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Pubbliservizi, il presidente Giuseppe Molino: “Pronti a firmare il concordato, se ce lo fanno avere”

30-12-2021 06:00

Lucia Murabito

Cronaca, Focus, Pubbliservizi,

Pubbliservizi, il presidente Giuseppe Molino: “Pronti a firmare il concordato, se ce lo fanno avere”

Non resta che incrociare le dita

Ci siamo occupati più volte della vicenda che riguarda la partecipata della Città Metropolitana di Catania finita commissariata oltre 3 anni fa dopo una bufera giudiziaria che portò i suoi vertici all'arresto ed a rischio fallimento.

Ad occuparsi della gestione straordinaria un commissario nominato dal ministero per lo sviluppo economico, l'avvocato laziale Maria Virginia Perazzoli.

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Da circa un anno è stato nominato un consiglio di amministrazione, presieduto dall'imprenditore Giuseppe Molino con Giuseppe Bonaccorsi e Luisa Aiello che, durante la fase commissariale, non ha alcun potere se non l'onere di presentare al Tribunale Fallimentare una proposta di concordato straordinario che deve essere redatto da consulenti esterni nominati a seguito della decisione del sindaco metropolitano Salvo Pogliese, nella qualità di socio di maggioranza della partecipata, di indire una selezione pubblica.

 

A loro volta questi consulenti, che sono due tra cui il prof. Alfio D'Urso curiosamente già amministratore unico proprio della stessa Pubbliservizi, devono redigere la proposta concordataria sulla base dei dati contabili che sono responsabilità esclusiva del commissario ministeriale Perazzoli.

 

Per inciso è opportuno segnalare che, caso unico tra le partecipate etnee, sia il CdA che il Collegio dei Revisori stanno svolgendo il loro compito a titolo gratuito in quanto il socio Città Metropolitana non ha mai ritenuto di deliberare alcun compenso. 

 

Presidente Molino, a che punto siamo con Pubbliservizi?

 

Il Consiglio di amministrazione che ho l'onore e l'onere di presiedere, a seguito dell’ultimo incontro informale tenutosi il 28 dicembre tra tutti i protagonisti che hanno il compito di formulare la proposta concordataria, è in attesa di ricevere la bozza finale della proposta concordataria da sottoporre poi al Commissario Straordinario ed Comitato di Sorveglianza, per l’emissione del loro parere al MISE che autorizzerà o meno la successiva presentazione  al Tribunale Fallimentare affinché si possa valutare la possibilità che Pubbliservizi torni in bonis per riprendere integralmente le proprie funzioni al servizio della Città Metropolitana e quindi di tutta la provincia.

 

La notizia più recente è che Città Metropolitana ha stanziato 5 milioni di euro per salvare la società, bastano?

 

"In realtà si tratta di un contributo straordinario in quanto, come chiarito dal consulente in seno all’udienza tenutasi lo scorso 20 dicembre nella camera di consiglio del Tribunale fallimentare, questa somma andrebbe a coprire anche ingenti crediti commerciali contestati dalla Città Metropolitana che sono già iscritti a bilancio, ed altre poste contabili inserite in bilancio dal commissario che non risultano ancora chiare e che sono in fase di valutazione finale e definitiva.


Tra l'altro, essendo in gestione commissariale, il CdA non ha accesso ad alcuna informazione sulla detta gestione, né su quelle procedurali, essendogli inibito l’accesso al fascicolo; le informazioni sulle quali deve fare affidamento sono solo quelle pubblicate dal Commissario straordinario sul sito web della società e qualche altra che, dietro molte insistenze e mail, il Commissario ha ritenuto di poter condividere; informazioni tutte che sarebbero state necessarie a comprendere cosa accaduto e accade sotto il profilo gestionale e contabile e cosa potrà accadere al momento dell’eventuale rientro in bonis della società.
 

E peraltro la sufficienza della somma stanziata dipenderà dalla valutazione che ne daranno il Commissario ed ancor di più il comitato di sorveglianza che rappresenta i creditori, visto che la proposta concordataria non potrà pagare in misura integrale i debiti riconosciuti come tali dal Tribunale ed ammessi al passivo.

 

Inoltre, credo che la parte più importante nella valutazione rimessa agli organi della procedura che dovranno emettere il loro parere sia quella relativa alla continuità aziendale, ovverosia alla capacità della società al momento del rientro in bonis di continuare ad operare senza produrre ulteriori perdite; ed una tale valutazione prescinde dall’operato dell’attuale CdA in quanto dipende dalla capacità gestionale del Commissario straordinario nel perseguire e raggiungere gli obiettivi che aveva dichiarato come essenziali a tale scopo.

La proposta concordataria non potrà che prendere atto di quanto fatto dal Commissario e della nuova rideterminazione dei compensi offerti dalla Città Metropolitana per i servizi richiesti alla Pubbliservizi, ove accettata dal Commissario.

