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Le accuse della Procura a Bianco, Licandro, Pignataro & C....che avevamo anticipato di qualche annetto

06-08-2020 08:07

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Università, Focus,

Le accuse della Procura a Bianco, Licandro, Pignataro & C....che avevamo anticipato di qualche annetto

Tutti a strillare adesso...ma dov'erano nel 2018?

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E ancora una volta, l'ennesima, dobbiamo scriverlo: mentre troppi dormivano, o facevano finta e oggi si rincorrono a copiare ed incollare per primi atti cristallizzati in indagini già concluse, noi quei fatti li avevamo scoperti e raccontati alla Città ben due anni prima.

 

Ed ogni volta lo ricordiamo non per vanagloria o supponenza, ma solo per rimarcare il fatto che la Stampa Indipendente, quella vera, libera da ogni rapporto e sudditanza, serve eccome a raddrizzare storture ormai esagerate: checchè ne dicano scribacchini a stpendio, finché ce l'hanno.

Veniamo all'ultimo aggiornamento su una storia di tracotanza dispendiosa, per le tasche dei catanesi, che si aggiunge a tutte le altre che abbiamo e stiamo raccontando, di un modo spregiudicato e spesso anche criminale di utilizzare come bancomat le pubbliche risorse arricchendo bande di cialtroni senza arte né parte.

Il 10 agosto 2018 pubblicammo un pezzo in cui anticipavamo una enormità che stava per accadere, sperando in cuor nostro che magari servisse per farli ragionare: ma quando mai.

Era l'operazione più che fantasiosa per portare a casa, loro, il molto onorevole Orazio Licandro, che aveva da poco perso la bella poltrona di Assessore alla Bellezza e Saperi Condivisi (o al contrario Saperi e Bellezza Condivisa, poco importa tanto Catania non ha visto né l'una né l'altra).

Licandro era professore ordinario da qualche parte calabrese ad ibnsegnare Diritto Romano e fecero carte falsissime, questo dice la Procura, per farlo rientrare.

Ma l'articolo andatelo a leggere perché è gustoso e dà il senso di quello che accade dalle parti dei poteri catanesi.

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Si fermarono? Ma manco per niente, proseguirono imperterriti ed il successivo ottobre 2018, sempre mentre tutti gli altri dormivano beatamente nei loro copia e incolla, riportammo la notizia che l'operazione "Licandro a casa" si era felicemente conclusa.

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Continuammo a seguire la vicenda, perché questa è la linea editoria: non mollare mai sino a che non viene dimostrato da chi deve che non sono chiacchiere malmostose quelle che pubblichiamo.

Infatti attendiamo che l'esimio professore cominci le sue tanto attese lezioni, siamo a marzo 2019, e con Sara Obici ci "divertiamo", si fa per dire, a dimostrare in maniera plastica e documentale (con tanto di video) di cosa si trattase e di come venivano spesi 120 mila euro l'anno da aperte della combriccola dell'Università di Catania. 

Da lì non passa molto e arrivano le prime notizie direttamente dalla Procura, prima a luglio 2019 e poi gennaio 2020 con l'iscrizione dei signori nel registro degli indagati e poi con lo stralcio rispetto all'indagine principale "Università Bandita" che anche in quel caso noi di Sudpress...sorvoliamo:

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E veniamo all'ultimo aggiornamento, l'avviso di conclusione indagini del 23 luglio 2020.

La contestazione principale è individuata nell'art. 353 Bis del codice penale, una fattispecie che insieme all'abuso d'ufficio dovrebbe riguardare anche un gran numero di casi di cui ci stiamo occupando per altri enti e società pubbliche.

Si tratta della "turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente", aggravato dal fatto che sarebbe stato commesso in concorso da più di quattro persone.

 

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Tra questi c'è la prof. Maria Antonietta Paino, che sarebbe la principale esecutrice operativa del supposto disegno criminale e che non solo è rimasta bellamente a dirigire la ex Facoltà di Lettere, quella che fu del mitico Giarrizzo, ma è stata recente gratificata di un nuovo incarico addirittura di rilievo nazionale. Punto.

 

Vediamo cosa si legge nell'atto di conclusione indagini?

 

"Perché in concorso tra loro e con BASILE Francesco, MAGNANO SAN LIO Giancarlo e PIGNATARO Giacomo nei cui confronti si procede separatamente (in numero di cinque), nelle qualità di seguito riportate, al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente, con collusioni consistite nell'individuare preventivamente il destinatario di una chiamata per docenti di prima fascia, ovvero il professore LICANDRO Orazio, scegliendo il dipartimento nel quale incardinare il posto con la specifica finalità di consentire la chiamata del LICANDRO nel settore di sua competenza - turbavano il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando per un posto di professore di prima fascia presso l'Unict - Dipartimento di Scienze Umanistiche - settore scientifico disciplinare IUS/18 ­ Diritto Romano e Diritti dell'antichità adottato sulla base dell'art.l8 della legge 240/1O nelle parti riservate all'individuazione del Dipartimento, del settore disciplinare e della procedura prevista per lo svolgimento della selezione (condotta commessa anche in violazione dei principi di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione statuiti dall'art. 97 della Costituzione, in violazione delle prescrizioni dell'art. 3 del DPR n. 62 del 16 aprile 2013 (c.d. codice di comportamento dei dipendenti pubblici) in base al quale il dipendente pubblico "rispetta i principi di integrità correttezza, buona fede ... e agisce in posizione di indipendenza e imparzialità astenendosi in caso di conflitto di interessi. Il dipendente non usa a fini privpti le informazioni di cui dispone per ragioni d'ufficio ", nonché in violazione dell'art. 18 co. 1 lette) della legge 240/10 che riserva al Consiglio di Dipartimento la chiamata di professori di prima e seconda fascia e con la quale arrecavano un ingiusto vantaggio patrimoniale al LICANDRO).

