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Musumeci umiliato: l'ARS sfiducia il suo "soggetto attuatore" Tuccio D'Urso e Forza Italia candida Micciché p

11-02-2022 06:08

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus, Regione,

Musumeci umiliato: l'ARS sfiducia il suo "soggetto attuatore" Tuccio D'Urso e Forza Italia candida Micciché presidente

OCCORRE ISTITUIRE LA "MOZIONE DI SFIDUCIA COSTRUTTIVA"

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OCCORRE INTRODURRE LA

"MOZIONE DI SFIDUCIA COSTRUTTIVA"

Giornata campale quella di ieri per la politica regionale che ormai pare orientata a dare il colpo di grazia ad una legislatura che peggio di questa non si era mai vista: e dire che ne abbiamo passate...

 

Mentre infatti il presidente Musumeci prova a far passare la surreale ipotesi che non ci sia alcuna crisi per il "governo", chiamiamolo così, ieri si è scatenato il manicomio, non bastando evidentemente il segnale già dato in occasione della votazione per i delegati all'elezione del Capo dello Stato che lo avevano relegato al terzo posto.

 

In questi giorni era scoppiato il "caso Tuccio D'Urso", l'ex dirigente generelale del dipartimento energia andato in pensione e nominato da Musumeci, nella qualità di Commissario Straordinario per l'emergenza covid , quale Soggetto Attuatore per il potenziamento della rete ospedaliera: un affare da diverse centinaia di milioni di euro che molti denunciano essere in forte ritardo rispetto ai programmi e, soprattutto, rispetto alle esigenze emergenziali.

 

L'ing. D'Urso, personalità esuberante, si era imprudentemente prodotto in giudizi caustici sui parlamentari in alcuni suoi post social, scatenando la reazione dell'ARS dove si è arrivati, caso probabilmente senza precedenti, a presentare un'ordine del giorno per imporre al presidente Musumeci di revovcargli l'incarico.

 

La cosa più singolare è che la devastante iniziativa non è giunta dalle opposizioni, che ne hanno subito approfittato, ma dal maggior partito della maggioranza, Forza Italia.

 

Dopo un durissimo dibattito, la mozione è stata approvata e adesso si attendono le reazioni del presidente-commissario Musumeci che potrebbe anche non accogliere la richiesta di revoca del suo dirigente, con tutto quello che potrebbe comportare in termini di successivi sgambetti parlamentari, ma anche per l'opinione pubblica considerando che adesso l'operato dell'Ufficio Speciale è probabile venga sottoposto a maggiore attenzione.

 

In ogni caso il segnale è devastante e definitivo: nel momento in cui viene sfiduciato un "uomo del presidente" è ovvio che di fatto viene sfiduciato lo stesso presidente, che dimostra di non avere la forza neanche di difenderlo, minando così irrimediabilmente la propria autorità ed autorevolezza. 

In comunità politiche normali questi episodi comportano conseguenze immediate, in Sicilia diventano barzelletta.

 

Come non bastasse questa bomba dall'alto valore indicativo di quanto sta accadendo dalle parti di un centro destra ormai imploso, o esploso a seconda dei punti di vista, nel tardo pomeriggio è arrivata la notizia che pone la pietra tombale sulle ambizioni di ricandidatura del presidente uscente.

 

Alle 17.18 la nota diffusa alle redazioni: 

 

Forza Italia chiede a Miccichè di candidarsi alla Presidenza della Regione

 

Palermo – Forza Italia chiede all’unanimità a Gianfranco Miccichè, coordinatore regionale del partito in Sicilia, la disponibilità a candidarsi alla Presidenza della Regione siciliana. Lo hanno chiesto i parlamentari azzurri, regionali e nazionali, nel corso della riunione del partito, che si è appena conclusa. 

“Sono lusingato di questa proposta – ha risposto Miccichè - ma mi riservo di dare una risposta non prima di avere parlato con il presidente Renato Schifani e i pochi deputati assenti. Metto la mia eventuale candidatura a disposizione dei nostri alleati nazionali, Lega e Udc e di tutti gli altri possibili alleati siciliani”, ha concluso.

 

Insomma, non ci si annoia dalle parti dei palazzi, mentre ci si avvia alla chiusura di cinque terribili anni di immobilismo, che sommati a quelli del governo Crocetta, portano ormai a dieci gli anni di disastro totale che hanno letteralmente devastato una regione dalle enorme prospettive ridotta invece alla miseria con ormai fortissime preoccupazioni per la tenuta del tessuto sociale.

 

Responsabile principale di questa situazione insostenibile, oltre l'inettitudine di una classe politica in gran parte indefinibile, una legge elettorale fallimentare.

 

L'elezione diretta del presidente della regione ha dimostrato di rappresentare un vulnus pericolosissimo nel momento in cui lega il proseguimento della legislatura al mantenimento in carica del presidente eletto, anche quando questo si rivela in corso d'opera del tutto inadeguato al ruolo.

 

La sfiducia o le dimissioni del presidente eletto, come noto, provocano lo scioglimento dell'ARS e questo conferisce un potere ricattuale insuperabile, considerato che nessuno dei deputati in carica ambisce ad interrompere anticipatamente il proprio mandato.

 

Occorrerebbe quindi riformare questo sistema che la storia degli ultimi 15 anni ha dimostrato essere del tutto inefficiente, magari introducento lo strumento della "mozione di sfiducia costruttiva".

 

In pratica nel caso di dimissioni o sfiducia al presidente eletto, l'assemblea regionale potrebbe sostituirlo con l'elezione al proprio interno di una figura alternativa, rinnovando così il programma elettorale e consentendo la prosecuzione della legislatura, disinnescando il potere di stasi attualmente in atto che aggrava lo stato ormai cronico di totale immobilismo.

 

In ogni caso, qualcosa ci si deve inventare per tirare fuori questa regione da una crisi che ormai dura da troppi anni e che non ci possiamo più permettere.

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