Tutt’altra cosa è poi la valutazione se la società sarà in grado di eseguire quelle prestazioni per raggiungere i massimali di compenso previsti per ciascun disciplinare perché questa dipende dalla necessaria riorganizzazione della pianta organica dei dipendenti e dall’effettuazione di una massiccia attività formativa della forza lavoro.
Quindi non è facile, al momento, rispondere alla domanda se questi 5 milioni deliberati da Città Metropolitana possono essere sufficienti anche perché, come detto, il CdA non ha tutti gli elementi necessari per compiere la sua valutazione e, considerato il tempo trascorso da quando abbiamo cominciato a chiedere i dati contabili, dobbiamo prendere atto che saremo costretti nostro malgrado a svolgere il ruolo di semplici passa carte, cosa che certamente faremo per senso del dovere e rispetto delle attese delle 360 famiglie di lavoratori da troppo tempo appese ad un filo di speranza. 
Il Tribunale Fallimentare ha infatti concesso un ultimo rinvio sino al prossimo imminente 17 gennaio per presentare la proposta. 
Pertanto posso solo dire che a quanto è stato dichiarato la proposta non potrà soddisfare i creditori sociali nella misura integrale del loro credito ammesso, mentre per altro verso non possiamo che prendere per buoni i dati che ci verranno forniti e rimetterci alla serena valutazione del Tribunale Fallimentare con l'intervento della Procura che all'ultima udienza era rappresentata al massimo livello con il Procuratore Aggiunto dr.ssa Agata Santonocito ed il Sostituto dr. Fabio Saponara, segno dell'importanza che viene assegnato a questo delicato dossier."

 

Secondo lei Pubbliservizi è una società che potrebbe tornare ad operare sul mercato?

 

"Certamente sì, conosco ormai abbastanza bene dinamiche e personale e posso serenamente sostenere che all'interno esistono straordinarie professionalità e competenze che ben gestite potrebbero svolgere funzioni essenziali per le amministrazioni pubbliche e con grandi risparmi rispetto al ricorso ad aziende esterne, come ad esempio sta avvenendo nel caso dei servizi resi all'Istituto Musicale Vincenzo Bellini e che sarebbe da valutare.
Il problema è che in tutti questi anni non è stata effettuata alcuna vera riorganizzazione dell'organico, con ciò sacrificando quanti avrebbero voglia di lavorare dimostrando che lo stipendio se lo meritano ed operano nell'interesse generale.

Invece quello che emerge è che la società sembra essersi ridotta a stipendificio, con alcuni dirigenti che denunciano criticità che però rimangono del tutto inascoltate, rischiando così di renderla indifendibile di fronte all'opinione pubblica.
Pubbliservizi deve rapidamente uscire dalla procedura fallimentare e tornare in bonis per poter esprimere tutte le sue potenzialità, essendo necessario che ad amministrarla siano soggetti che conoscono, abitano ed amano la città nella quale quei servizi dovranno svolgersi. 
Se i servizi da svolgere riguarderanno di nuovo pulizie e manutenzioni di strade, scuole, edifici pubblici e privati di interesse pubblico, sarà essenziale che chi la gestisce, tra governance, dirigenti e dipendenti, ci mettano la faccia e si assumano la responsabilità di fronte alla città di quello che sapranno fare. 
Tre anni di commissariamento senza un necessario restyling sotto il profilo organizzativo e per di più in costante contrapposizione col socio Città Metropolitana prima e con il CdA dopo, testimoniato da atteggiamenti e corrispondenza inequivocabili, non ha fatto bene a Pubbliservizi ed ai suoi lavoratori ed è ora che si esca da questo inspiegabile pantano."


I prossimi passaggi quali saranno?

 

"Come detto siamo in attesa che i consulenti  incaricati per volere della Città Metropolitana D'Urso e Bucisca presentino al CdA la proposta concordataria che sarà da loro elaborata sulla base degli ultimi dati contabili forniti dal Commissario Perazzoli. 
A quel punto il CdA dovrà limitarsi ai passaggi suddetti per ottenere i pareri del Commissario e del  Comitato di Sorveglianza per poi, ottenuta l’autorizzazione del Ministero, sottoporla al Tribunale Fallimentare che, con le valutazioni della Procura, dovrà decidere sulla sua attendibilità e sostenibilità.
A quel punto comincerà tutta un'altra storia sulla quale poi magari torneremo a ragionare, sempre guardando con rispetto ed apprensione ai legittimi interessi di 360 famiglie ed agli interessi dei cittadini catanesi.
Questo CdA è già pronto a prendere le redini dell'azienda con le idee chiare su quanto è necessario fare per rimetterla in piedi pienamente operativa e vantaggiosa, ma sino a che le sue competenze saranno limitate per effetto delle attuali limitazioni procedurali ritengo opportuno che si rimanga ciascuno al proprio posto, consapevoli ognuno delle responsabilità assunte e da assumere."

 

Tutto chiaro, il giornale, dopo tutto quello che abbiamo raccontato e che riportiamo parzialmente in calce, non può fare altro che incrociare le dita ed augurare ai 360 lavoratori di Pubbliservizi, ma anche alla Città Metropolitana, che si ponga la parola fine a questa agonia che non fa bene a nessuno.


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