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Travolto dallo scandalo il "Magnifico Rettore" dell'Università di Messina Salvatore Cuzzocrea. I misteri del

10-10-2023 06:30

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus,

Travolto dallo scandalo il "Magnifico Rettore" dell'Università di Messina Salvatore Cuzzocrea. I misteri del maneggio di Viagrande

Cuzzocrea è anche il presidente della CRUI, l'organo di rappresentanza dei rettori delle università italiane

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È proprio una storiaccia quella che dopo qualche giorno di rivelazioni sconcertanti ha portato il rettore dell'Università di Messina Salvatore Cuzzocrea ad una resa che difficilmente troverà l'onore delle armi. Anzi.

 

Storiaccia resa ancora più grave dal fatto che Cuzzocrea è anche il presidente in carica della CRUI, l'organo istituzionale che rappresenta nei rapporti con il governo e gli altri enti tutte le università italiane.

 

Il caso è scoppiato dopo le dettagliate denunce del sindacalista e senatore accademico Paolo Todaro, il quale ha scoperto che il rettore aveva ottenuto nel periodo 2019/2023 rimborsi spese di varia natura per una strabiliante somma superiore ai 2,2 milioni di euro.

 

Il rettore ha provato per qualche giorno a giustificarsi riferendo queste spese a presunte ricerche scientifiche che si sono poi infrante con le successive rivelazioni, comprese quelle riguardanti un mega maneggio che Cuzzocrea ha costruito in provincia di Catania, a Viagrande.

 

Ma andiamo per ordine.

 

La ricostruzione di Todaro è minuziosa: si evidenziano rimborsi per un totale di 2.217.844 euro in cinque anni, equivalenti ad un importo di 40.324,44 euro al mese, escludendo sabati e domeniche.

 

Questa somma, secondo Todaro, presenta un aumento sistematico, raggiungendo nel 2022 la cifra record di 828.465 euro, con una media mensile di 69.038,75 euro.

 

Il sindacalista-senatore accademico ha sollevato preoccupazioni tanto serie da indirizzare una richiesta formale al collegio dei revisori dei conti dell'Università, al direttore generale Francesco Bonanno, e persino ai ministri dell'Economia e delle Finanze e dell'Università e della Ricerca.

 

A tutt'oggi non risultano prese di posizione delle autorità competenti e desta perplessità su come sia stato possibile che gli organi di controllo non si siano mai accorti di nulla.

 

In particolare non si capisce come nessuno si sia accorto che alcune somme andavano direttamente ad un azienda agricola in provincia di Catania, la Divaga srl che possiede il maneggio “La Cuadra” alle falde dell’Etna, precisamente a Viagrande

 

In quell’impianto lo scorso 22 agosto ha perso la vita in circostanze ancora da chiarire, il 25 albanese Alin Telianu. Il ragazzo lavorava da anni nel maneggio, ancora oggi nella pagina del sito de La Cuadra risulta il suo cellulare nei contatti per la segreteria. 

 

Secondo le prime ricostruzioni della compagnia di Acireale, il ragazzo sarebbe stato schiacciato contro un muro dalla moto pala che stava guidando.

La Procura di Catania sta ancora indagando per omicidio colposo e non sono ancora resi noti gli esiti dell'autopsia e le risultanze dei video di sorveglianza acquisiti dagli investigatori.

 

L''azienda agricola risulta fondata nel 2019, con un capitale sociale di soli 10.000 euro, e risulta essere di proprietà del rettore (80%) e della moglie Valentina Malvagni (20%), amministratore la madre di Cuzzocrea, Maria Eugenia Salvo, moglie di Diego Cuzzocrea, anche lui ex rettore nella Città dello Stretto.

 

I primi pagamenti, risalenti al 16 febbraio, ammontano a 600 euro e sono stati effettuati per "altri beni materiali diversi". Le cifre, tuttavia, crescono rapidamente nel corso dei mesi successivi, con pagamenti notevoli per varie voci di spesa. Il 23 febbraio, ad esempio, sono stati versati 8.000 euro per "manutenzione ordinaria e riparazioni di altri beni materiali". In seguito, il 23 maggio, spiccano due pagamenti di 9.900 euro e 17.900 euro per "altri materiali tecnico-specialisti non sanitari", oltre a 1.500 euro per "manutenzione ordinaria e riparazioni di altri beni materiali" e 8.000 euro per "altri servizi diversi n.a.c.".

