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Centro Commerciale di Bicocca: il comune si accorge che è suo, lo toglie a "Fronterrè +2" e vuole vederci ch

30-05-2022 07:00

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, SAC&CamCom, Focus,

Centro Commerciale di Bicocca: il comune si accorge che è suo, lo toglie a "Fronterrè +2" e vuole vederci chiaro sulla regolarità. Dopo quasi 5 anni......

Di questa strana, stranissima storia, ci siamo già occupati... e avevamo ragione

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Di questa strana, stranissima storia, ci siamo già occupati e adesso ci imbattiamo, davvero per caso, in una delibera della giunta del comune di Catania che non solo conferma quanto questa storia sia strana, anzi stranissima, ma lascia ancora più ombre di quelle che dovrebbe risolvere con una tardiva, tardivissima "risoluzione" di una concessione che avviene, lo scrive lo stesso comune concessionario e non certo noi, per scadenza del contratto, senza dire però che quel contratto è scaduto nientemeno che nel novembre 2017, ben 4 anni e mezzo addietro, con qualche "proroga tecnica" con motivazioni risibili sino al 2018 e poi del tutto "catanesizzata" come pratica.

 

Leggete, dovete farlo, l'articolo del 2020 perché è davvero pazzesco e ancor di più se si collega all'epilogo di adesso, che epilogo, come vedremo, non è. 

In questa storia, per inciso ma neanche tanto, oltre agli imprenditori Fronterré Venuto+2 (così sono indicati negli atti comunali) troveremo l'ineffabile "massone in sonno" Pietro Agen in più e diverse, diversissime vesti.

 

È infatti c'è proprio lui nella delibera 1839 del 2001, in quanto all'epoca era l'assessore alle Attività Produttive della giunta Scapagnini che propose l'operazione di concessione e poi lo ritroviamo come presidente della camera di commercio del Sud Est che decide di comprare un capannone da adibire ad ente fiera proprio presso lo stesso Centro Commerciale, trattando con Fronterrè+2 pur non potendo non sapere che la concessione era scaduta avendo firmato lui stesso la delibera!

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E contemporaneamente lo stesso Agen, che evidentemente tanto in sonno non è ma piuttosto sveglissimo, nello stesso periodo (mentre la CamCom lo tratta e perizia con soldi pubblici) presso lo stesso capannone realizza con una società privata del "Sistema ConfCommercio lucrosissime fiere di vario genere.

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Per inciso nell'inciso, amministratore di questa società privata del "Sistema ConfCommercio" è, manco a dirlo, il figlio di Agen, quello stesso Vasco alla cui associazione di famiglia andavano i soldi pubblici della camera di Commercio. (Quest'altro articolo lo riportiamo in calce perché già la vicenda è assurda e scrivere questo pezzo senza essere troppo confusionari è davvero difficile!)

Mentre che ci siamo, per inciso dell'inciso nell'inciso, con una rocambolesca manovra poggiata sulla incredibile mentecanza di organi ministeriali e regionali, sempre lo stesso ineffabile Agen (Pietro non il figlio) si trova ancora a presiedere una Camera di Commercio che non solo non esiste più per legge dallo scorso agosto ma è anche scaduta nei sui organi dallo scorso marzo.

Nel frattempo, sempre lo stesso signore, con ricorso in decisione al CGA, ha trovato nottetempo il modo di rinnovare niente meno che il consiglio di amministrazione dell'aeroporto di Catania, ripiazzando il suo vice presidente del Sistema ConfCommercio Nico Torrisi, e , cosa surreale e senza precedenti, gabbando alla grande quell'alluvionato del presidente della regione Nello Musumeci.

 

Questa è da comica, e in realtà da colica per il povero Musumeci che ne esce con le ossa rotte e non solo.

Infatti, in quanto presidente della regione, in pietosa ricerca di affetto pro ricandidatura, aveva concorso col ministro della Lega Giancarlo Giorgetti (che ha uno staff incapace di scrivere persino un decreto elementare), a commissariare la camera di commercio del Sud Est, e invece di difendere il suo stesso operato, mentre pende gudizio amministrativo, ha chiuso un accordo (almeno lui si illudeva) sul "rinnovo in continuità del CdA della SAC con Pietro Agen, che furbescamente si fa mandare il curriculum del fedelissimo di Musumeci ex sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo con il miraggio di nominarglielo presidente della SAC per poi buggerarlo malamente votando un altra. Spettacolo.

Non si ha memoria di un simile sbeffeggiamento ad un presidente di regione in carica.

 

Quindi, per il colpo di mano alla SAC la "legittimazione" ci sarebbe stata, per avviare le procedure di elezione della Camera di Commercio scaduta a marzo no?

Ma non è pazzesco quello che capita a Catania?

Vabbè, ci siamo fatti prendere dall'amarcord, troppo avvincente, troppo avvilente: anche perché in questa città assurda tutto e tutti si intrecciano quando si tratta di trasformare cose pubbliche in affari privati.

