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PUBBLISERVIZI, l'operazione più cretina del secolo: e adesso girano liste di licenziati...

07-05-2023 07:13

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus, Pubbliservizi,

PUBBLISERVIZI, l'operazione più cretina del secolo: e adesso girano liste di licenziati...

...e 331 famiglie in mezzo alla strada

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È pazzesco quello che hanno combinato nella gestione della crisi della Pubbliservizi, ne hanno fatte più di Bertoldo e continuano imperterriti, quasi che fosse una gara internazionale per vincere la coppa della scunchiuritaggine, come si potrebbe definire da queste parti.

 

Una crisi che dura da almeno un decennio: lasciamo stare le vicende giudiziarie che hanno tutta un'altra logica, in realtà la saga delle scemenze comincia con commissariamenti che sono riusciti nell'impresa impossibile di rendere inevitabile quel fallimento che oggi sta producendo la commedia dell'assurdo cui sta assistendo inebetita, o effettivamente ebete, l'intera città, politicanti in testa, che come al solito non capiscono niente salvo cadere dal pero quando poi è troppo tardi per non farsi seriamente del male.

 

La chicca finale, e qui l'operazione più cretina del secolo, l'abbiamo vista con la decisione di farla fallire, sottraendo al piano concordatario 700 mila euro (avevano conferito un'immobile abusivo…) che adesso Città Metropolitana pare abbia messo a disposizione della nuova azienda speciale appena costituita per acquisire la stessa Pubbliservizi finita all'asta: operazione da geni del management.

 

Nel tempo abbiamo raccolto e pubblicato gli allarmi del consiglio di amministrazione presieduto dall'imprenditore Giuseppe Molino che, assistito dall'avvocato Roberto Li Mura, aveva previsto al millesimo quello che stava accadendo, rimanendo inascoltato ed anzi irresponsabilmente ostracizzato da commissari naif e politicanti parvenu, con il risultato che oggi si deve amaramente registrare: una confusione totale con il rischio sempre più concreto che 331 famiglie finiscano in mezzo ad una strada e servizi essenziali per la comunità catanese vadano appaltati a qualche azienda privata, magari ingrassando qualche approfittatore di turno che non manca mai e probabilmente a questo brillante risultato punta da tempo.

 

Abbiamo più volte dimostrato come alcuni personaggi hanno dovuto mettere più impegno per farla fallire che non nel salvarla, risultato che sarebbe stato facilmente raggiungibile se solo la politica-politicante lo avesse voluto: evidentemente il disegno, scellerato, era altro.

 

L'ultima novità è di ieri, quando comincia a circolare una lista contente i nomi di 75 dipendenti di Pubbliservizi ( di cui siamo in possesso ma non pubblichiamo per decenza!) che finirebbero in cassa integrazione per poi non essere integrati nella nuova società: i fantomatici esuberi.

Una lista di “proscritti” che non si è ancora capito in base a quale criterio individuati e preparati al macello.

 

Esuberi che non ci sarebbe ragione di contare se solo la facesse lavorare seriamente questa società pubblica, considerando la mole di mansioni che dovrebbe svolgere.

 

E non si capisce neanche quale delle due società, la morente o la nascente, avrebbe dovuto procedere a questo obbrobrio, fatto sta che tutto sembrava pronto e, si vocifera, addirittura con accordo firmato da alcune sigle sindacali, forse le solite.

 

Immediata la reazione delle altre sigle, che hanno radunato i lavoratori presso la sede di Città Metropolitana di via Nuovaluce, pronti ad occuparla, in testa sempre lei, la pasionaria della Sifus-CONFALI Lucia Inzirillo, la segretaria nazionale che ha condotto con coerenza e lucidità, ed evidentemente ragione, una battaglia non facile, mentre altri probabilmente provavano ad ottenere qualche vantaggiuccio per sé o figli ed affini...

 

Un rapido negoziato con la Digos ha evitato che gli animi si surriscaldassero ed una delegazione composta da tre rappresentanti per sigla è stata fatta entrare in sala riunione per avviare una prima interlocuzione.

 

Al termine pare al momento scongiurata la fuga in avanti con i paventati licenziamenti e si dovrebbe adesso avviare una trattativa per valutare eventuali riduzioni di orario di lavoro distribuiti tra tutti i dipendenti, una sorta di “salario di solidarietà”, per consentire il riassorbimento di tutti ed al contempo provare ad avviare, finalmente, un piano di riorganizzazione del personale: che si poteva/doveva fare almeno 5 anni fa…


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