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Di che si occupa il Prefetto a Catania? L'increscioso caso San Berillo

14-12-2022 05:50

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus,

Di che si occupa il Prefetto a Catania? L'increscioso caso San Berillo

Uno dei massimi esempi dell'inadeguatezza di chi esercita funzioni pubbliche nella città di Catania

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MA È DAVVERO COSÍ DIFFICILE RECUPERARE

SAN BERILLO ALLA CIVILTÁ

Non è ancora chiaro quando, anzi a fare un giro per Catania sembra impossibile che si possa tornare nell'alveo di una città normale, ma prima o poi accadrà: come sempre.

 

Però è indispensabile che si comincino ad individuare le responsabilità, che non devono essere sanzionate solo per brutti fatti esagerati, ma anche per le omissioni, per il fatto che chi ricopre funzioni pubbliche essenziali non riesce ad esercitarle in maniera efficace.

 

E ci sono casi emblematici, che di questa inefficacia che rischia di diventare inadeguatezza rappresentano la dimostrazione plastica, evidente, talmente plateali che diventano a loro volta causa di disaffezione e persino pericolosa repulsione nei confronti delle istituzioni.

 

Tra questi il caso San Berillo, l'antico quartiere nel cuore della città di Catania, è probabilmente il più esagerato, probabilmente perchè sarebbe di immediata e semplicissima soluzione se solo si volesse risolvere.

 

Anche di questo abbiamo scritto decine di volte, e non solo noi ovviamente: eppure niente.

Recentemente addirittura l'accorato allarme lanciato da un vice questore/sindacalista che denunciava l'incredibile episodio degli agenti di polizia cacciati ignominiosamente dalle gang.

 

San Berillo, è noto a tutti, è una piccola porzione del territorio comunale che si estende tra le centralissime vie di Sangiuliano ed il corso Sicilia, dovrebbe essere la parte più nobile della città.

 

Da tempo è trasformato in zona franca rispetto ad ogni possibile legalità, una casbah inattraversabile popolata da intere gang di spacciatori che in maniera del tutto indisturbata ne hanno fatto il regno di ogni traffico.

 

San Berillo si trova, oltre che nelle adiacenze del Teatro Massimo Bellini, a pochi passi dalla sede della Prefettura di via Minoriti, saranno 200 metri: è qua il problema.

 

Il Prefetto è una figura istituzionale di grande importanza nel nostro ordinamento, tanto da vedersi attribuito addirittura il titolo di "Eccellenza".

 

Ma al di là della consuetudine e delle apparenze, dovrebbe essere tutt'altro che una figura meramente rappresentativa del governo centrale da portare in giro per cerimonie ed inaugurazioni:  ha poteri precisi e conseguenti responsabilità.

 

Basta inserire la parola "prefetto" in qualsiasi motore di ricerca, come dimostra la foto di copertina, che ti vengono restituiti proprio i suoi compiti:  "attività di coordinamento in materia di sicurezza e ordine pubblico, sviluppo economico, ambiente, cura del territorio, servizi alle persone e alla comunità."

 

Quindi il prefetto è la massima autorità, e quindi ne ha altrettanto responsabilità, di alcuni degli aspetti più importanti della vita civile e comune.

 

Ora, il "caso San Berillo" è la dimostrazione che questi compiti non vengono svolti ed è necessario che qualcuno ponga il problema per capire quali sono i motivi di questa colpevole inerzia.

 

Dicevamo che la questione risulta ancora più inspiegabile perché riteniamo sarebbe difficile smentire che in realtà si tratta di un problema abbastanza semplice da risolvere e darebbe un'importante segnale pubblico se lo si facesse.

 

È semplice da risolvere perché si tratta di un territorio molto circoscritto, poche piccole strade che si intersecano con altrettanto sparuti edifici in gran parte diroccati e occupati dalle gang di cui sopra.: ma ci vuole davvero tanto a sgomberarli?

 

Basterebbe individuare i proprietari degli immobili e costringerli a mettere in sicurezza quelle proprietà per impedirne l'occupazione e nel caso di "affitti" valutarne la regolarità.

 

Ma la cosa più semplice, piuttosto che compiere spettacolari quanto inutili ed effimeri blitz di polizia come ogni tanto accade, sarebbe bonificare la zona ed installarvi una adeguata postazione fissa di pubblica sicurezza, un camper mobile, un qualsiasi presidio militare, che interrompa i traffici delle gang e le convinca che lo Stato intende riappropriarsi di quel territorio.

 

I costi sarebbero praticamente zero per la comunità e nel giro di qualche mese si potrebbero incentivare i proprietari, almeno quelli perbene, a rivalutare i loro immobili, come stava accadendo qualche anno addietro salvo poi vederli desistere a causa proprio dell'abbandono da parte delle varie istituzioni.

 

"Tavoli tecnici " se ne sono fatti a decine, riunioni cel Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza neanche si contano più, e più se ne fanno più si aggravano i problemi: qualcosa, troppo, non funziona in questa città ed è or di capire il perché e per colpa di chi.

 

Ma è davvero così difficile?

E se non ce la fanno a risolvere un problema simile, che ci stanno a fare?


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