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SAC-Aeroporto di Catania, incredibile incendio. Pietro Agen: "Folle carenza di sicurezza, lo dico da anni!"

18-07-2023 06:30

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, SAC&CamCom, Focus,

SAC-Aeroporto di Catania, incredibile incendio. Pietro Agen: "Folle carenza di sicurezza, lo dico da anni!"

Nessuna conseguenza...

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Che sia scoppiato un'incredibile incendio che ha provocato la chiusura dell'aeroporto di Catania ne sta parlando tutto il mondo e quindi inutile che ci si aggiunga alla cronaca, che poi come noto ci annoia anche.

 

Noi proviamo a leggere oltre.

 

Intanto alcuni fatti a latere.

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Il primo la presenza del sindaco Enrico Trantino, che è anche socio  della SAC per conto del comune e della città metropolitana di Catania, che ha ritenuto opportuno presentarsi ai giornalisti accanto all'amministratore delegato, il noto top manager Nico Torrisi, che di cose da spiegare ne avrà ben altre piuttosto che i tentativi alquanto goffi di minimizzare i danni, quando il fatto stesso di dover chiudere per almeno due giorni uno degli scali più trafficati del Mediterraneo rappresenta già un disastro economico e d'immagine difficilmente recuperabile: c'è chi lo ha quantificato in 40 milioni di euro al giorno!

La presenza del sindaco al suo fianco comporta la condivisione quantomeno “estetica” delle responsabilità: sarebbe ora che qualcuno si occupasse della comunicazione del sindaco, che sta inanellando troppi scivoloni in troppo breve tempo, dalle strampalate ordinanze sul decoro “pubblico e privato” alle dichiarazioni sulla “normalità” delle sparatorie per strada. 

Non è un bene per la città. E neanche per lui.

 

Ma se questi sono fatti “estetici” e tutto sommato riguardano il sindaco e la sua immagine, ben più pesante sotto il profilo politico la posizione pubblicamente assunta da una personalità che ha ben altro peso specifico sulle vicende catanesi e dell'aeroporto in particolare.

 

Il presidente della ConfCommercio Pietro Agen, a lungo anche a capo della Camera di Commercio che ha nominato Torrisi al vertice della SAC, ha scelto il magazine della sua organizzazione per esprimere le sue valutazioni a caldo su quanto avvenuto, ed a differenza del sindaco Trantino, ha con precisione distinto la sua posizione affermando che da anni avverte sulla inadeguatezza del controlli e giudicando addirittura “folle la carenza nei sistemi di sicurezza dell'aeroporto.”

Il presidente Agen parla anche della “intollerabile lentezza nella esecuzione dei lavori”, citando anche la data dell'assemblea dei soci in cui avrebbe espresso le sue preoccupazioni, addirittura nell'ottobre 2020, arrivando a sollecitare opportuni controlli.

E se queste cose le dice Agen…

 

Ma non è solo il potente leader della ConfCommercio ad accendere la miccia del fuoco “amico”, almeno un tempo amico.

 

Ad intervenire pesantemente anche  la deputata di Fratelli d'Italia Eliana Longi, componente della Commissione Trasporti della Camera, che senza mezzi termini afferma che l'incendio “mette a nudo gravi carenze della governance della struttura”, con tanto di appello alla magistratura affinché intervenga.

 

Tralasciamo gli interventi di quanti da sempre criticano la gestione della SAC perché sarebbe troppo facile, e neanche sollecitiamo a leggere le decine di articoli in calce: torneremo nei prossimi giorni sui soldi spesi per le misure antincendio, sul fatto che vi siano addirittura consulenti esterni pagati per occuparsi proprio di questo settore, ed altre amenità tipo la mancanza di conseguenze ai rilievi ANAC e persino alle recenti ispezioni ENAC. 

E racconteremo presto anche dell'ultima causa civile che ci è stata appena notificata, intentata da uno dei super consulenti strapagati da questa strabiliante gestione aeroportuale.

Non mettiamo troppa roba al fuoco, suonerebbe di cattivo gusto. 

 

Ci torniamo, tranquilli, anche sul comunicato della multinazionale che nel 2019 dichiarava urbi et orbi “Più sicuro ed efficiente l'aeroporto di Catania si rinnova con la tecnologia di building information: rilevazione incendi più precisa, affidabile e sicura…” E meno male!

 

Ci limitiamo adesso a ricordare due recenti episodi, che anche mezzo avrebbe comportato conseguenze immediate su una governance a dir poco inadeguata:

 

Ora, aspettiamo che le autorità competenti finiscano i loro accertamenti e li rendano pubblici perché pubblico è l'interesse.

 

Al momento restano miliari le rassicurazioni del presidente della regione Renato Schifani che ha dichiarato: “Sono costantemente in contatto con i vertici di Sac, la società di gestione di Catania-Fontanarossa, e ho allertato e messo a disposizione tutte le strutture amministrative regionali che possono essere utili per risolvere al più presto le questioni legate al ripristino della normale funzionalità dello scalo catanese”, apposto, se abbiamo a disposizione le efficientissime strutture regionali controllate da Schifani & C. siamo tutti più sereni, alla renziana però.

 

Per non dire della prefettura di Catania che ha svolto un vertice con SAC ed ENAC, con questi ultimi che in un comunicato congiunto hanno comunicato che “il Terminal C riparte con due voli l'ora”.

I “tavoli” e le commissioni" presso la prefettura di Catania, soprattutto quelli riguardanti l'ordine e la sicurezza, sono ormai case study a livello internazionale per l'incredibile capacità di ottenere zero risultati: neanche se lo facessero di proposito.

 

Insomma, tutto apposto.

Nessuna conseguenza. 


Leggi anche:  







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"SAC Aeroporto di Catania, negato accesso agli atti: Ma non era tutto trasparente?"

 

Nella denuncia hanno sostenuto che "gli atti erano stati secretati per tutelare il processo di privatizzazione in virtù del principio di libera concorrenza." 

 

E noi ridiamo!











































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