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Aeroporto di Catania: e se se lo vendesse lo "Stato" fregando SAC & Company con una bella revoca di concession

19-10-2023 08:08

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, SAC&CamCom, Focus,

Aeroporto di Catania: e se se lo vendesse lo "Stato" fregando SAC & Company con una bella revoca di concessione?

Ma di chi è veramente l'aeroporto di Catania?

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Tutto quanto accaduto intorno all'aeroporto di Catania negli ultimi anni è talmente assurdo e fuori da ogni logica che forse manca solo l'ultimo atto per renderla la storia più pazza del mondo da far invidia a Mel Brooks.

 

Mentre da mesi si attende di capire chi o cosa abbia causato il disastro di luglio, con l'incredibile incendio gestito in maniera talmente deficiente da risultare capaci di bloccare per oltre un mese centinaia di migliaia di passeggeri, tonnellate di merci e causando milioni di euro di danni diretti ancora in fase di quantificazione, si susseguono le suggestioni su possibili “evoluzioni” di una questione che si trascina da anni ed è ormai la più colossale trappola attualmente in corso in Sicilia e probabilmente in Italia, forse in tutta Europa.

 

Il tema principale, la madre di tutte le questioni resta la “privatizzazione” dell'aeroporto di Catania, un'affaire da centinaia di milioni di euro sul quale si sono buttati a pesce personaggi di varia caratura, ciascuno con obiettivi diversi.

 

L'iter è stato deliberato da anni da parte degli enti soci, in testa la famigerata Camera di Commercio del Sud Est, peraltro adesso commissariata “alla siciliana” e che ne detiene la maggioranza assoluta delle quote senza che nessuno abbia mai capito perché un aeroporto debba essere controllato da una camera di commercio. Ma questa è altra questione.

 

Anche qui non è chiaro quanto hanno speso tra consulenze, advisor, contro consulenze, perizie e contro-perizie per giungere ad una vendita che gli enti soci hanno deliberato ormai da anni e non viene eseguita.

 

Non entriamo nel merito sulle ragioni e opportunità di questa vendita perchè ci perderemmo.

 

Anzi si, un accenno lo facciamo visto che di SAC e dintorni ci occupiamo da anni: la vendita a privati dell'aeroporto di Catania è una gigantesca fregatura in danno dei siciliani e dei catanesi in particolare.

 

La SAC, infatti, è l'unica società pubblica che riesce a fare utili anche se a gestirla gli mettono emeriti imbecilli totalmente incapaci e magari anche profittatori, e questo accade molto banalmente per il solo fatto che si tratta di una società che gestisce un'aeroporto che si trova in un'isola tra le più trafficate al mondo, dove o si arriva con l'aereo o non si arriva. Molto semplice, c'è poco da ragionarci.

 

Basterebbe metterci a gestirla persone moderatamente competenti e sufficientemente oneste per farne l'aeroporto più efficiente e ricco del mondo.

 

Quindi da capire perché mai tanti scienziati tutti insieme, che mantengono a livello regionale carrozzoni indecenti e falliti, debbano sottrarre ai catanesi una simile gallina dalle uova d'oro e svendere una società strategica come questa a privati che avrebbero il solo interesse di specularci. 

Ma magari ci torneremo su questi ragionamenti, adesso veniamo alle “suggestioni” che stanno circolando e potrebbero rivelarsi più concrete di quanto si possa immaginare.

 

Il tema sostanziale consiste in una domanda decisamente sottovalutata: di chi è l'aeroporto di Catania?

 

Bella domanda: l'aeroporto di Catania è della SAC, si potrebbe rispondere con una certa immediatezza, magari fuorviati da come viene gestito, a mo' di bancomat amicale e familistico, oltre che da tutto quello che ci combinano intorno.

 

E invece manco per niente, la SAC è solo la società di gestione dell'aeroporto, in virtù di una “concessione” temporanea e molto condizionata da parte dello Stato centrale, più precisamente dall'ENAC con l'intervento principale del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, ed in alcuni casi con la partecipazione di altri importanti dicasteri.

