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SAC-Aeroporto di Catania: lo strano prestito da 25 milioni (con conflitto d'interesse?) Quali investimenti han

22-08-2023 07:03

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, SAC&CamCom, Focus,

SAC-Aeroporto di Catania: lo strano prestito da 25 milioni (con conflitto d'interesse?) Quali investimenti hanno fatto per rendere sicuro l'aeroporto?

Sarà normale anche questo da queste parti

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Oltre due anni fa, 28 mesi per l'esattezza, pubblicavamo un articolo in cui si provava a chiedere conto di un'operazione finanziaria da 25 milioni di euro con protagonista la SAC di Catania.

 

Leggetelo perché è interessante, soprattutto per chi sta cercando di capire come è stato realmente gestito questo aeroporto, dove basta una scintilla o un pò di cenere per mandarlo in tilt totale e con esso l'intero sistema dei trasporti regionale e gran parte di quello nazionale.

In quell'articolo riportavamo anche un passo significativo della relazione al bilancio 2019: "In merito proprio alla posizione debitoria con le banche, si legge che la SAC si è trovata costretta a restituire in anticipo alcuni finanziamenti: "Il ritardo nell’esecuzione di importanti investimenti previsti nell’accordo di programma, ha indotto gli amministratori ad estinguere due delle linee di credito su citate, nell’ambito dei fondi JESSICA per i quali erano previsti termini perentori di utilizzo pari ad Euro 8.000.000, e pari ad Euro 3.950.000."

 

E commentavamo, nel 2021: “Quindi programmano investimenti infrastrutturali che poi non mantengono ed a che punto sia la realizzazione di quanto imposto dalla concessione ENAC non è noto.”

 

Ora, come ragioni ENAC lo stiamo cominciando a capire in questi giorni, anche in relazione all'affaire Lampedusa cui abbiamo già accennato e su cui torneremo a breve. 

Abbiamo capito, ad esempio, che in alcuni casi arrivano a chiedere platealmente e pubblicamente la testa di governance che provano a difendere l'interesse pubblico, ed in altri, ben più importanti ed in presenza di fatti inauditi, no. Proveremo a capire meglio come funziona.

 

Ma torniamo al “prestito” di 25 milioni.

Non si capisce a cosa fosse finalizzato e sarebbe utile capirlo, proprio alla luce delle enormi carenze infrastrutturali che stanno emergendo. Anche perché risulta singolare che mentre restituivano fondi pubblici agevolati per 12 milioni di euro, ne acquistavano di privati per un importo così rilevante e che comportavano oneri di restituzione non da poco, al netto dei soliti costi di consulenza che non mancano mai.

Insomma, leggetelo perché fatto oggi ha un altro senso.

 

Ma c'è un altro aspetto che risulta interessante.

Come noto per le banche i prestiti rappresentano affari importanti, è o dovrebbe essere il loro “core business”, su questo potremmo aprirci un focus e probabilmente lo faremo, e quando gli importi sono così rilevanti ed il cliente pubblico chiaramente solvibile, il management ne ha un bel vantaggio, quanto meno di reputazione, a volte anche di bonus.

 

Ora, non sappiamo se intercorrano rapporti rilevanti della govenance di SAC con Banca Agricola di Ragusa, che ha un azionariato locale particolarmente diffuso, o con Banca Intesa, ma tra le tre banche concedenti l'importante finanziamento a titolo oneroso, di cui però non è stato reso noto il tasso d'interesse, c'è anche Unicredit. 

 

Con Unicredit il rapporto c'è ed è particolarmente intenso se è vero che il top manager amministratore delegato della SAC Nico Torrisi questo rapporto lo inserisce nel suo curriculum al terzo posto dei suoi incarichi più importanti, e ben prima della parte relativa alla sua formazione con la quale comunica, come noto, che ci ha messo 12 anni a prendere una laurea quadriennale in economia. 

 

Infatti, dopo aver elencato l'incarico di vice presidente  Assoaeroporti e quello di Amministratore Delegato SAC, ecco che arriva quello di Presidente dell'Advisory Board Sicilia e Nazionale di…Unicredit.

 

Guarda caso a far data dal 2021, lo stesso anno del mega prestito da 25 milioni che non si sa a cosa sia servito e quanto stia costando.

 

Del resto ormai dovrebbe essere chiaro a tutti a cosa serve gestire SAC tra centinaia di milioni di affidamenti diretti, milioni di consulenze a famigli e amici senza alcuna selezione o rotazione, costruzione di relazioni di sicuro vantaggio personale.

 

Insomma, a tutto tranne che garantire che passeggeri e compagnie possano stare tranquille che si parta, si atterri e magari non si debbano attendere ore per ritirare dei bagagli senza neanche una sedia cui aspettare.

Che i defibrillatori funzionino se a qualcuno capita un infarto e non passino ordigni esplosivi dai varchi di sicurezza.

 

Da queste parti sarà normale anche questo, ma l'impressione è che la somma di stranezze sia sempre più esagerata.

O che la somma di esagerazioni sia sempre più strana.

A piacere del presidente della regione Renato Schifani che in questo momento controlla l'aeroporto di Catania, tramite suoi commissari in assemblea dei soci, e per il quale va tutto bene.


Leggi anche:  










































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"SAC Aeroporto di Catania, negato accesso agli atti: Ma non era tutto trasparente?"

 

Nella denuncia hanno sostenuto che "gli atti erano stati secretati per tutelare il processo di privatizzazione in virtù del principio di libera concorrenza." 

 

E noi ridiamo!











































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