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SAC-Aeroporto di Catania, incredibile incendio. Il top manager Nico Torrisi: "L'impianto antincendio ha perfet

19-07-2023 07:11

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, SAC&CamCom, Focus,

SAC-Aeroporto di Catania, incredibile incendio. Il top manager Nico Torrisi: "L'impianto antincendio ha perfettamente funzionato”. E meno male...

E ancora nessuna conseguenza...

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Imbarazzante.

Quanto sta accadendo intorno all'incendio che ha provocato la chiusura dell'aeroporto di Catania, con centinaia di miglia di persone coinvolte, è l'emblema di come sia ormai pericolosa l'apatia con la quale si subiscono gestioni a dir poco inadeguate di settori strategici per la nostra comunità.

 

Le informazioni “tranquillizzanti” che vengono rilasciate dai vari responsabili stanno risultando, oltre che del tutto incongruenti, anche gravemente irresponsabili, aumentando il caos ed aggravando i problemi.

 

Intanto le affermazioni circa la “marginalità” dei danni, oltre che evidentemente false, rendono ancora più pesante il quadro che ne esce: se è vero come pare che tutto sia accaduto a causa di un banalissimo condizionatore mal funzionante, è semplicemente folle che questo abbia potuto provocare danni così ingenti da comportare la chiusura di uno dei più importanti scali europei.

Ancor più aberrante se si prende atto delle affermazioni del vertice pro tempore della SAC, come riportato dall'AGI con una dichiarazione del top manager Nico Torrisi che ha avuto l'ardire di affermare che “l'impianto antincendio ha perfettamente funzionato”: e se non avesse funzionato cosa sarebbe successo?

 

Se questi sono i “sistemi antincendio” di cui sono stati capaci di dotare lo scalo etneo, pur spendendo, spesso con affidamenti diretti, centinaia di milioni di euro, allora è doveroso avere terrore di quello che potrebbe accadere.

 

L'altra affermazione, sempre del vertice pro tempore SAC, che lo scalo avrebbe riaperto alle 14 di oggi 19 luglio, non solo era evidentemente contraria ad ogni buon senso, ma ha provocato ulteriore danno alle centinaia di migliaia di passeggeri bloccati in giro per il mondo che sono  stati di fatto impediti a cercarsi un'alternativa, rimanendo nell'inutile attesa che i propri voli fossero confermati.

 

Ovviamente c'è da attendere gli esiti delle indagini in corso, anche se il problema principale resta politico, perché è la politicanza che determina certe gestioni e poi tenta di non assumerne la responsabilità.

Ed infatti quello che più turba è il silenzio pressoché totale della classe dirigente, chiamiamola così, catanese: praticamente non pervenuta.

 

Essendo note le nostre valutazioni su  queste surreali gestioni, evitiamo di farci prendere la mano e seguiamo la vicenda SAC-disaster attraverso le prese di posizione che si stanno succedendo.

 

I social sono invasi dalle testimonianze dirette di passeggeri, ma anche lavoratori presso lo stesso scalo etneo, che descrivono situazioni surreali, da quarto mondo.

 

Tra le categorie produttive, dopo la posizione molto critica sulla gestione SAC assunta da ConfCommercio con il suo presidente Pietro Agen, ieri è intervenuta CNA Catania con la presidente Floriana Franceschini ed il Segretario Andrea Milazzo : "Come associazione di categoria, pensiamo sia però necessario fare un ragionamento ad alta voce su una precisa questione: i danni materiali dell’incendio e chi se ne dovrà caricare l’onere. Parliamo innanzitutto di migliaia e migliaia di cittadini privati che hanno dovuto sobbarcarsi i disagi e i costi di voli cancellati, voli dirottati, partenze spostate anche di centinaia di chilometri, arrivi lontani da dove si era scelto di atterrare. Un piccolo dramma per le famiglie, con spese improvvise non marginali proprio nel bel mezzo dell’estate.

Ma parliamo anche di imprese, piccole e meno piccole, medie e grandi, che hanno subito ritardi e stop di varia natura alle loro attività. Dal Chaos nasce altro Chaos: consegne non effettuate, spedizioni in ritardo, materie prime da ricevere e lavorare non ricevute, appuntamenti non rispettati, occasioni di business sprecate, disdette. A esempio, è stata colpita tutta la filiera del turismo: aziende di trasporti, ncc, bus, taxi, ricettività (hotel, case vacanza, b&b), servizi turistici, ristorazione, agenzie di viaggio, balneari."

 

Anche le associazioni di consumatori cominciano a prendere atto del disastro.

