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SAC-Aeroporto di Catania: incontro pubblico sulla demolizione del Terminal Morandi. Che non si dovrebbe abbatt

06-01-2024 05:56

redazione

Cronaca, SAC&CamCom, Focus, Laterale,

SAC-Aeroporto di Catania: incontro pubblico sulla demolizione del Terminal Morandi. Che non si dovrebbe abbattere

Dalla SAC nessuna spiegazione. Il video dell'incontro.

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Torna al centro del dibattito, e stavolta pubblico, la vecchia aerostazione Morandi, il Terminal B di ben sette mila metri quadrati ormai chiuso dal 2007 e riutilizzato solo nella fase covid adibito a centro tamponi e vaccini (quindi perfettamente agibile).

 

Un incontro sul tema si è svolto nella sala Coppola del Palazzo degli Elefanti, sede del comune di Catania, durante il quale è emerso, com si legge nel comunicato consuntivo degli organizzatori,  “che le carte, il buon senso, le stesse documentazioni Sac e delle autorità nazionali dicono che si deve ristrutturare la Morandi e costruire anche una nuova aerostazione.”

 

É emersa infatti la consapevolezza che le carte e i programmi sull’aerostazione Morandi parlano di ristrutturare il manufatto realizzato sul progetto di Riccardo Morandi, per costruire una nuova aerostazione a est dell’attuale. 

A confermarlo, un’enorme mole di documentazione. 

Ultima per tempo, la relazione del ministero dell’ambiente (transizione ecologica) dell’aprile 2023 che, in un parere circostanziato, ribadisce la formula del master plan di sviluppo dell’aeroporto di Catania Fontanarossa, che prevede proprio la ristrutturazione, non la demolizione, dell’aerostazione del 1981.

 

L’occasione per fare chiarezza sulle carte e le dichiarazioni è stata data dal primo evento dal nome Dialoghi in Pubblico. 

La formula di questi incontri, promossa dal Pd e realizzata con l’adesione di M5S, Socialdemocrazia Sd e il Movimento Mec, ha portato a un confronto pubblico e diretta streaming proprio sull’ipotesi di demolizione dell’aerostazione Morandi.

 

L’incontro è stato stimolato dalle domande e dalle osservazioni di Claudio Melchiorre, presidente del Movimento Elettori e Consumatori, che ha introdotto il tema. 

La breve cronistoria ha ricordato che l’aerostazione Morandi fu inaugurata nel 1981, costruita con criteri antisismici all’avanguardia. 

Nel 2007 è stata inaugurata l’aerostazione attuale. 

Nello stesso 2007 la società di gestione aeroportuale e l’Enac sottoscrivono una convenzione che stabilisce che la successiva fase di espansione dell’aeroporto che prevede tuttora la ristrutturazione dell’aerostazione Morandi, per edificare una nuova aerostazione a est. 

La stessa procedura è stata utilizzata, per l’espansione delle strutture degli aeroporti di Roma Fiumicino, Linate, Napoli e, in genere, per tutti gli aeroporti italiani.

 

Improvvisamente, e senza studi retrostanti, nel 2019 la Sac commissiona uno studio nel quale per la prima volta si parla di demolizione dell’aerostazione Morandi, senza alcuna asseverazione da parte dell’Enac. 

 

Nel 2023 viene ritirato il vincolo di non demolizione della Morandi come bene architettonico di pregio, ma si continua a parlare della sua ristrutturazione e nuova costruzione di un’aerostazione a est, da parte del ministero dell’ambiente.

 

Maurizio Caserta, consigliere comunale del PD, ha affermato che “non c’è una preferenza personale per la ristrutturazione Morandi preconcetta, ma dovuta a fattori concreti che probabilmente la società di gestione potrà meglio chiarire. Ovviamente, sarebbe stata utile la presenza della Sac a questo appuntamento, ma le sollecitazioni alla presenza non hanno dato frutti. Certo, continueremo la nostra attività ispettiva e anche propositiva perché questo è un tema di vitale importanza per la Sicilia e per Catania.”

 

Francesco Russo, docente di ingegneria dei trasporti dell’Università di Reggio Calabria che ha elencato i provvedimenti che si riferiscono alla ristrutturazione della Morandi. “C’è un solo atto che parla di demolizione ed è un documento commissionato dalla Sac ad una società di architettura. Per il resto, tutta la documentazione tecnica approvata dalla stessa Sac parla di ristrutturazione dell’aerostazione Morandi e di costruzione di una nuova aerostazione a est.” 

Da questo punto di vista, ha spiegato Russo, anche solo porsi il problema della demolizione dell’aerostazione Morandi è fuorviante. 

