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DIBATTITO PER CATANIA (e non solo), l'avvocato Dario Riccioli: "Senza Piano Regolatore la città continuerà a

15-03-2024 05:30

Dario Riccioli*

Cronaca, Focus, Voci Catanesi,

DIBATTITO PER CATANIA (e non solo), l'avvocato Dario Riccioli: "Senza Piano Regolatore la città continuerà ad incancrenire"

"Non serve continuare ad offrire ai nostri cittadini l’illusione che la città stia migliorando"

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Caro Direttore,
negli ultimi mesi (direi “era ora”) abbiamo assistito al proliferare di iniziative da parte della nuova Amministrazione Comunale, finalizzate a rendere maggiormente vivibile la città di CATANIA ed a provare ad avvicinarla a quelli standard europei che, fino ad oggi, appaiono veramente irraggiungibili.


​Invero, sono state aperte nuove piazze attrezzate con parco-giochi; inaugurate nuove rotonde; è stata aperta la bretella circonvallazione - ognina, utilissima per smaltire il traffico che si formava lungo l’asse viario in direzione mare; è stata allungata la pista ciclabile esistente sul lungomare lavico e se ne stanno realizzando di nuove (via Cristoforo Colombo - zona porto e aeroporto).

​Devo anche segnalare, e anche qui con favore, che assistiamo ad una migliore capacità di comunicazione dell’amministrazione volta ad informare i cittadini delle iniziative assunte e di quelle che saranno intraprese in futuro; con la possibilità di avviare il dibattito sull’utilità di quello che si sta pensando di fare o che si è già fatto.

Approfitto di questo rinnovato senso di partecipazione alla vita pubblica e di condivisione delle scelte che riguardano ciascuno di noi CATANESI, per richiamare l’attenzione su alcune esigenze della città che appaiono veramente preliminari ad ogni altra iniziativa.


​Premetto che non è mia intenzione esprimere giudizi di opportunità in merito alle scelte compiute dall’Amministrazione Comunale: si tratta di atti politici che saranno valutati dagli elettori alle prossime elezioni (francamente, e certamente, da “runner” non utilizzerò mai la pista ciclabile che si sta realizzando sulla via Cristoforo Colombo; e continuo a giudicare scarsamente utile la prosecuzione di quella già realizzata sul lungomare di Ognina, ovvero quella realizzata all’aeroporto di Catania. Tutte sembrano ideate da chi non si è mai veramente allenato per una competizione agonistica o non ha mai utilizzato quei circuiti dopo la loro realizzazione, ciò per la loro pericolosità e per l’alto tasso di inquinamento di quelle zone).


​Ciò detto, dalla visione dei primi volenterosi passi compiuti dalla nuova Amministrazione Comunale, sembra di assistere alla reiterazione degli errori già commessi in passato e che, francamente, speravamo non dovere più vedere: proseguire nella realizzazione di opere pubbliche slegate da una preliminare pianificazione su come sarà la “CATANIA di domani”.


​Provo a spiegarmi meglio.
​É dei giorni scorsi la notizia della presentazione al Consiglio Comunale del nuovo Piano Regolatore del Porto. Durante la presentazione non è stata fornita la documentazione necessaria a capire quali saranno le risorse finanziare cui attingere, nè i tempi necessari per la loro realizzazione. ​

 

Nulla è stato detto in ordine alla necessità di operare una scelta tra il mantenimento del porto commerciale e la realizzazione di un porto turistico; nè come questa forzosa convivenza possa impattare su un progetto ben più ambizioso che l’amministrazione ha palesato di volere realizzare: quel waterfront di cui siamo stati i primi a enfatizzarne la necessaria realizzazione, presentando il nostro progetto lo scorso 28 gennaio 2023 all’Istituto Ardizzone Gioeni di Catania, ben prima che venissero scelti i candidati per le elezioni alla carica di Sindaco.


​Pertanto, la frettolosa e incompleta presentazione del Prp appare davvero paradossale, dato che all’interno del Comitato di Gestione dell’Autorità Portuale della Sicilia Orientale (organo deputato alla formulazione del prp), oltre al Presidente, ne fanno parte anche componenti nominati dalla Regione Siciliana e dalla Città Metropolitana di Catania, che si saranno confronti preliminarmente con il Sindaco della Città Metropolitana e con il Presidente della Regione Siciliana.

​Invero, un buon progetto del waterfront dovrebbe avere come finalità quella di trovare sintesi creative tra tutela dell’identità dei luoghi e creazione di prospettive durature di sviluppo.


Così, per esempio, un progetto utile per la città di CATANIA dovrà individuare delle aree adiacenti al porto non più necessarie per le attività portuali (depositi di container lontano dai porti) idonee a sviluppare attività economiche ed imprenditoriali.


Dovranno essere previsti spazi commerciali, sedi aziendali, negozi e ristoranti, parcheggi interrati o sovraelevati e comodi accessi al mare.


In un’ottica di sviluppo “green”, il progetto dovrà incentivare le opere di miglioramento della qualità delle acque legate ai generali processi di disinquinamento delle coste; dovrà migliorare l’estetica delle vie di accesso alla città, dal mare e dall’aeroporto; dovrà sviluppare un processo per l’affermazione dei movimenti culturali e popolari, nonchè di tutela dei siti storici.


In altre parole, dovrà indirizzare la propria attenzione ai problemi legati alla qualità della vita all’interno di un’area ben definita, al fine di sviluppare un modello sostenibile per il tessuto sociale, culturale ed imprenditoriale dell’intera città di CATANIA.


