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Precari Covid: lettera aperta a chi non sente e se sente non capisce

20-04-2022 07:00

redazione

Cronaca, Focus, covid spese & C.,

Precari Covid: lettera aperta a chi non sente e se sente non capisce

Assegnato un'insultante 0,,042 come punteggio aggiuntivo nei concorsi che neanche si faranno

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Gentile Presidente Musumeci,

Gentile Assessore Razza,

Gentile Direttore Lanza,

Segretari Generali CGIL, CISL, UIL

 

con rammarico e malinconia Vi scriviamo, non per protesta, ma per manifestarVi quello che oggi è il nostro stato d’animo.

 

Durante la fase cruenta della pandemia ci avete chiamato EROI, ANGELI, noi che, di punto in bianco, ci siamo ritrovati catapultati in una nuova realtà, fatta di tracciamenti, tamponi, isolamenti domiciliari, solitudine e morte.

Anche noi a combattere quel mostro invisibile che fa paura a tutti, a gestire una pandemia che nessuno inizialmente sapeva come gestire.

Ebbene sì, in prima linea c’eravamo noi: nelle Terapie Intensive, nelle USCA, nei Pronto Soccorso, nei reparti, negli uffici commissariali, nei Distretti Sanitari, c’eravamo Noi, ad inventarci azioni che potessero aiutare tutta la popolazione colpita da una catastrofe sanitaria.

 

Eravamo lì a dare conforto a quanti hanno vissuto gli ultimi giorni di vita lontani dai propri cari, trasformati come degli astronauti, ad inventarci come combattere le sofferenze di chi era totalmente isolato dai propri affetti, utilizzando smartphone e tablet per generare benessere, per combattere il mostro senza sentirsi abbandonati.

 

Ci siamo inventati un lavoro quando nessuno voleva entrare in un reparto o in una casa dove c’era il “mostro invisibile”! Sì!

 

NOI C’ERAVAMO SENZA SE E SENZA MA!

Nessuno mai durante i nostri studi, durante le nostre esperienze professionali ci aveva mai insegnato a combattere una pandemia.

UNA PANDEMIA.

 

Abbiamo accantonato famiglia, amici, studi di specializzazione, perché essendo troppo esposti, non potevamo rischiare di portare a casa il mostro e contagiare i nostri cari, oppure di non esserci nel momento in cui c’era bisogno di noi, delle nostre professioni.

Ma nonostante tutto, a qualcuno è successo.

 

Abbiamo perso tanto, ma il nostro coraggio, la nostra caparbietà ed il nostro spirito di servizio ci ha fatto andare avanti.

 

Quando, durante le zone rosse, in tanti erano al sicuro nelle loro case, noi eravamo lì, felici e fieri di aiutare la popolazione, di esserci.

Abbiamo rischiato, la nostra salute in primis, non guardavamo l’orologio, non abbiamo avuto Natale, Capodanno, Pasqua, Ferragosto, noi eravamo sempre lì a combattere e dare speranza e futuro.

 

E pensare che Ve lo avevamo anche detto che, passata l’emergenza, Vi sareste dimenticati di noi.

Avevamo nutrito fiducia nel Governo Nazionale e Regionale quando furono emanate le prime norme che ci dovevano “premiare” per quel sacrificio, per quell’essere stati eroi.

 

Oggi scopriamo, invece, di valere più che niente, solo uno 0,042 di punteggio in eventuali assunzioni!

 

Ci siamo chiesti tutti:

ma le normative non parlavano di reclutamento?

Di preferenze nelle selezioni pubbliche?

Di posti riservati a chi durante la “guerra” al virus era in prima linea?

Invece solo uno 0,042 punti, mentre a chi rimaneva tranquillamente a casa e magari si laureava con la magistrale gli venivano riconosciuto 2 punti.

È, quindi, questo il nostro valore?

È, quindi, questo il valore di quell’essere stati eroi?

È solo un misero 0,042?

Sì… 0,042 è il valore che a noi tutti ci avete attribuito.

 

Sarebbe interessante conoscere i nomi e professioni di chi ha deciso che la vita di un lavoratore o di una lavoratrice precario, che ha prestato il proprio servizio alla collettività durante l’emergenza Covid, valga solo 0,042.

 

Medici, infermieri, personale amministrativo, informatici, psicologi, biologi, farmacisti, assistenti sociali, pedagogisti e tante altre professioni che valgono solo 0,042.

 

Noi eravamo lì a combattere, negli Ospedali, negli Hub, nei Distretti Sanitari, a casa dei pazienti, sarebbe interessante sapere se coloro che vorrebbero liquidarci con una “mancia” erano allo stesso modo a contatto quotidiano con il virus.

 

In questa guerra subdola lo stereotipo comune è che solo i medici (specie quelli di ruolo) hanno rischiato, e invece NO. Tutte le categorie hanno rischiato, restando in silenzio e svolgendo il proprio ruolo.

