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PUBBLISERVIZI: ma chi si porta a cena con i soldi della società pubblica quasi fallita il commissario ministe

09-07-2021 07:34

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus, Pubbliservizi, Maria Virginia Perazzoli,

PUBBLISERVIZI: ma chi si porta a cena con i soldi della società pubblica quasi fallita il commissario ministeriale Maria Virginia Perazzoli?

E in albergo con la vasca idromassaggio? E la spesa al Decò yogurt e dentifricio compresi?

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E l'albergo con la vasca idromassaggio?

E la spesa al Decò yogurt e dentifricio compresi?

Perché con i soldi pubblici di una società quasi fallita?

Della società partecipata e totalmente controllata dalla Città Metropolitana di Catania abbiamo scritto più volte e sappiamo tutti che da troppi anni non riesce ad uscire da uno stato fallimentare che tiene col fiato sospeso centinaia di lavoratori.

 

Ma oggi ne raccontiamo un'altra di storia, emblematica di un sistema che non funziona e rischia di superare i limiti.

 

Sappiamo infatti che a seguito dell'avvio della procedura fallimentare è intervenuto, bontà sua, il governo nazionale, quello che oggi è pieno di competenti, che col ministero dello sviluppo economico ha provveduto a dotare la società di un Commissario Straordinario, in questo caso l'avvocato romano Maria Virginia Perazzoli, nota per essersi presentata a Catania definendo sindacati e dipendenti come "capre" di sgarbiana memoria.

 

Qualche giorno fa l'avvocato Perazzoli ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un commovente post:

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Ci commuoviamo anche noi, anche perché molto probabilmente l'avvocato Perazzoli in Sicilia, e nella quasi fallita società pubblica Pubbliservizi, ha trovato l'America.

 

Vediamo perché.

 

Tra le pieghe della contabilità 2020 basta stare un pochino attenti e si trovano, tra le migliaia di fatture che comunque meritano attenzione, almeno 88 che riguardano spese effettuate per conto e nell'interesse della signora commissaria.

 

44 fatture riguardano il rimborso di pranzi e cene, 9 soggiorni in albergo e 28 voli aerei, solo con Alitalia, of course.

 

2.133 euro per i pranzi, 1.549 euro per soggiorni in albergo e 4.642 euro per voli Alitalia.

 

Ma sicuro che sia così conveniente che il ministero nomini commissari con queste "esigenze"?

Veniamo al dettaglio?

 

Abbiamo detto che abbiamo scovato 44 fatture di pranzi e cene nei più vari ristoranti catanesi, con una particolare predilezione per la nota via Santa Filomena.

La cosa più strana che in almeno 20 di queste fatture i coperti segnati sono 2: e la domanda sorge spontanea...

Chi si porta a pranzo o cena il commissario ministeriale Perazzoli con i soldi pubblici della partecipata quasi fallita?

In un caso i coperti pagati sul bilancio della Pubbliservizi sono addirittura 5 ed in uno dei migliori ristoranti catanesi, Le Tre Bocche di via Etnea.

 

Nella maggior parte delle fatture non è specificato il menu, ma da alcune si possono evincere i gusti raffinati della commissaria Perazzoli: grappa barricata e vini da non meno di 13 euro a bottiglia

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Tra le varie fatture se ne trova una strana assai, riguarda una spesa al supermercato e a carico della Pubbliservizi anche lo yogurt, l'aperitivo, i cioccolattini, il prosciutto San Daniele, tanti altri prodotti di uso personale e persino il colluttorio Paradontax: non sappiamo a chi sia stata rimborsata questa spesa ma non si capisce perché mai con i soldi di una società pubblica a rischio fallimento si debbano rimborsare queste operazioni di alta managerialità.

E andiamo ai soggiorni in albergo, prescelto l'Etna Suite di via Etnea.

I soggiorni di cui abbiamo rinvenuto fattura sono 9 per un totale, nel 202, di 1.549 euro.

Troviamo fatture per camere triple e persino quadruple dai nomi esotici, "Capuleti e Montecchi", "Bellini" e persino "Serenata Araba".

In un caso, il 28 settembre 2020, vengono fatturate due camere nello stesso giorno: avrà avuto ospiti la Pubbliservizi.

In un caso la stanza scelta è la "Suite con vasca idromassaggio": ci sta, "la Sicilia nel cuore".

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E infine i voli, Alitalia come detto.

Nel 2020 ne abbiamo trovati 28 per un totale di 4.642 euro.

 

Non c'è che dire, davvero conveniente nominare così un commissario straordinario per salvare una società pubblica sull'orlo del fallimento: ma si sa, questo è il tempo dei "competenti".

 

Sicuri che sia proprio questo, nominando commissari "stranieri" con così tante "esigenze" il modo più efficiente ed intelligente per "salvare" società pubbliche dal fallimento?

 

Non sarebbe il caso che il ministero selezionasse meglio i propri rappresentanti piuttosto che mandare gente improbabile che ha persino la stupida arroganza di tacciare gli altri di scarsa serietà, peraltro con ampia prova contraria, mentre considerano "serio" andarsi a bere la grappa barricata e comprarsi il dentifricio con i soldi di una società pubblica che dovrebbero salvare dal fallimento?

 

Capiamo che loro "trovano il cuore", ma a noi piacerebbe che i 380 dipendenti e la Città Metropolitana di Catania uscissero da questo macello!

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