Spiace (quasi) dover segnalare il fatto proprio oggi, a poche ore di distanza dal comunicato stampa del Consiglio dei Ministri che scioglie il consiglio comunale di Tremestieri Etneo per mafia che quindi rimarrà commissariato per 18 mesi a seguito dell'inchiesta della Procura di Catania “Pandora”, che ha già ottenuto le prime condanne in primo grado (con l'abbreviato) tra cui quella dell'ex sindaco Santi Rando ad otto anni.
Andiamo a noi:
Quindici anni fa il comune aveva già attirato l'attenzione dei media nazionali per una scuola elementare costruita sopra una faglia vulcanica. Abbiamo la fortuna di far fare ai lettori un viaggio nel tempo con un pamphlet originale di circa 20 anni fa:



In buona sostanza andò così: all'inaugurazione della scuola Maria Teresa di Calcutta, fu offuscato un rapporto geologico che evidenzia una faglia sismogenetica attiva sotto l'edificio. L'ing. Caudullo, RUP del progetto, chiese l'annullamento dell'appalto salvo poi essere stato rimosso dall'incarico. Nonostante gli avvertimenti dell’Ingv, l’amministrazione ha proseguito i lavori sollevando dubbi su sicurezza, responsabilità e, naturalmente, possibili interessi dietro la scelta di quel sito.
Per chi non fosse a conoscenza dei fatti, questa scuola è ancora aperta.
Fatto sta che una scuola posizionata sotto una faglia vulcanica è di una spregiudicatezza infinita, ma non siamo qui per parlare di fatti che oramai sono più che passati; questo era il primo caso che dovevamo necessariamente riportare alla memoria per far notare la recidività di un comune a cui va messo il guinzaglio date le più recenti vicende di infiltrazione mafiose e voto di scambio che ci sono state.
Veniamo al presente:
Se non è già abbastanza costruire una scuola elementare su una faglia vulcanica, per un asilo nido Tremestieri non si smentisce e adesso lo posiziona sotto una gigantesca antenna radio.



Pur indisponendo - ma con un sorriso a denti stretti - il fatto che il cartello edilizio sia posizionato dentro il cantiere e non fuori, con occhio di falco riusciamo a vedere il CUP e fare le nostre ricerche:


Attenzione, 2019 anno della decisione, siamo nella pienissima Pax Augustea tremestierese; ciò significa che chi ha voluto quella scuola proprio lì sono gli stessi che adesso nuotano a dorso nelle aule del nostro Tribunale.
Veniamo agli aspetti tecnici:
Consultando il piano di localizzazione comunale degli impianti di telefonia mobile (che per trasparenza inseriamo integralmente a fine articolo) notiamo come all'interno del documento ci siano le aree idonee e preferenziali e aree non idonee e siti sensibili.


Salta all'occhio naturalmente un dettaglio: le antenne vengono posizionate in zone disabitate o abitate, sì, ma da morti.
Vediamo invece dove non dovrebbero essere costruite.

E cosa fanno a Tremestieri sotto un' antenna? Un asilo nido.
Altri aspetti:
Leggendo ancora il documento ci accorgiamo di una curiosità:
L’inquinamento elettromagnetico rappresenta oggi una forte preoccupazione da parte della popolazione per i possibili effetti pericolosi sulla salute umana, e una delle principali criticità per gli Enti preposti all’autorizzazione e al controllo degli impianti di telefonia mobile […] Per l’attuale tendenza giuridica, ne consegue che il Comune difficilmente può rifiutare l’installazione nel proprio territorio di una stazione radio base, ma può adottare un piano di localizzazioni per minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, ai sensi dell’art. 8, comma 6 della L. n° 36/2001, mediante il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti.
Dal punto di vista scientifico, gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche diminuiscono con la distanza.
L'intensità del campo elettromagnetico è inversamente proporzionale al quadrato della distanza dalla sorgente: questo significa che più si è lontani da un’antenna, meno si è esposti.
Questo lo si vuole sottolineare poiché quando si parla di antenne, radiazioni, onde elettromagnetiche, etc… c'è sempre un certo fascino complottista dalla quale ci teniamo fortemente alla larga.
Tuttavia, il problema qui non è stabilire se l’antenna faccia male o meno, ma se la distanza di sicurezza stabilita dal Comune sia stata rispettata.
La questione non è di natura allarmistica, ma di rispetto delle normative.
Se il Comune ha autorizzato la costruzione di un asilo nido in un’area non idonea secondo il proprio piano regolatore, chi ha preso questa decisione quando ed a chi dovrà risponderne?