 

È stato il nostro senso del dovere che ci ha fatti rispondere alla “chiamata”.

Al contrario, ci chiediamo come mai oggi l’ASP e le strutture Ospedaliere, non tengono più conto di noi?

 

Come mai quanti hanno preferito stare a casa, magari con le proprie famiglie, forse ben suggeriti, oggi che il “nemico” è indebolito e sono state definite le nuove dotazioni organiche, noi veniamo scartati in partenza e viene fatto posto a chi era tranquillamente a casa oppure lavorava in cliniche non Covid?

 

Il responsabile dell’Ufficio Risorse Umane dell’ASP perché a tutti i costi deve penalizzarci?

 

Chiedetegli che differenza c’è tra un medico ed un amministrativo o un informatico nel combattere l’emergenza?

 

Che differenza c’è tra un medico ed un biologo nella somministrazione dei tamponi?

Che differenza c’è tra un medico ed uno psicologo, quando entrambi combattono contro lo stesso nemico?

 

Perché due anni di lavoro in prima fila nella lotta al Covid debba valere la metà del punteggio di chi, standosene comodamente a casa, prendeva specializzazioni o lauree magistrali online?

 

Quindi noi siamo quelli dello 0,042?

 

Alle Organizzazioni Sindacali chiediamo su quale base hanno ritenuto valutare il nostro lavoro di due anni meno della metà di una semplice pubblicazione?

Ma non dovevamo avere le stabilizzazioni?

La Legge Nazionale non parlava di assunzione oppure abbiamo letto male la norma?

 

Ma potremmo continuare all’infinito. Il denominatore comune a tutte le categorie è che con coraggio abbiamo combattuto una guerra.

Poi finalmente arriva il vaccino, vengono creati gli Hub Vaccinali.

E chi c’era lì?

SEMPRE NOI, 7 giorni su 7.

 

E dopo tutto questo, pesati su una bilancia, esce solo lo 0,042.

 

Ma non è finita qui. Le domande che ci poniamo sono tante.

Perché non si è data una direttiva unica regionale che uniformi tutte le ASP siciliane?

Perché la Regione Sicilia non uniforma le sue norme alla legge finanziaria Nazionale del 2022?

Perché, nello specifico, mentre i sindacati si occupavano dei nostri diritti al tavolo con i vertici ASP di CT, la stessa ASP durante il confronto con le Organizzazioni Sindacali ci riempiva di complimenti e ci definiva EROI, ma nello stesso tempo pubblicava un bando per il reclutamento di personale amministrativo, valutandoci solo come 0,042?

 

Se siamo in esubero, motivo per cui il nostro monte orario è stato ridotto del 50%, perché cercare altro personale?

 

Ci sono troppe domande e non ci sono risposte.

Solo quello 0,042 che rimbomba vergognosamente e in modo umiliante.

 

Solo una cosa non vorremmo mai sapere: che siamo stati usati solo in un momento di difficoltà e adesso gettati perché non serviamo più.

Ma i contagi aumentano, la sanità è al collasso, e noi siamo qui ad aspettare risposte. Perché non valiamo solo 0,042.

 

Dietro quel numero ci sono persone, professionisti, giovani e famiglie che hanno dimostrato di saper gestire l’inimmaginabile, con coraggio e dedizione, puntando contemporaneamente sia alla quantità che alla qualità del lavoro svolto, mettendo il cuore e le proprie competenze con ogni sforzo possibile.

 

Ad oggi tutti noi abbiamo acquisito “on the job” competenze fondamentali.

Che dovrebbero essere salvaguardate. Abbiamo fatto sentire al sicuro le persone, ma chi fa sentire al sicuro noi?

 

Guarderemo e valuteremo attentamente ogni atto amministrativo che l’Asp e le Strutture Ospedaliere emaneranno in tema di reclutamento del personale e, di certo, non staremo con le mani in mano per far valere la nostra dignità e i nostri diritti.

 

Sappiamo della differenza di trattamento contrattuale che qualche collega, qua e la, ha avuto, sappiamo pure che le dotazioni organiche appena licenziate hanno grandi carenze di personale con figure professionali, non vorremmo mai sapere che qualche Dirigente giochi sulla nostra dignità e sui nostri diritti, ed è per questo che ci appelliamo a VOI.

 

Voi che per le Vostre singole competenze, potreste approfondire quanto, vergognosamente, si sta consumando sulla nostra pelle.

Voi che avete la possibilità e il diritto di intervenire a sanare una stortura voluta da pochi ma che lede la dignità lavorativa di tanti.

Noi che siamo sempre qui, che aspettiamo risposte, che meritiamo il giusto riconoscimento, che abbiamo bisogno di certezze e stabilità, le stesse che con dignità abbiamo offerto alla popolazione nel periodo più buio, la stessa DIGNITÀ che oggi sentiamo di perdere.

Nonostante tutto noi siamo e saremo ancora sul pezzo, 7 giorni su 7, fino alla fine. I

 

Precari Covid della Provincia di Catania


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