 

Nello specifico:
PIGNATARO Giacomo (nella qualità di Rettore fino al febbraio 2017) ricopriva la qualità di concorrente in quanto, dopo avere ricevuto le sollecitazioni di BIANCO Vincenzo al fine di compiere le azioni necessarie per consentire una chiamata di prima fascia per il prof. LICANDRO, concordava con quest'ultimo l'avvio della procedura amministrativa più idonea a raggiungere tale obiettivo, individuando nel Dipartimento di Scienze Umanistiche, quello in cui procedere alla chiamata;

BASILE Francesco (nella qualità di Rettore dal febbraio del 2017) ricopriva la qualità di concorrente, in quanto, operando in continuità con PIGNATARO, concordava con MAGNANO SAN LIO le azioni da compiere all'interno del Dipartimento di Scienze Umanistiche per consentire la chiamata ex art.18 L.240/1O nel settore disciplinare di competenza del LICANDRO e sollecitava poi (anche per il tramite dello stesso MAGNANO SAN LIO) PAINO Marina (Direttore del Dipartimento di Scienze U anistiche) ad avanzare una proposta di chiamata di prima fascia ex art.18 L.240/10 da destinare al LICANDRO;

BIANCO Vincenzo (sindaco di Catania fino al lO giugno 2018) e LICANDRO Orazio (assessore presso la giunta comunale presieduta da BIANCO) ricoprivano la qualità di istigatori e concorrenti morali, richiedendo a PIGNATARO Giacomo; BASILE Francesco e MAGNANO SAN LIO Giancarlo di compiere le attività necessarie per consentire una chiamata da professore ordinario in favore del LICANDRO;

MAGNANO SAN LIO Giancarlo (nella qualità di professore ordinario di Storia della Filosofia (M-FIL/06) del DISUM, nonché Prorettore dell'UNICT dal 9.2.2017) ricopriva la qualità di concorrente materiale.

Invero - dopo avere concordato sia con LICANDRO che con BASILE di attivare la chiamata in favore dello stesso LICANDRO nel Dipartimento di Scienze Umanistiche - si adoperava, sollecitando anche il Direttore del Dipartimento PAINO Marina, affinché il Consiglio di Dipartimento - di cui faceva arte quale professore ordinario - avanzasse la proposta di una chiamata di prima fascia x art.18 L.240/1 O nel settore scientifico disciplinare IUS/18, in assenza di alcuna esigenza didattica per il DISUM dell'inserimento di tale insegnamento e potendo comunque eventualmente colmare tale esigenza con altri docenti interni all'Ateneo catanese; (NDR: Sudpress nel suo articolo aveva documentato come vi fossero numerosi docenti a debito di ore contrattuali, e tra questi addirittura una consigliera d'amministrazione, già pagati dall'Ateneo catanese che avrebbero potuto svolgere lo stesso insegnamento a costo zero)

PAINO Marina (nella qualità di Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche) ricopriva la qualità di concorrente materiale in quanto, dopo avere ricevuto le sollecitazioni del Rettore BASILE (anche per il tramite di MAGNANO SAN LIO), indirizzava la decisione del Consiglio di Dipartimento di avanzare a proposta di UI;la chiamata di prima fascia ex art.18 L.24011Onel settore scientifico disciplinare IUS/18, in assenza di alcuna esigenza didattica per il DISUM dell'inserimento di tale insegnamento e potendo comunque

eventualmente colmare tale esigenza con altri docenti interni all'Ateneo catanese."

 

I reati, per la Procura, sarebbero stati commessi "In Catania in data antecedente e prossima al 27 giugno 2018", Sudpress, come abbiamo visto sopra, ne aveva dato notizia proprio mentre si compivano.

 

Appunto finale: i tre indagati di questo stralcio (non sappiamo gli altri due, Pignataro e Basile, per i quali si procede separatamente, ma di uno un'idea l'abbiamo), Enzo Bianco, Orazio Licandro e Maria Antonietta Paino sono tutti difesi dall'avvocato Giovanni Grasso che ...è dipendente dell'Università di Catania, la stessa che non risulta abbia avviato alcun procedimento disciplinare per questi gravissimi casi e dovrebbe essere la maggiore parte lesa di tutte queste incredibili vicende.

Ma questa è un'altra storia...

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 04818090872
Edito da: Editori Indipendenti S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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