 

Le transazioni continuano a suscitare perplessità: il 23 giugno, l'azienda riceve altri tre rimborsi per un totale di 17.900 euro, 16.000 euro e 9.900 euro, sempre per "altri materiali tecnico-specialisti non sanitari", oltre a ulteriori 8.000 euro per "altri servizi diversi n.a.c.". In seguito, il 23 luglio, la Divaga Società Agricola Srl incassa 8.400 euro e 6.500 euro per "altri materiali tecnico-specialistici non sanitari", seguiti da 9.300 euro e 8.400 euro il 23 settembre, ancora per "altri materiali tecnico-specialistici non sanitari".

 

E c'è di tutto, compreso il trasporto presso il maneggio della sabbia necessaria ai galoppattoi con tanto di bolla di accompagnamento intestata all'Università di Messina, oltre al ricovero prima di ogni gara presso la facoltà veterinaria per le cure di Federer, uno dei cavalli di punta dei “Salvatore Cuzzocrea Horses".

 

E risultano anche rimborsi spese per “trasferte istituzionali” in giro per l'Italia proprio in coincidenza con gare di equitazione alle quali partecipavano il rettore o suoi familiari strettissimi.

 

Insomma, abbastanza per scatenare il putiferio che si è scatenato e che ha condotto alle dimissioni di Cuzzocrea dall'incarico di rettore che sarebbe scaduto il prossimo aprile.

 

Cuzzocrea ha annunciato il passo indietro con una lettera alla comunità accademica che a stento accenna allo scandalo che lo ha travolto, scatenando ulteriori reazioni che come si scriveva fanno comprendere che la vicenda non si chiuderà con le dimissioni ed anzi si allarga coinvolgendo proprio la CRUI.

 

Interviene infatti l'UDU, Unione degli studenti universitari, che allarga anche alla CRUI, la conferenza dei rettori di cui Cuzzocrea è presidente, denunciandone la mancanza di trasparenza: "CRUI smetta di essere complice nello sperpero delle risorse PNRR per alloggi”

 

“Chiediamo chiarezza. Serve – commenta infatti a caldo Damiano Di Giovanni dell’UDU Messina – trasparenza senza strumentalizzazione, nell’esclusivo interesse della comunità accademica e studentesca dell’Università di Messina. 
Il Rettore ha inviato una lettera di dimissioni con poche risposte, senza affrontare compiutamente le criticità emerse. 
L’ennesima mancata risposta, basti pensare che non aveva risposto neanche alle richieste che erano stata avanzante dalla nostra mobilitazione con le tende della scorsa settimana”.

 

“Le dimissioni erano inevitabili, dopo la lettera dei sindacati. Auspichiamo – aggiunge Camilla Piredda, coordinatrice nazionale dell’UDU – che questa sia l’occasione per voltare pagina. La strenua difesa portata avanti da Cuzzocrea sulla gestione del PNRR resta una macchia indelebile sul suo operato. 
Anche nei giorni scorsi, sosteneva falsamente come i fondi europei avessero reso disponibili 7.800 posti letto. 
La cosa assurda è che nemmeno i posti realizzati da Cuzzocrea sono stati destinati all’ente territoriale per il diritto allo studio. 
La CRUI deve rappresentare gli interessi dell’intera comunità accademica, abbandonando le imbarazzanti posizioni mantenute negli ultimi mesi. 
I Rettori trovino il coraggio di denunciare come il Governo stia sperperando le risorse del PNRR, regalando risorse a soggetti privati che prediligono il profitto al diritto allo studio”.

 

La parola passa adesso alla magistratura, che dovrà ancora una volta chiarire i vari aspetti dell'ennesimo scandalo che sconvolge il mondo universitario.

 

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