 

Gli aeroporti, tutti gli aeroporti d'Italia, sono in realtà demaniali, cioè dello stato centrale, che ne concede la gestione ad enti o società pubbliche o private al ricorrere di determinate condizioni e sulla base di convenzioni e contratti estremamente stringenti in quanto ad obblighi e doveri imposti al concessionario, obblighi che riguardano gli standard qualitativi dei servizi, sopratutto in tema di sicurezza, ed anche in merito agli investimenti finanziari da effettuare per sostenerne la crescita in maniera adeguata.

 

Due aspetti, sicurezza ed investimenti, che potrebbero/dovrebbero rivelarsi molto significativi nella vicenda catanese.

 

Ad esempio, e veniamo al cuore della questione, nelle convenzioni standard stipulate tra ENAC e le varie società di gestione, quindi anche SAC per l'aeroporto di Catania, si legge: “Compete al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti adottare, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze (per gli aeroporti militari: e con il Ministero della difesa), su proposta dell’E.N.A.C., i provvedimenti di revoca e decadenza di cui all’articolo 14 bis.”

 

“Revoca” e “decadenza” di cosa? Della concessione per la gestione dell'aeroporto, appunto.

 

I casi in cui il governo centrale può adottare un simile provvedimento sono molteplici, ad esempio: 

  • gravi violazioni della disciplina relativa alla sicurezza;
  • perdita dei requisiti necessari per la certificazione ai sensi del Regolamento per la costruzione e l'esercizio degli aeroporti;
  • mancata attuazione del Piano regolatore generale di aeroporto nell'ulteriore termine fissato dall'ente; 
  • mancala attuazione del programma di intervento e/o piano degli investimenti nell’ulteriore termine fissato dall'ente; 
  • eventi da cui risulti che la Concessionaria non si trova più nella capacità di gestire l’aeroporto;
  • fallimento della Concessionaria.

 

Qua tornano alla mente gli ordigni esplosivi passati tranquillamente dai varchi di sicurezza durante un'ispezione non più tardi di qualche mese fa e rimasta inspiegabilmente senza conseguenze; 

per non dire del “piano di investimenti” sul cui rispetto ci sono non pochi dubbi, costringendo un aeroporto da oltre 10 milioni di passeggeri a rimanere ancorato a servizi adeguati per non più di sei milioni; 

e in ultimo, l'incredibile incendio che non poteva accadere ed invece ha causato quello che sappiamo.

 

Sono solo alcuni dei casi previsti dalla convenzione standard: in pratica contiene tutti i cavilli cui il governo centrale può ricorrere per riprendersi il pieno controllo di un aeroporto e darlo poi a chi vuole, magari venderselo per i fatti propri senza dover riconoscere a nessun altro i “benefici” di un'operazione capace di muovere centinaia di milioni di euro.

 

Sempre nella convenzione ENAC-Aeroporto, si legge: “A seguito della revoca o decadenza dalla concessione, l'E.N.A.C. viene reimmesso di diritto nel possesso derivante dall'assegnazione, in uso gratuito, dei beni oggetto della concessione, contestualmente viene nominato un commissario per la gestione operativa dell'aeroporto, fermo restando, in ogni caso, il diritto al risarcimento, ai sensi dell'articolo 1218 del codice civile, per eventuali danni causati da azione od omissione della Concessionaria.”

 

Con la revoca della concessione, quindi, SAC resterebbe un castello di carta, svuotato di ogni valore e magari con i debiti causati da una gestione che molto probabilmente dovrebbe essere chiamata a responsabilità non appena sottoposta alla più banale delle due diligence.

 

È solo “suggestione” o da qualche tempo si stanno muovendo “menti raffinatissime” che hanno ben capito che un giocattolo simile non può essere lasciato ulteriormente in mano ad un branco di sprovveduti ed è venuto il momento di suonare il gong?

 

Ed ai siciliani, come al solito, non rimarrebbe che ringraziare tutti questi “statisti” che non si capirà mai come sono arrivati a certe posizioni e come sia possibile che gli si consenta di continuare a combinare tutti questi danni che stanno compromettendo il futuro di migliaia di imprese sane, citadini perbene e future generazioni.


Leggi anche:  























































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"SAC Aeroporto di Catania, negato accesso agli atti: Ma non era tutto trasparente?"

 

Nella denuncia hanno sostenuto che "gli atti erano stati secretati per tutelare il processo di privatizzazione in virtù del principio di libera concorrenza." 

 

E noi ridiamo!











































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