Inoltre, con particolare riferimento all’ubicazione del porto di CATANIA, adiacente alle principali arterie di collegamento con la tangenziale e, pertanto, con l’aeroporto FONTANAROSSA, il futuro progetto del waterfront non dovrà trascurare il tema del rapporto tra le infrastrutture viarie (specie quella ferroviaria) con il lungomare stesso. 


Nella nostra città (che sembra guardare più all’Etna che al mare) è emblematica l’esistenza di una linea ferroviaria che ha “chiuso” il fronte verso il mare; cosicchè appare indispensabile che il futuro progetto muti il tracciato delle linee ferroviarie per lasciare spazio al rapporto con il mare (come accaduto in alcuni tratti della Liguria di ponente), prevedendo collegamenti rapidi tra il centro cittadino e l’aeroporto, anche attraverso una linea ad alta velocità come in tutte le più moderne città del mondo.


In questo caso, la linea ferroviaria dismessa potrà trasformarsi in una “highline”, come accaduto a New York ovvero, per rimanere in Italia, in una “greenway”come accaduto a Sanremo.


La tutela dell’ambiente potrà essere assicurata impostando la strategia energetica sulla sinergia di componenti naturali che caratterizzano il nostro litorale: mare, sole e vento, senza fare ricorso a sistemi di generazione a fonti fossili e privilegiando le fonti rinnovabili. 

 

Quindi, riducendo al minimo il contributo impiantistico e assicurando illuminazione e ventilazione naturale; generando energia dalle fonti rinnovabili solari, con recupero energetico e sistemi impiantistici a bassa temperatura (utilizzando sistemi fotovoltaici e solari); attraverso l’impianto di colonnine di ricarica di veicoli terrestri e marini alimentati da fonti rinnovabili solari; attraverso l’adozione di sistemi di ossigenazione e movimentazione delle acque interne del porto di CATANIA.


Il decoro urbano dovrà essere garantito da una progettazione che guardi ai materiali tipici della nostra terra, anche attraverso la previsione di un generoso camminamento pedonale e, solo dopo avere pianificato e progettato tutto questo, prevedere la creazione di piste ciclabili.

Caro Direttore, 

come abbiamo sempre spiegato, se non si pianifica il piano urbanistico generale, continuando ad impegnare risorse finanziarie e personali per realizzare opere di contorno (quali piazze, rotatorie e piste ciclabili), si proseguirà ad offrire al cittadino CATANESE l’illusione che qualcosa si stia facendo, quando in realtà nulla di veramente importante verrà realizzato.


Non serve continuare ad offrire ai nostri cittadini l’illusione che la città stia migliorando: la città continua a vedere incancrenire atavici mali che mortificano l’idea di sviluppo e che, con il tempo, vedranno sfiorire la bellezza e l’importanza di una città, che verrà surclassata da realtà urbane meno importanti e prestigiose di CATANIA.


La corretta pianificazione delle opere pubbliche della città, non può prescindere dall’approvazione del piano urbanistico generale, unico strumento di gestione del territorio comunale in grado di regolare la gestione delle attività di trasformazione urbana e territoriale della città di CATANIA.


Solo attraverso il PUG si potrà procedere all’accertamento dello stato di fatto e delle previsioni di sviluppo del Comune di CATANIA nel periodo di validità del piano, definendo la destinazione d’uso delle aree, la possibilità di sfruttamento edificatorio, gli interventi realizzabili sul patrimonio edilizio esistente, le aree da destinare a servizi pubblici. 


Come si capisce, in assenza di un PUG tutto quanto verrà realizzato sul suolo comunale rappresenterà un’illusione, oltre che uno spreco di risorse finanziarie.


Nè la pianificazione per la futura CATANIA potrà prescindere dal corretto confronto tra il Consiglio di amministrazione della società che gestisce l’Aeroporto di Catania ed i singoli soci in generale, il Comune di Catania, in particolare.  


Ma non è solo questo quello che continua a mancare al dibattito per la città di CATANIA.


Infatti, in seguito alle terribili morti accadute lungo la circonvallazione di CATANIA ci saremmo aspettati, finalmente, la distrazione di risorse finanziare per la realizzazione di un progetto veramente avveniristico, in linea con quanto realizzato in altre città (Bangkok, Las Vegas, Chicago, Dubai, Muscat): la creazione di una sovrappasso pedonale lungo tutto il percorso della circonvallazione, accessibile da ascensori sparsi lungo il percorso terrestre, chiuso con vetrate e attraversato lungo il perimetro laterale da moderni tapis roulant. 

Ciò garantirebbe gli spostamenti in sicurezza dei pedoni, ed il ritorno della circonvallazione alla sua vocazione naturale: strada di collegamento veloce tra le zone di CATANIA NORD - CATANIA SUD, e viceversa.


Trattandosi di opere di nuova realizzazione, è opportuno chiarire che le fonti energetiche non saranno più rappresentate dai carboni fossili, ma saranno assolutamente “green”, non inquinanti e a basso costo per il cittadino.
 

Solo con la realizzazione di queste elementari, certamente non originali, opere pubbliche sarà possibile fornire alla città di CATANIA una viabilità agevole e sicura.


Una CATANIA in cui sarà finalmente possibile camminare lungo le strade in assoluta sicurezza.
Una città in cui sarà possibile fare tanto altro ancora.

Un caro saluto e buon lavoro.


Dario RICCIOLI
Presidente Associazione Un Giorno Nuovo


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