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Evviva i nostri ragazzi che protestano: se non loro, chi? E se non ora, quando?

10-05-2024 06:30

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus,

Evviva i nostri ragazzi che protestano: se non loro, chi? E se non ora, quando?

Ed evviva quelli che riescono a zittire ministri e potenti di ogni risma: non capiscono che hanno esagerato ed hanno stancato

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Proprio ieri è successo un putiferio a reti unificate, grandi polemiche su tutta la stampa nazionale perché un bel gruppo di studenti, liceali, ha impedito alla ministra per la famiglia Eugenia Roccella del governo Meloni di parlare nel corso degli Stati Generali della Natalità in corso all'Auditorium della Conciliazione di Roma.

 

Si sono inalberati tutti urlando alla censura, dipingendo la povera ministra come una vittima della furia contestatrice: si aspettavano che le fosse consentito continuare a propagandare le sue affermazioni reazionarie sui diritti delle donne e i tentativi che stanno pervicacemente portando avanti di annientare decenni di conquiste civili: ci dedicheremo qualche puntata su questi temi, forse è l'ora di farlo. 

 

Tornando alle proteste dei nostri giovani ed agli allarmi lanciati.

Chiariamo subito, lo facciamo spesso a scanso di equivoci, che chi scrive è un liberale sin dalla più tenera età e considera la libertà di espressione alla base di qualsiasi altro diritto, compresa e soprattutto quella di chi non la pensa come lui.

 

Ma bisogna contestualizzare, e se si arriva al punto che il disagio esistenziale di intere generazioni, soprattutto le più giovani, comincia ad esprimersi con l'impedire la propaganda, riuscendoci, di potenti ministri di questo sistema di potere autoreferenziale ed inefficiente, allora bisogna riflettere sul serio su quanto sta accadendo. 

 

Quando dovrebbero far sentire la loro voce i nostri giovani se non in una fase storica in cui sta saltando ogni equilibrio, in cui la canaglia impera, aumentano diseguaglianze e povertà, guerre e violenze incombono alle porte, l'ambiente è allo stremo sfruttato oltre ogni ragionevolezza?

Quando?

 

E quindi intanto un monito: i nostri ragazzi non si toccano!

Toglietevelo dalla testa di poterli intimidire con le manganellate o tentando di dipingerli come facinorosi o violenti: sono solo molto più lucidi di noi che siamo ormai vecchi e depravati, avvelenati dai nostri carrierismi senza visione.

 

Loro, i nostri ragazzi, cominciano a reagire: per fortuna.

 

Vedono molto meglio di noi come abbiamo ridotto le nostre vite, le nostre comunità, il nostro pianeta: crimini contro l'umanità consumati ogni giorno da gente irresponsabile e avida quanto idiota ed ignorante.

 

Ogni giorno questa ridicola casta politica, identica a destra e sinistra, che pretende di comandare il paese potenzialmente più bello del mondo, comandare non governare, offre alle cronache scandali di ogni tipo, corruzioni di ogni specie, l'assalto quotidiano ad ogni risorsa pubblica che viene sottratta al benessere comune.

 

E che dovrebbero fare i nostri ragazzi? 

Completamente dimenticati, del tutto esclusi da ogni agenda politica, considerati solo in quanto possibili clientes da tenere sotto scacco con promesse di lavori che non arriveranno mai.

 

Stare zitti e subire questo oltraggio giornaliero, accettando passivamente di essere “formati” a diventare i futuri schiavi di questi quattro imbecilli che continuano a speculare sulla disperazione dei più deboli?

 

Ve lo potete togliere dalla testa: non lo consentiranno e non riuscirete a fermarli, perché siete troppo scarsi ed ignoranti e la vostra spregiudicatezza non potrà nulla contro la loro sete di giustizia. 

Con la loro inarrestabile voglia di futuro sostenibile.

 

Basta ipocrisia, basta quel “politicamente corretto” che serve solo a non disturbare il manovratore che poi è uno squallido profittatore.

 

Hanno fatto bene ad impedire di parlare alla ministra Roccella, quella che sostiene che l'aborto non è un diritto: si, hanno fatto bene.

 

Fanno bene a non voler neanche ascoltare le continue bestialità di chi pretende di affermare “valori” che negano diritti, trasformano le diversità in crimini, assolvono se stessi e puniscono i deboli.

 

Un sistema che le sta tentando tutte per autoconservarsi, che impedisce di scegliersi i propri rappresentanti, che nomina i propri servi ed esclude ogni concorrenza meritocratica, che occupa ogni spazio pubblico, che aggredisce la libera informazione.

 

Il sistema di potere più corrotto ed insulso di sempre che sta depenalizzando i suoi crimini, impedendo ogni controllo e tenta, guarda caso, una riforma aberrante di un sistema giudiziario che vuole essere reso anch'esso servo di questa demenza.

 

E che dovrebbero fare i nostri ragazzi?

Andare ogni giorno tranquillamente in scuole inadeguate e pericolanti, con insegnanti mal pagati e stressati, e pensare supinamente a fare i bei compitini sulle guerre puniche pronti a diventare a loro volta manodopera precara a vita sfruttata ed esaurita?

 

Certo, nel frattempo arrivano nuove droghe, magari più facili e meno care, con crack e fentanyl che li bruciano o uccidono più velocemente, così creano meno problemi.

L'unica libertà che questo sistema sta consentendo ai nostri ragazzi è di ammazzarsi con sostanze ed alcol, inebetirsi sino allo stremo perché non gli si crea null'altro da fare.

 

Non andrà così, cominciano a protestare, non ci stanno, e la loro voce si alzerà sempre più forte.

 

Inutile che starnazziate, che urliate alla censura: è schifo, e non vi fanno parlare perché quello che dite è inascoltabile, è un insulto alla loro intelligenza, è un'aggressione al loro futuro.

 

Fatevene una ragione: i vostri discorsi, arroganti e spudorati, fateveli fra di voi, e sarete sempre meno: non hanno nessuna voglia di ascoltarvi semplicemente perché non avete niente da dire.

 

Da anni meno del 50% vi dà la confidenza di andare a votare, ed avete avuto la spregiudicatezza di inventarvi un sistema allucinante che vi consente di governare con meno del 20% degli aventi diritto: ma pensate davvero di poter continuare così?

Ma siete degli asini fuori di testa, pagherete questa arroganza come quei mafiosi che si sentono padreterni perché capaci di ogni violenza ma poi finiscono a vivere come topi braccat, ammazzati dai loro stessi compari e con i beni confiscati alle loro famiglie.

 

Quindi altro che censura, altro che proteste facinorose: è solo lucidità.

 

La lucidità dei nostri ragazzi, per fortuna!

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