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UNICT: professore associato di Economia minaccia e insulta gli studenti durante una lezione. E viene sospeso p

10-07-2023 06:30

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Università, Focus,

UNICT: professore associato di Economia minaccia e insulta gli studenti durante una lezione. E viene sospeso per soli 20 giorni. D'estate

Fondata nel 1434. E bisognava arrivare agli anni 2000 avanzati per doverla raccontare così.

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Che roba.

È un pò che non ci occupiamo di quanto accade all'Università di Catania, l'ultima volta è stato per l'appalto delle pulizie, la prossima probabilmente sarà per quello sulla vigilanza…strano affaire a quanto pare, abbastanza strano

 

Ma oggi il tema è un altro.

Nei giorni scorsi diversi studenti del dipartimento di Economia hanno contattato la redazione per segnalarci un caso che sarebbe superfluo persino commentare, basterebbe mettere a disposizione dell'opinione pubblica l'audio che trovate al termine di queste poche righe.

 

Ma il contesto è meglio spiegarlo, e soprattutto dare conto  dell'opinabile decisione del collegio di disciplina dell'Università di Catania, che ha pensato di poter risolvere una vicenda così incresciosa comminando una ridicola sanzione di soli 20 giorni di sospensione al campione protagonista della “performance” che getta discredito sull'intera istituzione e sul suo corpo docente.

 

Il protagonista di questa storia è il professore associato di Economia Vincenzo Pisano.

Un laconico avviso apparso sul sito del dipartimento fa intendere che qualcosa è accaduto:

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Quindi, il 31 maggio il dipartimento di economia dell'Università di Catania dà notizia che il Prof. Vincenzo Pisano per 20 giorni, dall'1 al 20 giugno, “sarà sostituito”.

Non ci sono altre spiegazioni, del resto è noto come l'Università di Catania sia tra le meno trasparenti al mondo, avendo persino sottratto alla conoscenza pubblica i verbali delle sedute del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico: una volta li pubblicavano, poi, chissà cos'hanno da nascondere, hanno deciso di non farlo più. 

 

In realtà sappiamo che la causa della “sostituzione” è un provvedimento disciplinare che è stato comminato colpito al prof. Vincenzo Pisano il quale durante una lezione da lui tenuta ha pesantemente insultato e minacciato uno studente, colpevole di essere arrivato in ritardo.

 

Il linguaggio e le minacce usate dal “professore associato” sono oggettivamente indegne, incommentabili.

La questione semmai è se l'Istituzione ha saputo reagire in maniera adeguata ad una simile violazione delle più elementari regole di comportamento per un dipendente pubblico, a maggior ragione se docente universitario, responsabile della formazione di decine, centinaia di giovani studenti.

 

È adeguata la sanzione di appena 20 giorni di sospensione? 

Qual'è il messaggio che ne ricavano i giovani presenti all'accaduto, che peraltro pare non sia stato il primo?

È questo, presso l'Università di Catania, il modo di osservare l'art.54 della Costituzione che recita: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”.

Sono questi la disciplina ed onore che si insegnano al dipartimento di economia di Catania?

 

E ancora, considerato che sono evidenti le ingiurie e le minacce, trattandosi di pubblici funzionari coloro che ne hanno raccolto la segnalazione ed in quanto tali obbligati alla denuncia, ne è stata presentata una formale  o si è scelto anche in questo caso l'omissione come per la mancata costituzione di parte civile nel processo “Università Bandita”? 

 

È forte il sentimento di sconforto della comunità studentesca, oltre che per il fatto in sé anche per la tenuità della sanzione con la quale si vorrebbe liquidare la questione: “È fondamentale ribadire che comportamenti aggressivi, linguaggio sessista e minacce fisiche non possono essere tollerati in un ambiente accademico, dove dovrebbe regnare l'equità, il rispetto e la sicurezza.”

E adesso, prima che i lettori possano godersi la performance originale, ecco il testo dell'audio registrato e diffuso dagli studenti presenti alla “performance”:

 

“Tirati questa porta perché abbiamo le finestre aperte...ti ho visto comunque...sei in ritardo perché ti sei fatto i cazzi tuoi...perché stavi corteggiando cinque donne contemporaneamente ...non funziona questa cosa...stavolta sei stato maleducato..sono serio... perché io sono un coglione che vengo puntuale...tu invece ti fai i cazzi tuoi ...speriamo che non ti caghino...una sega ci vuole oggi...così per punizione...cioè...è una questione di rispetto ragazzi...voi non sapete distinguere il professore simpatico e divertente dal professore che fa la figura del coglione...io ti do una testata che ti mando all'ospedale...me ne sto fottendo e vedrai che vinco io perché poi sono io contro di te, in questo mondo funziona che il più forte vince, non fisicamente, quello che ha più amici...avanti assettiti fozza...te ne stai andando a ballare con questi pantaloni?”

 

 

Questo accade nell'Università di Catania, “Siciliae Studium Generale”: fondata nel 1434.

E bisognava arrivare agli anni 2000 avanzati per doverla raccontare così.

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