.

Ed infatti al 1989 risale il primo mutuo di “appena” 826 mila euro che ancora oggi, a distanza di 27 anni, ci carica un debito residuo di 247 mila euro.

Se consideriamo il periodo delle due sindacature precedenti dell’attuale sindaco, quella dell’88/’89 e quella del 1993-2000, i mutui relativamente a quel periodo di cui oggi viene chiesto l’allungamento sono ben 53 per un totale concesso di circa 107 milioni di euro ed un debito ancora residuo alla data odierna di 71 milioni.

Con alcuni di questi mutui, sempre nel periodo di sindacatura Bianco, sono state realizzate, non dimentichiamolo, alcune delle più tragiche operazioni in danno dei catanesi mai immaginate: l’acquisto di Palazzo Bernini (recentemente svenduto all’asta per un quarto del suo valore) e il Palazzo delle Poste di viale Africa che sappiamo tutti com’è ridotto.

Decine di milioni dei catanesi letteralmente buttati!

Nel 2042, quando (forse) scadranno queste rate, l’attuale sindaco di Catania avrà 91 anni e magari organizzerà un altro bel pranzo per festeggiare l’evento “a mò di G7”, sempre se nel frattempo non avranno di nuovo “rinegoziato”.

Intanto possiamo scommettere sui nominativi dei consiglieri comunali che questa sera voteranno l’ennesima trovata.

La proposta di rinegoziazione.

Gli allegati con tutti i mutui da inserire nella proposta di rinegoziazione.