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"Meno di 50 giorni all'ecatombe industriale", la denuncia di Unionports per la chiusura della Lukoil di Siracu

21-10-2022 07:21

redazione

Cronaca, Focus,

"Meno di 50 giorni all'ecatombe industriale", la denuncia di Unionports per la chiusura della Lukoil di Siracusa

A rischio 7000 posti di lavoro e il 20% della raffinazione italiana: chi se ne sta occupando?

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Dal prossimo 5 dicembre diventeranno operative ulteriori sanzioni nei confronti della Russia e quella che colpirà direttamente l'economia siciliana riguarda il divieto di importazione di petrolio per la raffineria siracusana della russa Lukoil, che da sola raffina il 20% del petrolio circolante in Italia e dà lavoro a circa 7 mila persone.

 

Davide Fazio, presidente Unionports, ha emanato un comunicato che pubblichiamo:

 

"Le neo deputazioni nazionale e regionale convochino in un tavolo istituzionale e tecnico  tutti i soggetti interessati, (alcuni già riuniti in un gruppo di lavoro costituito dalla amministrazione comunale di Augusta), una riunione con istituzioni, sindacati, organizzazioni imprenditoriali e istituzioni competenti, per affrontare le conseguenze delle questioni sul tappeto, Lukoil, IAS, Priolo Servizi, e la crisi che rischia di far chiudere una delle più grandi  esperienze industriali del mondo, e mettere in ginocchio l’economia locale e siciliana.


Occorre alzare di molto l’asticella  dell’allarme che è stato trattato, riteniamo , con “debolezza”.

 

Non basta uno sporadico intervento  sulla stampa da parte di pochi politici, non basta  un ordine  del giorno di un solo consiglio comunale, quando è in gioco tutto, anche i soldi per andare a fare la spesa essenziale. 


L’atmosfera necessaria, data la situazione di crisi “epocale”, deve somigliare a quella del 28 dicembre del 1960 quando  circa venti mila augustani, praticamente tutta la città, scesero in piazza per salvare il porto di Augusta da un provvedimento burocratico  che avrebbe tolto alla città e al porto gran parte dello sviluppo conquistato dal 1949 in poi.


O l’atmosfera  di grande solidarietà che si costruì attorno al caso Liquichimica alla fine degli anni settanta quando lo stabilimento fu destinato alla chiusura, evitata dall’intervento dello stato e del’ENI dopo che parlamentari i di destra e di sinistra dormirono in fabbrica assieme ai lavoratori.


Il 5 dicembre è vicino, meno di due mesi per portare in salvo la raffineria Lukoil  di Priolo e, di conseguenza, il 20% della raffinazione italiana.

 

Per altro le operazioni di spegnimento degli impianti dovrebbero cominciare molto prima.
 

Dal 5 dicembre l’azienda di origini russe, (meditate gente su internazionalizzazioni, delocalizzazioni, privatizzazioni), non potrà importare petrolio russo.

E da tempo non ha accesso al credito, con le conseguenze che sappiamo.


Su questo tema e sui casi giudiziari IAS e Priolo Servizi sono intervenute personalità come il presidente  della Regione Renato Schifani, ma il governo ancora non c’è, non si sa con chi parlare…ed il tempo scorre.

 

Necessaria una  iniziativa unitaria perché veramente il nuovo governo prossimo venturo faccia sua la priorità.
 

Chiediamo alla politica, alle istituzioni, ai sindacati, di istituire un tavolo permanente di monitoraggio e di iniziativa.

Per trovare vie di soluzione, proporre rimedi dove sono necessari, investimenti  tramite risorse nazionali ed europee.

 

Un gruppo di lavoro da cui i nuovi eletti al parlamento nazionale e all’Assemblea Regionale  non possono mancare, per essere promotori ma anche veicolo di quanto  necessita fsare presso le rispettive istituzioni legislative.

Gruppo di lavoro di cui dovrebbero far parte esponenti  dei ministeri competenti.


Questo gruppo di lavoro, da istituire  adesso,  deve chiedere  subito al governo di creare  le condizioni per prospettive , anche per quanto riguarda  il caso IAS, che possano consentire alla magistratura  di dare tempi necessari a soluzioni tecniche per evitare il blocco dell’intero sistema industriale .


UnionPorts annuncia fin da adesso che farà vigilanza e stimolo su queste iniziative."

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