Non ci sarebbero infatti documenti solidi a supporto, tra quelli disponibili e rintracciabili. Il prof. Russo ha poi spiegato: “Le previsioni di traffico non si fanno aumentando del 2% le stime sul traffico passeggeri dell’anno precedente. Sono anni che si tengono in conto altri fattori di carattere strutturale, come le condizioni ambientali, politiche sociali e infrastrutturali. Per esempio, avrebbe una grande influenza la costruzione di una stazione della metropolitana di collegamento sotto terra. Misteriosamente, a Catania si progetta di realizzarla a qualche centinaio di metri dall’ingresso dell’aeroporto. Se consideriamo che i lavori di interramento della ferrovia sono stati finanziati, la scelta appare inspiegabile. Come inspiegabile è la sostanziale impermeabilità tra zona industriale e le infrastrutture di trasporto come porto, stazione e aeroporto. I soldi ci sono, vanno utilizzati bene.”

 

Luigi Crispino, presidente di Aerolinee Siciliane ha spiegato che siamo in presenza di un eclatante caso di mala gestio. La demolizione dell’aerostazione Morandi è solo un'altra traccia di questa evidenza. “Si vuole demolire senza avere i soldi per ricostruire. Sembra un complotto ai danni dei siciliani, per impedirci di partire ed arrivare a Catania. Da questo punto di vista, forse è il caso di pensare a una privatizzazione dell’aeroporto di Catania sulla falsariga di quanto accade a Palermo, chiamando Enav SpA a comprare anche Catania. D’altronde, sono anni che si parla di rete aeroportuale siciliana. Questa è l’occasione, senza peraltro perdere il controllo pubblico delle risorse investite negli aeroporti siciliani.”

 

Anthony Barbagallo, deputato del Partito Democratico, ha assicurato l’attenzione dei parlamentari siciliani sul tema aeroporto. “La demolizione dell’aerostazione Morandi appare un errore. Non mancherà la nostra attenzione e le nostre attività ispettive, come non mancano su un aeroporto dimenticato, come quello di Comiso. Né dimentichiamo che in qualsiasi altro posto del mondo chi avesse gestito la crisi dell’incendio di luglio come è stata gestita dalla Sac, avrebbe dovuto dimettersi o sarebbe stato dimesso. Nel silenzio generale delle istituzioni e del governo nazionale e regionale, va anche dato un plauso al sindaco di Catania Enrico Trantino che ha sostenuto con forza l’evidenza degli errori gestionali commessi.”

 

Graziano Bonaccorsi, consigliere comunale del M5S ha quindi stressato l’assenza di visione complessiva nel gestire la questione della demolizione dell’aerostazione Morandi. “D’altronde, non si riesce a parlare del ruolo che porto, aeroporto, ferrovie, strade e interporto devono avere in forma combinata. Noi vigiliamo a proponiamo, ma occorre che i governi della città, della regione e nazionale diano seguito alle proposte e alle evidenze che portiamo avanti.”

 

Andrea Vecchio, tra i decani di Confindustria e dell’Ance, ha infine ricordato le fasi della nascita e realizzazione dei progetti di sviluppo dell’aeroporto di Catania. “La nuova aerostazione è stata costruita senza troppa logica funzionale. Tutti gli spazi aperti al pubblico sono stati asserviti all’affitto e sfruttamento commerciale, con il risultato che persino per i viaggiatori portatori di handicap ci sono scale da affrontare per accedere agli aerei, oltre a non esserci sedute e spazi sufficienti di deambulazione. In ogni caso, il progetto iniziale era quello di costruire l’attuale aerostazione, ristrutturare la Morandi, disegnata dal più grande progettista italiano del XX secolo, e costruire la nuova aerostazione a partire dall’area dove c’è oggi il cosiddetto terminal C. Da un punto di vista meramente costruttivo, è importante ricordare che le demolizioni, se non ci sono ragioni di stabilità, e in questo caso non ci sono, sono sempre un costo e uno spreco di denaro. Senza contare che le demolizioni costano almeno quanto le ristrutturazioni.”

 

Un messaggio è stato inviato anche dalla rappresentante di Socialdemocrazia Sd Vicky Amendolia che ha ricordato come senza l’aerostazione Morandi “si condanna Catania e la Sicilia ad almeno un decennio senza sviluppo aeroportuale. L’errore è marchiano e contrario alla cura del buon padre di famiglia che ogni amministratore, specie pubblico, dovrebbe garantire.”

 

Resta quindi, tra i tanti altri, il mistero del perché si voglia demolire l'aerostazione Morandi quando potrebbe essere più semplicemente ristrutturata e messa rapidamente in funzione, dando respiro ad uno scalo ormai decisamente inadeguato alla mole di passeggeri che arrivano e partono in condiziono sempre più disagiate.

 

Dalla governance della SAC nessuna risposta.


Leggi anche:  





























































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"SAC Aeroporto di Catania, negato accesso agli atti: Ma non era tutto trasparente?"

 

Nella denuncia hanno sostenuto che "gli atti erano stati secretati per tutelare il processo di privatizzazione in virtù del principio di libera concorrenza." 

 

E noi ridiamo!











































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