Il CODACONS ha annunciato un proprio esposto alla Procura: “I fatti – spiega l’associazione – impongono di accertarne le cause e le eventuali responsabilità. Se quanto dichiarato dal sindacato della polizia aeroportuale risulterà accertato, l’evacuazione di tutti i presenti, avvolti da una nube di fumo intenso, sarebbe avvenuta senza un ben preciso piano di evacuazione. Allora, posto che la sicurezza è fondamentale, la magistratura dovrà verificare se sono stati predisposti tutti i sistemi previsti per la prevenzione degli incendi, se sussiste un piano dettagliato di evacuazione dell’aeroporto, se i sistemi di allarme antincendio funzionano regolarmente e infine se qualcosa non ha funzionato correttamente”.

“D’altra parte – avverte – i danni cagionati dal rogo non sono solo quelli nei confronti di passeggeri e compagnie aeree ma anche quelli sull’economia dell’intero territorio. L’incendio, infatti, a seguito della chiusura dell’aeroporto, ha avuto gravi riflessi anche sul turismo locale”.

 

Anche l'associazione MEC-Vussia, da sempre impegnata a tutela degli utenti del trasporto aereo in particolare su Catania e Comiso, interviene duramente: A trentasei ore dalla sostanziale chiusura dell’aeroporto di Fontanarossa, la situazione è ancora caotica. I call center delle compagnie aeree non riescono a soddisfare le richieste, le informazioni sono scarse e i passeggeri non sanno cosa fare. I consumatori del MEC chiedono anche che le società aeroportuali garantiscano parcheggi gratuiti per i giorni dell’emergenza. ‘Al caos si deve rispondere con il buon senso. I viaggiatori hanno diritto a raggiungere gli aeroporti diversi da Fontanarossa. In questa situazione di emergenza è giusto non porre un ulteriore onere in capo a chi ha già subito un grave disservizio, vacanze rovinate, affari o impegni professionali saltati.’

 

‘Siamo probabilmente  - prosegue Melchiorre -una voce fuori dal coro di chi rassicura. L’assistenza ai passeggeri è confusa e i viaggiatori si sentono nella grande maggioranza lasciati a loro stessi. Le navette gratuite messe a disposizione dall’aeroporto Fontanarossa non si sa a che ora partano e da dove, considerato l’appello a non andare all’aeroporto. 

“Registriamo - afferma ancora il presidente Claudio Melchiorre - molte dichiarazioni e informazioni sull’incendio e dobbiamo notare che l’aeroporto non sarebbe dotato di sistemi di spegnimento automatico, che il sistema antincendio sarebbe stato a norma e che tutti i sistemi di sicurezza erano operativi. Non si spiega allora come mai l’incendio sia scoppiato, il fumo si sia propagato in ogni dove, l’incendio si è sviluppato coinvolgendo un’ampia porzione dell’aeroporto. Per deduzione, dobbiamo immaginare che nell’aeroporto non sono stati utilizzati materiali ignifughi e autoestinguenti, che il piano di emergenza ha funzionato ma prevedeva lo sviluppo dell’incendio, evidentemente.”

Secondo il MEC circolano dati di fatto sull’incendio e versioni accomodanti. ‘Chi ritenga che tutto vada bene perché non ci sono state vittime è a nostro avviso irresponsabile. Secondo le ricostruzioni e alcune testimonianze, il personale ha denunciato l’assenza di formazione adeguata. I passeggeri sono stati addirittura invitati a restare all’interno dell’aeroporto, finché di propria iniziativa un gruppo di persone ha aperto le uscite di sicurezza provocando la fuga tanto del personale che dei viaggiatori. Se questi fatti saranno confermati, abbiamo a che fare non con piani di emergenza, ma mera casualità dei comportamenti. Restiamo anche fortemente perplessi sull’esistenza di una control room posta al quarto piano della torre dell’aeroporto, con finestra panoramica, ma che dipende da un ascensore per essere raggiunta. Se possibile, questa scelta rappresenta uno degli indici di inadeguatezza del management.’

Il MEC chiede pertanto che si ponga con forza il problema se il vertice di Fontanarossa possa restare al suo posto: ‘Non dobbiamo dimostrare niente, parlano i fatti: un incendio ha bloccato la nostra principale infrastruttura di trasporto in Sicilia. In questi casi, i vertici responsabili della gestione vengono sostituiti. La magistratura potrà analizzare cosa è mancato, ma noi chiediamo certezze per l’immediato futuro. E su questo non c’è possibilità di tergiversare. L’inadeguatezza dei vertici della SAC è resa evidente dalla cronaca dei fatti, noi non dobbiamo nemmeno esprimere un giudizio."

 

In merito poi alla dichiarata “assistenza” ai viaggiatori ormai in giro tra i vari scali alternativi, basta il post pubblicato da Vittorio Romano: 

E continua a non esserci nessuna conseguenza…


Leggi anche:  








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"SAC Aeroporto di Catania, negato accesso agli atti: Ma non era tutto trasparente?"

 

Nella denuncia hanno sostenuto che "gli atti erano stati secretati per tutelare il processo di privatizzazione in virtù del principio di libera concorrenza." 

 

E noi ridiamo!











































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