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Catanesi...ma non vi sentite deficienti ogni volta che passate da piazza Alcalà?

08-06-2020 02:38

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Inchieste, Comune di Catania,

Catanesi...ma non vi sentite deficienti ogni volta che passate da piazza Alcalà?

È esattamente la sensazione che prova chi scrive nel dare una notizia che è sotto gli occhi di tutti da anni, spudorata, volgare, tracotante: l'ennesi

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È esattamente la sensazione che prova chi scrive nel dare una notizia che è sotto gli occhi di tutti da anni, spudorata, volgare, tracotante: l'ennesimo spreco nella città peggio amministrata del mondo.



Da almeno 20 anni i catanesi si sentono dire che non ci sono soldi, gli ultimi 4 sindaci, truccando i bilanci, hanno trascinato la città in un'agonia miserabile di pre-dissesto, sino alla dichiarazione di fallimento del 2018, con la conseguenza di retrocedere in pieno quarto mondo, dove non c'è un solo servizio pubblico degno di questo nome e dove non funziona niente.



Attribuire l'inarrestabile decadenza alla mala sorte delle risorse che ci venivano sottratte dallo Stato brutto e cattivo è un clamoroso falso storico che è opportuno chiarire, quanto meno per provare ad impedire che si continui a consentire l'affermazione di una politica arraffona e predatoria, dove prevalgono figuri improponibili che quelle risorse sprecano o fanno sparire distribuendoli a parenti e amici e comprando libri e poltrone.



Veniamo al caso specifico, che non sappiamo, o almeno non possiamo dirlo, se è "rappresentazione plastica", per dirla con le ultime dichiarazioni del Procuratore Zuccaro, di un sistema criminogeno ma certo è un esempio di spreco di pubbliche risorse davvero sfacciato, esagerato.



È sotto gli occhi di tutti, almeno delle migliaia, milioni di persone che negli anni, a partire dal 2014/15, hanno attraversato gli Archi della Marina per raggiungere l'aeroporto di Catania, il Castello Ursino o i lidi della Plaia.



È uno snodo viario cruciale, una volta si chiamava piazza Alcalà, adesso, che beffa, è piazza Borsellino, in ossequio alla Legalità: appunto.



Attraversati gli Archi in direzione Plaia, sulla destra c'è il parcheggio dell'AMT.



Accanto alla fermata dei bus una strana struttura, ormai vandalizzata: bisogna sapere cos'è per capire di cosa si tratta.



Proseguendo, all'inizio dei lidi della Plaia, viale Kennedy lato mare, ce n'è un'altra, ancora più vandalizzata, anzi proprio distrutta.



Cosa sono?



Sarebbero, sarebbero...



Delle stazioni di ricarica per biciclette elettriche, con tanto di pannelli solari: proprio così!



Sono state installate in pompa magna nel 2015, nell'ambito di un progetto dell'Autorità Portuale di Catania finanziato dalla Comunità Europea, insieme a tanti altri "progetti" dai nomi esotici.



Innumerevoli gli articoli della stampa complice e prezzolata, sempre pronta ad osannare il miracolo per poi dimenticarsene almeno sino a quando non è costretta a copiare ed incollare atti giudiziari.



Commissario dell'AP all'epoca era Cosimo Indaco, sindaco di Catania Enzo Bianco.



Del brillante progetto troviamo traccia nella relazione annuale 2015 firmata da Indaco, a pagina 23, il resto è un capolavoro letterario a pensare come è ridotto il porto di Catania.



Proprio a pagina 23 di questa "relazione annuale" apprendiamo che per quelle futuristiche "stazioni di ricarica per biciclette elettriche" sono stati letteralmente buttati 500 mila euro di fondi pubblici: CINQUECENTOMILA EURO!



Mai entrate in funzione, oggi praticamente distrutte.



E allora, finiamola di lamentarci, di lasciare che ci si continui a dire che non ci sono risorse per realizzare strutture, per assistere bisognosi, per servizi essenziali, per creare occasioni di crescita: soldi pubblici ne sono arrivati e continuano ad arrivarne a miliardi ma fanno tutti questa fine.



Abbiamo già visto come nell'ultimo decennio solo dai "Fondi Coesione" in provincia di Catania sono arrivati quasi 7 miliardi di euro: chi li ha visti? Che fine hanno fatto?



Alcuni li abbiamo già trovati, almeno i "progetti", e li racconteremo nelle prossime puntate: ci sarebbe da ridere se non fossero così gravi i danni che hanno prodotto troppi ladri impuniti, con una oggi città in fila per i pacchi di pasta o ad attendere i 600 euro di elemosina mentre poteva essere la città più bella e ricca d'Europa.



Quindi, diteci se ogni volta che passate da piazza Alcalà, guardando a destra, o dalla Plaia, guardando a sinistra, non vi sentite dei deficienti...


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AVVERTENZA PER PM, GIP E GIUDICI  (nel caso di denuncia per diffamazione questo inciso fa parte integrante dell’articolo): questo, come tutti gli altri dedicati ai "poteri" che "governano" Catania, è indispensabile, a fini di giustizia, valutarlo in relazione a tutti gli altri pubblicati, (alcuni elencati in via non esaustiva in calce e compresi quelli che saranno pubblicati prossimamente), in quanto fa parte di un’unica organica attività d’inchiesta giornalistica orientata alla funzione di pubblica utilità di raccontare le dinamiche del potere locale, i metodi di gestione di enti pubblici e l’utilizzo di pubbliche risorse. Di conseguenza toni e contenuti sono direttamente correlati alla successione narrativa.

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Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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