Torniamo al Comune di Catania vs Fronterrè+2.

Come detto nell'incipit, quella concessione era scaduta nel 2017 e dopo qualche discutibilissima "proroga tecnica" basata sull'irragionevole motivazione che il comune stava studiando che fare (dopo 15 anni!), non si ebbe più notizia e quindi non si capisce a tutt'oggi chi abbia gestito gli ingenti affari milionari di quella enorme struttura, a che titolo e per quale ragione, e, come vedremo, ad avere più di un dubbio è proprio il comune di Catania che lo mette in neretto nella sua delibera.

 

Arriviamo infatti all'11 maggio del 2021, con la delibera della giunta comunale di Catania numero 65.

La giunta è al gran competo, presenti il sindaco Salvo Pogliese, gli assessori Roberto Bonaccorsi , Giuseppe Arcidiacono, Enrico Trantino, Sergio Parisi, Alessandro Porto, Fabio Cantarella, Ludovico Balsamo, Barbara Mirabella, Giuseppe Lombardo e Michele Cristaldi.

 

L'oggetto è chiaro:  RISOLUZIONE PER NATURALE SCADENZA DELLA CONCESSIONE A TRATTATIVA PRIVATA ALL’A.T.I. VENUTO & FRONTERRÉ + 2 DELLA COSTRUZIONE E GESTIONE DEL CENTRO COMMERCIALE ALL’INGROSSO IN C.DA PASSO DEL FICO - ATTO DI INDIRIZZO.

 

La proposta di delibera proviene dall'assessorato Lavori Pubblici e viene subito "modificata" in sede di giunta con due "precisazioni" che evidentemente nella proposta della direzione non c'erano.

 

Nella proposta era scritto: - "Dichiarare risolto il contratto di cui alla la convenzione n. 76648 di Re- pertorio, n. 19920 di Raccolta, avente ad oggetto la “Costruzione e gestione degli edifici com- merciali, degli impianti tecnologici, delle reti per il telecontrollo e per la distribuzione dei servizi informatici e opere varie del centro commerciale all’ingrosso adeguato ai rilievi dell’Ammini- strazione ed integrato con le prescrizioni” concernente il Centro Commerciale in Contrada Passo del Fico per intervenuto decorso del termine di validità dello stesso."

 

In effetti un pò troppo surreale quella formula finale: "risolto per intervenuto decorso del termine di validità dello stesso".

 

Così la giunta di cui sopra lo sostituisce e delibera con questo capoverso: "Dare atto che la concessione di cui alla convenzione n. 76648 di Repertorio, n. 19920 di Raccolta, avente ad oggetto la “Costruzione e gestione degli edifici commerciali, degli impian- ti tecnologici, delle reti per il telecontrollo e per la distribuzione dei servizi informatici e opere varie del centro commerciale all’ingrosso adeguato ai rilievi dell’Amministrazione ed integra- to con le prescrizioni” concernente il Centro Commerciale in Contrada Passo del Fico, si intende risolta perché giunta a naturale scadenza."

 

"NATURALE SCADENZA" NEL 2021???

MA È SCADUTA NEL 2017!!!

DA QUASI 5 ANNI!!!

 

Non lo dicono, sorvolano beatamente, però, ecco il micidiale però, effettuano una seconda modifica alla proposta della direzione, nel secondo capoverso, una sorta di salvaguardia:  "Verificare la regolarità dei rapporti economici fra il Comune e l’A.T.I. interessata, come scaturente dalla concessione."

 

Ah si? Dopo 15 anni di concessione e a quasi 5 dalla "naturale scadenza" si accorgono di dover "verificare" nientemeno che "la regolarità dei rapporti economici" con Fronterrè & C.

 

Ma c'è di più.

 

Infatti nella delibera della giunta, dopo una premessa sugli obblighi cui il concessionario avrebbe dovuto adempiere, e si parla di opere importanti e dispendiose, viene inserita una ulteriore FORMULA: "Ravvisata la necessità di acquisire tutta la documentazione attestante la regolarità delle opere eseguite dalla concessionaria prime di prenderle in carico all’Amministrazione."

 

Quindi, ad oltre venti anni dall'inizio ed a cinque dalla "scadenza naturale" di questa incredibile vicenda che solo a Catania poteva verificarsi, devono ancora "acquisire la documentazione attestante la regolarità delle opere eseguite dalla concessionaria".

 

MA PERCHÈCI SONO DUBBI CHE LE OPERE ESEGUITE DALLA CONCESSIONARIA POSSANO ESSERE IRREGOLARI?

 

Attenzione, questa delibera che abbiamo scovato, lo abbiamo scritto sopra, è del maggio 2021: è già passato un altro anno e da quel momento agli atti non risulta niente di pubblicato.

 

Sarebbe ora che il comune di Catania chiarisca pubblicamente ed in maniera trasparente cosa è accaduto PERCHÈ

 

È  VERAMENTE PAZZESCO QUELLO CHE ACCADE A CATANIA...



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