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Croce Rossa: Stefano Principato non è più presidente, ma la macchina è sempre sotto casa sua. A Fiumefreddo

27-05-2024 06:30

redazione

Cronaca, Focus, Laterale,

Croce Rossa: Stefano Principato non è più presidente, ma la macchina è sempre sotto casa sua. A Fiumefreddo

Riceviamo una segnalazione e ne diamo conto

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Era il 24 novembre 2013 quando abbiamo cominciato ad occuparci di Stefano Principato, autista soccorritore del 118 e, più rilevante, Presidente della storica Croce Rossa Italiana di Catania. 

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Oltre che al vertice della Croce Rossa, con implicazioni in diversi affidamenti milionari nel campo della gestione di migranti come anche del pronto soccorso presso l'aeroporto di Catania, Principato era anche impegnato politicamente, tanto da essere consigliere e presidente del consiglio comunale di Fiumefreddo di Sicilia.

Da allora, il nome del Principato è stato al centro di numerose controversie, querele e attenzioni mediatiche.

 

Le Querele e le Vittorie Giudiziarie

Il primo articolo che lo vedeva coinvolto ha portato a una querela temeraria nei nostri confronti che, come molte altre, si è conclusa con una vittoria per noi. 

Le querele di Principato non sono mai riuscite a fermare le nostre inchieste e la nostra volontà di fare luce su una gestione controversa di una associazione che vanta una storia benemerita ma che, dalla sua privatizzazione, si ritrova spesso al centro di vicende controverse.

 

L'auto di servizio

Tra le altre questioni, di certo ben più rilevanti relative ad appalti milionari e affidamenti diretti di varia natura, ci siamo più volte occupati dell'uso dell'auto di servizio da parte di Principato, una vicenda che ha sollevato molte domande e non solo da parte nostra.

 

Stiamo vedendo proprio in questi giorni come l'uso o l'abuso delle auto di servizio, il caso eclatante riguarda l'ARS con l'ex presidente Gianfranco Micciché, sia il campanello d'allarme di un modo spregiudicato di utilizzare beni e risorse non propri, di enti pubblici o anche privati ma finanziati con fondi pubblici.

 

Proprio come la Croce Rossa, ormai derubricata da tempo ad associazione di diritto privato, ma, come acclarato da numerose sentenze, rimasta nell'alveo dell'interesse pubblico proprio per le ingenti risorse pubbliche di cui gode.

 

Nonostante il tempo passato, certe abitudini sembrano essere dure a morire. 

L'ultima nostra inchiesta risale a maggio 2022, quando l'auto in uso al Principato era ancora oggetto di discussione.

 

Un nuovo capitolo si è aperto adesso con la segnalazione di Guido Lovetere, ex volontario e costante fonte di documenti e stimoli per le nostre inchieste. 

 

Lovetere ha fotografato un SUV targato CRI 464 AD, posteggiato proprio nei pressi della residenza di Stefano Principato a Fiumefreddo di Sicilia. 

 

La domanda che sorge spontanea è: perché un mezzo della CRI si trova ancora lì?

 

Le Elezioni e il Nuovo Presidente

Da domenica 19 maggio, infatti, Principato non è più il Presidente della CRI catanese. 

Ci si deve quindi chiedere a che titolo l'ex Presidente utilizza ancora un veicolo di servizio. 

 

Queste sono domande che rivolgiamo ai nuovi vertici della CRI, inclusi Luigi Corsaro, Presidente Regionale, e Rosario Valastro, Presidente Nazionale.

 

Le domande le poniamo proprio in ossequio ad una delle sentenze emanate proprio a causa di una denuncia di Principato nei nostri confronti, quella del Giudice Stefania Cacciola che abbiamo citato prima, proprio perché ha ribadito l'importanza della rilevanza pubblica della tematica trattata. 

 

La sentenza, infatti, afferma che “è interesse della collettività essere informati circa l'utilizzo sia del denaro gestito dalla Croce Rossa, sia dei mezzi di servizio della stessa”, ricordando che lo stesso Principato ha ammesso in udienza di fare un uso personale dell'auto di servizio.

 

Il diritto di critica, come sottolineato dalla sentenza, non si limita alla mera esposizione dei fatti ma si estende alla loro interpretazione e valutazione critica, e proprio per questo motivo ci ha assolto .

 

L'obiettivo è garantire trasparenza e informazione su questioni di interesse pubblico, mantenendo sempre alta l'attenzione su chi gestisce enti di grande importanza come la Croce Rossa Italiana, che svolgono servizi essenziali utilizzando ingenti fondi pubblici e donazioni di vario genere, cercando di comprendere se può ancora accadere che l'occupazione di ruoli apicali in enti pubblici o di interesse pubblico si possa trasformare nell'esercizio di comportamenti che rischiano di diventare abusi o altro.


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